Compito non indifferente quello dell’on.le Minardo che dovrebbe salvare Forza Italia in Sicilia: il partito resta, pur sempre, con percentuali a una cifra, troppo distante dagli alleati di Fratelli d’Italia, seconda anche alla Lega, molto al disotto, come consenso, di PD e 5 Stelle, tallonata, addirittura dalla sinistra.
In Sicilia, dove il consenso è abbondantemente a due cifre, ci dovrebbe essere il porto sicuro del partito, dove rifugiarsi nei momenti di burrasca, invece la burrasca è proprio nell’isola.
Nulla da eccepire sulla scelta di Minardo, altre ipotesi erano destinate a naufragare ancor prima di tirare l’ancora. Minardo ha le doti, le possibilità, l’autorevolezza e il carisma per convincere, con le buone o con le cattive, a salire sulla sua zattera di salvataggio.
Ma il clima non è sereno e nessuno può dire se uscire con le maniche corte o con l’ombrello.
Nonostante i richiami ai rapporti ottimi anche con la famiglia Minardo, non si potrà certo dire che Schifani sarà contento di avere perso il controllo diretto del partito. Allo stesso modo l’ala che fa riferimento a Cardinale e all’assessore Tamajo dovranno confrontarsi con Minardo, mentre sul versante orientale dell’isola la corrente Falcone con l’on.le Calderone non sono sul piede di guerra, ma poco ci manca.
L’accoglienza per il presidente della Commissione Difesa della Camera non è stata, certo, all’altezza del personaggio, i riferimenti al suo recente ritorno nel partito, dopo l’approdo alla Lega nei momenti di burrasca per gli azzurri, non sono stati certo il massimo dell’eleganza per accogliere il figliol prodigo, peraltro baciato sulla fronte dalla famiglia Berlusconi e quindi, quasi intoccabile.
Dirimenti per la bonaccia tanto auspicata saranno due aspetti: in primis, quanto tempo dedicherà Minardo alla Sicilia a scapito del suo ruolo di Presidente della Commissione Difesa della Camera?
Dopodiché, riteniamo che fondamentali non saranno tanto i rapporti con i big del partito, quanto quelli politici, perché quelli personali non sono in discussione, con Gianfranco Miccichè e con Raffaele Lombardo, che, poi, potrebbero essere la stessa cosa per sistemare le cose in Sicilia.
Se Nino Minardo riuscirà ad averli come compagni di viaggio, la navigazione sarà sicura.
Tutto il resto, nei rapporti interni al partito, sarà manfrina.
Naturalmente, la navigazione dovrà essere assicurata dalla idonea e necessaria quantità di carburante, leggi consenso, leggi voti, senza i quali non si andrà avanti.
Da conterranei di Minardo, guardiamo, naturalmente, in maniera specifica, cosa ne sarà del partito in provincia di Ragusa, e segnatamente nel capoluogo e a Modica, dove, indiscutibilmente, si decideranno le sorti in relazione alle prossime tronate elettorali.
Qualcuno sostiene che, a cominciare dalle regionali, il Commissario farà correre tutti, per mettere a frutto, intanto, la presunta dotazione di consenso, ma, per noi, è impossibile che non vorrà avere uomini e donne suoi a casa sua.
Ben venga, quindi, Cassì, per dimostrare quanto vale in provincia e, ancora, nella sua città, ma non si può non pensare che ci possa essere un autorevole candidato a Modica, se non altro per affermare la leadership assoluta quanto meno nella sua città. E se autorevole deve essere il candidato, o la candidata, deve dare fastidio a Cassì, che dovrà correre e non passeggiare sugli allori.
Se si mette da parte il particolare del rifiuto di Cassì per la segnalazione di Minardo ai vertici di Iblea Acque, non sarà da considerare idilliaco un rapporto con Innocenzo Leontini, memore dei festeggiamenti per la vittoria alle regionali, di anni fa, che videro la processione fino al capoluogo con fermate in tutte le stazioni di servizio del concorrente sconfitto.
Per il resto ogni nome nuovo, sarà una scommessa personale di Minardo. Per le altre competizioni elettorali, a cominciare dalle comunali, tutto dipenderà dagli esiti delle regionali e dalle alleanze interne, per esempio dai sostegni che potrà ricevere Cassì dipenderanno le scelte per chi dovrà fare il sindaco, anche sulla base dei rapporti personali di Minardo con alcuni soggetti che potrebbero ambire a rivestire la carica di primo cittadino nel post Cassì.
Per ora, salutiamo, agitando il fazzoletto dal molo, la nave che parte, se ci terrano informati sapremo della navigazione e conosceremo la rotta.
