Parlavamo di spettacolo di Forza Italia a Scicli e tale si rivela con il passare delle ore, trasformandosi in un rituale teatrino politico che non si addice agli attuali vertici del partito in provincia.
Fino a ieri, dal comunicato diffuso da Giancarlo Cugnata, segretario provinciale di Forza Italia, si apprendeva che, con una nota, inviata al segretario cittadino e, per conoscenza, al Commissario Regionale Nino Minardo,
“per ripristinare il normale e sereno svolgimento dell’attività politica, dando voce ai più di seicento tesserati della città, si avocava la conduzione del partito a Scicli, provvedendo a nominare un commissario”.
Scelta che, veniva precisato, era stata condivisa con il Commissario regionale.
Stamane, domenica 10 maggio, alcuni organi di informazione vogliono far passare la notizia delle dimissioni del segretario cittadino, e del suo gruppo, da taluni definito ‘dirigente’ del partito, da altri ‘politico’, che sarebbero seguite all’uscita dal partito dei consiglieri Micarelli e di Benedetto.
Ma se il segretario cittadino si fosse dimesso, perché il segretario provinciale gli avrebbe inviato una nota per avocare la guida del partito che, di fatto, era già nella sua persona?
Peraltro, nella nota inviata al dott. Cartia, (allegata in calce a questo articolo), Cugnata esprime “la necessità di ristabilire le condizioni per un sereno proseguimento della gestione nella segreteria della città, dopo la fuoriuscita dal partito di due consiglieri di Forza Italia” senza fare cenno alcuno alle dimissioni del segretario e a quelle del direttivo o del suo gruppo politico.
Oggi la telenovela di Forza Italia Scicli si arricchisce di un nuovo elemento che, in qualche modo, disorienta.
Occorre premettere che le dimissioni dei due consiglieri sono state accompagnate da dichiarazioni di non poca intensità: dichiarazioni che fanno riferimento alla non soddisfacente azione politica del sindaco, reo di non aver rispettato il programma elettorale, distinguendosi per assenza di programmazione, rifiuto del confronto politico e incapacità di fare fronte alle emergenze della città.
Se l’avv. Sabrina Micarelli puntava il dito su servizi sociali, decoro urbano e cultura, il vicepresidente del Consiglio Di Benedetto si occupava delle omissioni dell’amministrazione anche sulle problematiche più semplici, come manutenzioni e illuminazione pubblica, rimarcando il progressivo ridimensionamento del ruolo dei consiglieri comunali, sempre più distante da un reale confronto con l’amministrazione e all’interno della maggioranza stessa.
Di fatto, una presa di distanza anche dall’assessore Giannone, compagno di partito, oggi diventato Commissario cittadino del partito. Una rottura chiara e netta.
Oggi, la sorpresa: un comunicato stampa, inviato dalla mail dell’assessore, nonché commissario cittadino di Forza Italia Scicli, Enzo Giannone, del consigliere comunale, capogruppo di Forza Italia, dott. Giuseppe Arrabito:
Apprendo con attenzione le decisioni assunte dal segretario Cartia e dai consiglieri Micarelli e Di Benedetto, unitamente ad alcune componenti della segreteria e del gruppo degli iscritti.
In qualità di capogruppo di Forza Italia al Consiglio comunale di Scicli, avevo auspicato il proseguimento di un percorso improntato al confronto sereno e alla collaborazione, nella prospettiva di individuare soluzioni condivise e rafforzare l’azione politica sul territorio.
Ritengo che il dialogo tra le diverse sensibilità e componenti rappresenti sempre un valore importante, soprattutto quando finalizzato al perseguimento degli interessi della comunità e al miglioramento della città.
L’attenzione deve rimanere concentrata sulle esigenze dei cittadini e sulle priorità amministrative di Scicli, che richiedono impegno, responsabilità e capacità di sintesi da parte di tutte le parti coinvolte.
Ribadisco la mia disponibilità a mantenere aperto il confronto istituzionale e politico, nel rispetto dei ruoli e con spirito costruttivo, nell’interesse esclusivo del territorio.
Dott Giuseppe Arrabito
Dalla nota del dott. Arrabito, si evince che prende atto delle decisioni della segreteria cittadina del partito e dei consiglieri Micarelli e Di Benedetto.
Ribadisce che avrebbe auspicato il proseguimento di un percorso improntato al confronto sereno e alla collaborazione, che, nei fatti non c’è stato.
In maniera, secondo noi tardiva, ammette di considerare essenziale il dialogo tra le parti e sottolinea la sua disponibilità a mantenere aperto il confronto, come specificato: in pratica, considerata la sua vicinanza a Giannone e il fatto che il comunicato è stato diffuso attraverso la mail di quest’ultimo, si mette in atto la strategia del ‘bastone e della carota’, nella consapevolezza che la vittoria del gruppo emergente del partito che fa riferimento alla nuova leadership non compensa i danni provocati dal terremoto derivante dalla rottura voluta dal vecchio gruppo dirigente e dai due consiglieri comunali.
Si spera solo che non si dia seguito al teatrino con ripensamenti da parte del segretario cittadino e dei consiglieri dimissionari.
Del resto, ad onta delle strategie accomodanti che, ora, si vogliono proporre, l’elemento determinante della rottura è stato quello della prova di forza operata nominando Giannone come Commissario.
Serviva un commissario avulso dalla realtà locale, terzo, o un esponente di partito esperiente come Innocenzo Leontini, oppure si poteva pescare fra le forze nuove del partito, bastava rivolgersi al capoluogo dove non mancano autorevoli espressioni del partito, sindaco, presidente del Consiglio, due assessori e autorevoli consiglieri comunali, compresa la capogruppo.
Giannone, senza nulla eccepire sulle sue doti personali e politiche, rappresenta, comunque, l’espressione della tentata leadership che si vuole imporre, non abbastanza autorevole da essere contestata.
