Non è riuscita nemmeno una apposita Commissione di Indagine, appositamente costituita, a fare totale chiarezza sull’utilizzo dei fondi della legge su Ibla.
Volgiamo precisare che, per quanto ne sappiamo, nessuno si è messo soldi in tasca ma la gestione dei fondi, negli anni è stata lo specchio della scarsa caratura della classe politica ragusana, per non parlare della ostentata sfacciataggine di molti papaveri delle varie amministrazioni di non tenere conto dei vincoli di utilizzo imposti dalla legge.
Non sono state da meno le due amministrazioni Cassì e non poteva essere diversamente considerato che la caratura dei componenti, da 8 anni a questa parte, si è rivelata fra le più scarse della storia di Palazzo dell’Aquila.
Il caos regna sovrano nella gestione dei Fondi della Legge su Ibla e se ne ha contezza dai rilievi sollevati dal consigliere Bennardo che avanza una serie di perplessità in una nota che appresso pubblichiamo:
PIANI DI SPESA DELLA LEGGE SU IBLA, IL CONSIGLIERE BENNARDO AVANZA UNA SERIE DI PERPLESSITA’ SULLE MODALITA’ DI GESTIONE
La gestione dei piani di spesa previsti dalla legge regionale su Ibla 61/81 torna al centro dell’attenzione, il consigliere comunale Federico Bennardo segnala una serie di criticità amministrative e procedurali legate all’attuazione degli strumenti finanziari destinati ai centri storici di Ragusa.
Bennardo, avrebbe posto la questione in aula nel corso dell’ultima seduta del civico consesso, ma per la rigida applicazione del regolamento, applicata per ridurre al minimo gli spazi per gli innumerevoli e sempre maggiori rilievi che ormai, quotidianamente, vengono rivolti ad una amministrazione che ha fatto il suo tempo, pone la questione evidenziando che, nonostante anche per il 2026 si abbia contezza del trasferimento previsto di 2 milioni e mezzo per Ragusa e Siracusa, come da decreto assessoriale per Enti locali e Funzione pubblica n. 137 del 27 marzo 2026, «i piani di spesa risultano ancora fermi al 2023.
Il consigliere sottolinea che non sono, infatti, stati portati in Consiglio comunale i piani relativi al 2024, 2025 e 2026, con conseguenze dirette sulla possibilità di intervenire concretamente nei centri storici.
«Siamo fermi, e con noi lo sono anche gli interventi che dipendono da questi strumenti», afferma.
Un ulteriore punto sollevato riguarda la delibera di Giunta n. 80 del 2026, con la quale sono state rimodulate le economie dei piani di spesa riferiti agli anni 2018, 2019 e 2020.
Bennardo pone un interrogativo di natura istituzionale: «Il piano di spesa è uno strumento del Consiglio comunale. Per quale motivo è stato modificato dalla Giunta senza un passaggio in aula?».
Una domanda che, secondo il consigliere, necessita di chiarimenti formali per garantire trasparenza e corretto funzionamento degli organi dell’ente.
Bennardo conclude ribadendo la necessità di accelerare con l’approvazione dei piani di spesa ed avanzare con i lavori per quelli già approvati.
