Muro di gomma anche per le questioni apparentemente semplici

di Cesare Pluchino
Dominano sempre sterili contrapposizioni ideologiche a scapito di un dibattito costruttivo, che sarebbe poi quello specifico delle commissioni

Convocata alle ore 11 di giovedì 15 gennaio, la prima commissione, affari generali, vedeva all’ordine del giorno una proposta apparentemente semplice, quella di stendere un regolamento per l’utilizzo gratuito di immobili comunali da destinare ai gruppi consiliari per attività politico amministrative.
L’idea, del consigliere Giorgio Massari che ha voluto specificare, in apertura del suo intervento, come si fosse trovato ad essere  il portavoce di una proposta di diversi consiglieri delle opposizioni
Come dicevamo, anche Massari ha parlato di una richiesta semplice, quella dell’utilizzo di spazi fisici per esercitare l’attività politico-amministrativa, ricordando tempi più felici, per le casse del Comune, nei quali c’erano a disposizione stanze con telefoni e computer.
Dicevamo apparentemente semplice, perché, nell’immaginario di qualche consigliere, si pensa anche all’utilizzo di strutture come l’auditorium della Chiesa di San Francesco Ferreri, a Ragusa Ibla, o come altri immobili nella disponibilità del Comune, per cui sopraggiungono problemi di costi che l’amministrazione ritiene eccessivi.
In ogni caso l’amministrazione e la maggioranza erano presenti in forze, con l’assessore Stefania Campo e un solo assente fra i consiglieri.
Si fiutava l’aria e si capiva che la richiesta non era di gradimento della maggioranza pentastellata, era l’assessore a specificare, chiaramente, che l’amministrazione non era d’accordo.
Rincarava la dose la vice presidente del Consiglio, Zaara Federico, che considerava una follia la proposta alla luce dei finanziamenti pubblici percepiti dai partiti.
Da questi interventi si scatenava la bagarre, nel disordine totale non si è capito più nulla e il Presidente Morando, per ben due volte, è stato costretto a sospendere la seduta, che si è trascinata animatamente, dominata dalle rimostranze della minoranza consiliare. 
E’ stato il consigliere Lo Destro ad infuocare gli animi chiedendo lumi sull’utilizzo delle stanze del Comune, con dispendio di luce e di riscaldamento, da parte dei componenti il gruppo del Movimento 5 Stelle che spesso si intrattengono, fino a tarda sera, in riunione. Tirando fuori anche lo Statuto comunale, ha evidenziato quanto recita il comma 5 dell’art 24: “Ciascun gruppo dispone di una propria sede, di attrezzature e servizi in relazione alla rispettiva consistenza numerica”, norma, attualmente, del tutto disattesa.
Sonia Migliore ha posato la sua attenzione sulle auspicabili registrazioni video, o addirittura sulla diretta televisiva, stante lo spettacolo offerto in Commissione, evidenziando come la richiesta di Massari fosse del tutto lecita e normale, oltreché prevista dalle norme statutarie, purtroppo non considerate o, forse, nemmeno conosciute da amministratori e consiglieri di maggioranza.
Giorgio Mirabella si è detto deluso non tanto per la mancata condivisine della proposta, quanto per l’atteggiamento di risposta, evidenziando come già l’amministrazione alla richiesta di una stanza con un minimo di attrezzatura per ufficio ha risposto con una modesta scrivania, dotata di un computer d’annata, assai lento, collegato alla rete elettrica attraverso un groviglio di fili volanti lasciati per terra, anche in disprezzo alle più elementari norme di sicurezza. Tutto questo denota la palese indifferenza dell’amministrazione nei confronti di qualsiasi richiesta delle minoranze.
Mentre molti di defilavano, consapevoli che il confronto non avrebbe trovato uno sbocco condiviso, dopo l’ultimo intervento del consigliere Dipasquale, che ha mostrato un minimo di apertura, si decideva di procedere con  una iniziativa consiliare, partendo da una bozza di regolamentazione che il presidente Morando aveva avuto cura di preparare ma che nessuno ha voluto esaminare.
Su questa linea nessuno eccepisce nulla, altra seduta, altro gettone, non c’è mai nessuno che eccepisca la scarsa o nulla produttività di molte commissioni. L’importante è discutere, spesso si fa finta di discutere, molti ascoltano solamente, alla fine, in aula, comanderanno i numeri, una volta bulgari, oggi più risicati, e, come avviene da diciotto mesi e 21 giorni, passa solo quello che vuole il mondo a 5 stelle.
Resta solo da encomiare la perseveranza dei consiglieri di minoranza, e di alcuni esponenti in particolare, nel proporsi, indomiti, nel ruolo di oppositori che è stato assegnato dai cittadini.
Sarebbe da verificare se, considerando l’impenetrabilità del muro grillino, non fossero più opportune forme di opposizione più plateali, maggiormente rivolte all’attenzione dell’opinione pubblica con l’obiettivo di far comprendere come vanno le cose e lasciare alla collettività il giudizio.

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