Cosa ci resta dell’intricata questione dei volontari retribuiti, detti anche falsi volontari?
Tutto sembra essersi risolto nell’ultima seduta del Consiglio comunale, dall’esito al “vogliamoci bene”, dopo il colloquio, nella pausa della seduta, in sala giunta, fra il sindaco e i vertici cittadini del Partito Democratico, nelle persone del segretario e del capogruppo consiliare.
Sembra si sia voluto sistemare tutto come alla fine di un banchetto nuziale, quando gli ospiti se ne vanno con la bomboniera, dopo aver salutato gli sposi, i parenti, gli amici, ma sui tavoli ci sono i resti di quanti hanno gozzovigliato, bottiglie vuote, contenuto dei bicchieri versato sulle tovaglie macchiate di ogni genere di cibo, qualche piatto sporco di qualcuno che si è attardato dopo il passaggio dei camerieri, tovaglioli sporchi e tutto quanto fa parte della fine della festa.
Nel giro di qualche ora tutto sarà pulito, anche il pavimento e la sala vuota riassume il suo volto abituale.
Con questa storia dei falsi volontari, qualcuno vorrebbe che andasse a finire così, non solo gli attori principali, amministratori e dirigenti, ma, più ancora, gli accusatori, quelli che hanno sollevato il caso e sembrano, ora, volersi defilare.
Se può essere comprensibile che amministratori e dirigenti, responsabili in solido di quanto perpetrato per anni, possano tentare di far considerare sorpassata la questione, non si comprende quale sia stato il fine che ha mosso il Partito Democratico, troppo poco aver scardinato il sistema e aver ottenuto la stabilizzazione di alcuni dei volontari, peraltro tutta da verificare nei criteri di ammissione nella durata del privilegio al nuovo corso della gestione dei servizi.
Restano sul tappeto le circostanziate accuse messe sul tavolo e avvalorate, nella loro interezza, dal sindaco in persona, con dichiarazioni di piena ammissione e altre tacite, senza smentita di quanto, in più occasioni, denunciato.
Abbiamo letto, ascoltato di tutto e tutto mai smentito, comprese le rivelazioni esplosive in conferenza stampa e sui giornali:
“Al Comune di Ragusa si adotta un vero e proprio sistema strutturato di lavoro nero camuffato da volontariato”
“Il caso è grave e diffuso, per molti servizi essenziali e ordinari, relativi a beni pubblici e strutture comunali”
È stato appurato che i volontari sarebbero obbligati a turni, registro presenze, disponibilità settimanale programmata e dalle rendicontazioni si può avere la certezza che il Comune ha contezza del sistema.”
“Si auspica, altresì, che non solo l’Ispettorato del lavoro si attivi per ripristinare la legalità, ma sia la Procura a porre attenzione sulla vicenda.”
“Secondo il primo cittadino, questa palese spinta alla denigrazione farà la stessa fine avuta in altre occasioni, è tutto frutto di una campagna mediatica aggressiva”
“Si tratta – ha precisato Cassì – di prestazioni di supporto, di collaborazione che non prevede retribuzione ma solo rimborsi spese.”
In conferenza stampa veniva sottolineato, dal giornalista di Repubblica, come alcuni volontari avessero ‘lavorato’ per 32, 30, 48 ore, alcuni presenti di lunedì, negli impianti sportivi, dalle ore 18.30 alle 22.30, altri presenti di domenica, dalle ore 8 alle ore 13, altri di domenica pomeriggio, dalle ore 13 alle ore 20.
“L’Associazione paga 37 ore per volontario, a 150 euro, ma emerge dalle testimonianze di alcuni volontari che gli stessi sono spinti a procurare scontrini, per avere altri ‘rimborsi’ che compensano le ore ulteriori di presenza.”
“Si trova riscontro nel rendiconto al Comune dell’Azienda, con le copie degli scontrini, da dove emerge che, per esempio, un nominativo ha percepito 150 euro ma ha avuto anche, nel mese, rimborsi per 358 euro, con scontrini dove sono registrati pomodori, olive, finocchi, carote, pesce, ragù, il tutto confermato da alcuni volontari che, naturalmente preferiscono rimanere anonimi.”
“Le rendicontazioni protocollate sono vidimate da funzionari degli uffici comunali preposti”
“Il sindaco, con malcelato imbarazzo, ha scaricato le responsabilità della gestione operativa sull’associazione, assicurando che il Comune vigila attraverso gli uffici, se si dovessero riscontrare delle irregolarità o anomalie, saranno adottati i provvedimenti necessari, ma non ha potuto negare quanto esposto, addossandosi comunque la responsabilità politica di quanto accaduto.”
“Per il segretario cittadino del Partito Democratico la vicenda dei “volontari” retribuiti del Comune di Ragusa resta di eccezionale gravità: un sistema strutturato di utilizzo di lavoratori formalmente inquadrati come volontari per assicurare, a costi convenienti per l’ente, servizi essenziali come quelli per gli impianti sportivi e i siti culturali, compresa la biblioteca comunale, ma, per stessa ammissione del sindaco, ci sono altri volontari utilizzati anche per la protezione civile e per la polizia locale.”
Il sindaco: “Tutto sarebbe previsto dal Codice del Terzo Settore, è una pratica che sarebbe diffusa in molti Comuni, se ci saranno irregolarità si potrà intervenire ma non ci sarebbero, in ogni caso violazioni di legge.”
“Basti pensare che uno dei finti volontari svolge servizio nella sala di accoglienza al piano del Sindaco.”
Le rivelazioni esplosive:
“I dem hanno appurato che non c’erano solo rimborsi spese, il Comune avrebbe rimborsato le polizze assicurative per i volontari, ma qualcuno di questi asserisce che le hanno pagato di tasca propria.
Ci sarebbero rimborsi alla Associazione per vestiario e dotazioni di sicurezza, ma i volontari negano di aver ricevuto alcunché. Erano previsti anche rimborsi del Comune, sempre all’Associazione, per la formazione dei volontari, ma in molti negano di aver ricevuto formazione, per primo soccorso o per antincendio.
Nelle carte si trovano cenni a rimborsi per una sede dell’associazione e per la gestione, ma non ci sono elementi per conoscere i relativi riscontri.
“Ci sono intimidazioni nei confronti dei volontari per dissuaderli dal parlare e raccontare particolari del servizio. Al Comune si stanno via via irrigidendo, si cerca chi fa trapelare notizie dagli uffici, secondo l’avv. Schininà avrebbero già precluso, ad alcuni dipendenti, l’accesso a determinate piattaforme, in particolare all’ufficio tecnico.”
Su Repubblica si è letto:
“In una riunione il primo cittadino riconosce l’uso improprio dei giovani ingaggiati dal Comune”.
«Per convenienza nostra su alcune cose si sono chiusi gli occhi».
«Il volontario è diventato quasi, anzi no quasi, è diventato quello che sostituiva e non può essere… Fino a quando è andata bene e nessuno ha fatto notare questo andiamo avanti, oggi non è più così. I tempi sono cambiati».
Il sindaco ammette gli errori nella gestione della situazione. «Perché se noi oggi diciamo che era tutto a posto diciamo il falso. Non era tutto a posto. Lo dico a me stesso perché io sono il capo dell’amministrazione».
Il riferimento è anche agli scontrini finiti al centro delle polemiche nei giorni precedenti alla riunione.
Cassì spiega di averli visti e sottolinea come quei giustificativi fossero collegati a un numero di ore che andava oltre ciò che normalmente si immagina per un rimborso spese.
A quel punto il sindaco torna sull’argomento centrale della vicenda e riconosce la responsabilità politica della situazione.
«Siamo in torto». Poi aggiunge che ora l’amministrazione dovrà rimediare alla situazione e trovare una soluzione che consenta di continuare a garantire i servizi senza uscire dal perimetro delle norme.
La riunione si chiude con una frase che riassume il senso dell’intero confronto:
«Per convenienza nostra si sono chiusi gli occhi su alcune cose, non potrà essere più così, questo è il punto».
Dopo tutto questo, che al momento resta solo un enorme polverone, sollevato dal Partito Democratico, come riconosciuto dallo stesso Sindaco e dalle componenti politiche consiliari a lui vicine, resta la soddisfazione del Partito Democratico per aver scardinato il sistema illegale e aver riportato la legalità.
A quanto sembra, al Partito Democratico non interessa altro, identificare le responsabilità, accertare i particolari imbarazzanti sollevati, rendersi conto dell’operato degli amministratori e dei dirigenti, non sembra cose fra le priorità del Partito Democratico e, ancor meno delle altre forze politiche presenti in Consiglio e in città.
Dopo l’esito della seduta del Consiglio comunale non c’è stata una sola voce a commento della questione e del suo esito.
In pratica, un colpo di spugna su tutto quanto accaduto, e per anni.
Salomonicamente il sindaco ha detto che non ci saranno dimissioni di alcuno: solo gli elettori, quando sarà, potranno giudicare.
Viene solo da sorridere, sembra una storia simile a quella della distrazione dei fondi della Legge sui Ibla utilizzati al di fuori dei vincoli fissati dalla stessa Legge: anche allora ci fu l’esito dei lavori di una commissione di indagine, vennero specificati, addirittura, i periodi nel avvennero le distrazioni, ma nessuno penso minimamente di accostare il periodo al sindaco e agli amministratori del tempo.
In pratica, il fatto esisteva, non esistevano i responsabili.
Con la questione dei falsi volontari retribuiti, quella che il Partito Democratico ha definito LAVORO NERO, è la stessa cosa: tutto è stato appurato, dimostrato, ammesso dal primo cittadino, ma, come per incanto, non accade nulla.
Ci chiediamo se, addirittura, incontrando amministratori o dirigenti coinvolti nel caso, non finirà che qualcuno sorpreso a sorridere o, addirittura, a sghignazzare amaramente in faccia a loro per quanto hanno commesso, non possa essere denunciato e punito per oltraggio.
