La maggioranza di destra approva a Comiso un rendiconto in disavanzo e incompleto, da sanare entro 45 giorni, che certifica le previsioni di entrate gonfiate già più volte denunciate dalla minoranza e mantiene elevato il livello di guardia sui conti dell’ente.
L’amministrazione esulta, i gruppi consiliari di opposizione Lista Spiga, Partito Democratico e Coraggio Comiso, con i loro componenti, Gaetano Gaglio – Erica Adamo, Gaetano Scollo – Gigi Bellassai, Cristina Betta – Salvo Liuzzo, dissentono.
Con la solita ineffabile narrazione della Giunta Schembari e la ripetizione del mantra “Va tutto bene, tranquilli”, la maggioranza di destra ha approvato il 30 aprile il Rendiconto 2025, l’ennesimo in disavanzo, questa volta di circa 700mila euro.
Nella fretta di rispettare all’ultimo giorno utile la tempistica di legge per evitare il quasi abituale commissariamento, l’assessore al Bilancio ha però dimenticato di allegare all’atto il provvedimento di analisi delle cause del disavanzo e di indicazione delle strategie per impedire che esso si ripeta, che l’art. 188 del Tuel prevede debba costituire parte integrante del Rendiconto.
C’è voluto un chiarimento del collegio dei revisori in aula per sancire che bisogna sanare l’atto entro 45 giorni o il Rendiconto non è valido.
Ma, al di là degli strafalcioni dell’assessore, sono i numeri ad essere preoccupanti: le entrate che avevamo contestato come previsioni fantasiose tali si sono rivelate, basti citare che su oltre 11 milioni di incassi previsti da accertamenti per evasione il Comune ha incassato solo 360 mila euro; le entrate correnti non riescono a coprire le spese correnti tanto che l’ente ha dovuto usare gli incassi da urbanizzazione per fare pareggiare i conti, invece che riparare le strade ammalorate e fare le manutenzioni a cui quelle risorse dovrebbero essere destinate; nonostante questa giunta abbia drammaticamente colpito i cittadini con una valanga di accertamenti arretrati e con affidamenti a soggetti privati che hanno pignorato persino i conti correnti privati, la riscossione delle entrate è fallimentare, con oltre 90 milioni di euro di residui attivi che non sappiamo se incasseremo mai; l’ente ha oltre 20 milioni di euro di debiti con i fornitori per fatture non pagate.
E quelle poche che riesce a pagare le paga in ritardo, dato che l’indice di tempestività dei pagamenti è certificato a 92 giorni invece dei 30 previsti dalla legge.
Tutti pessimi segnali, insomma, che abbiamo con precisione rilevato in aula cercando di mettere in guardia la maggioranza da ingiustificati entusiasmi.
Abbiamo persino dimostrato come siano stati cancellati oltre 5 milioni di crediti perché definitivamente inesigibili, a riprova che le fantasie solo sulla carta hanno le stesse gambe corte delle bugie, e per tutta risposta abbiamo assistito ad amministratori che imbastivano disperate difese tirando fuori addirittura l’antica favola dell’Amministrazione Digiacomo, finita 20 anni fa, come causa di tutti i mali.
Purtroppo, questa pessima gestione finanziaria, ed il continuo arrampicarsi sugli specchi dei suoi protagonisti, non può essere circoscritta al ridicolo, dato che colpisce quotidianamente tutti i cittadini comisani.
