Ha colto di sorpresa la scelta di Totò Cuffaro di chiedere il patteggiamento, solo pochi giorni prima, a Palermo, l’assessore Albano, al ritorno nell’assessorato alla famiglia, affermava che il castello accusatorio contro il leader si stava sgretolando, facendo intendere come si sarebbe potuto anche arrivare al suo crollo.
Al di là dei tecnicismi giuridici, il patteggiamento è visto come una ammissione di colpa, per cui, nell’immaginario collettivo, sono da tenere a distanza La Democrazia Cristiana e Totò Cuffaro in particolare.
Così si cerca di ammantare con un velo di oblio articoli di giornale, video e foto di quando, invece, moltissimi sgomitavano per farsi vedere con il protagonista della politica siciliana.
Da quando Totò Cuffaro è caduto, di nuovo, in disgrazia, per questioni giudiziarie legate alla sia attività politica, per quanto riguarda la provincia di Ragusa, in molti si sono affrettati a prendere le distanze.
Per molti è stato facile rinnegare le appartenenze, non rinnovando la tessera del partito, è il caso, per esempio, del consigliere comunale Zagami, mentre persiste nella sua vicinanza al deputato della DC, Ignazio Abbate, la consigliera comunale, vicepresidente del Consiglio comunale di Palazzo dell’Aquila, Rossana Caruso, come pure resta al suo posto la segretaria provinciale della Democrazia Cristiana, Anna Maria Aiello.
Indefinita la posizione del consigliere Bennardo che, alle ultime consultazioni per il rinnovo del Consiglio provinciale, si era presentato con una lista civica, il progetto Radici Iblee, di chiara vicinanza a Ignazio Abbate e alla Democrazia Cristiana.
Per tanti altri, che affollavano le convention, in provincia, animate dalla presenza di Totò Cuffaro e dei vertici siciliani della Democrazia Cristiana, abbastanza facile defilarsi e dire che si trovavano lì per caso.
Sul territorio si devono registrare le prese di distanza di diversi personaggi: il sindaco di Acate, Fidone, ha dichiarato aver chiuso con la Democrazia Cristiana, per affermando di voler mantenere il rapporto di amicizia con l’on.le Ignazio Abbate, che, da poco, ha rinnovato la sua fedeltà al partito.
E su questa storia dei rapporti personali con Ignazio Abbate gioca anche il candidato sindaco di Ispica, Pierenzo Muraglie, già sindaco PD della città, che rifiuta ogni illazione di vicinanza alla Democrazia Cristiana e di interferenze di Abbate nella candidatura, Abbate che resta solo un amico stretto.
Di Cuffaro ha sempre parlato poco il gruppo DC al Comune di Vittoria ma ipotetiche candidature di qualche esponente di spicco non fanno intravedere possibilità di candidature sotto il simbolo DC.
Oggi, è molto più facile, mascherarsi sotto l’insegna di liste civiche, anche se il civismo, in molti casi, è sulla via del tramonto.
Restano nel limbo del civismo, lontani dalla DC ma con un rapporto preferenziale con Ignazio Abbate, il Presidente del Consiglio comunale di Santa Croce Camerina, Luca Agnello, e i consiglieri fedelissimi di Ignazio Abbate al Comune di Modica, quelli sotto insegne civiche e quelli che sono stati eletti nella lista DC.
L’ultimo caso che sorprende, ma, come gli altri, del tutto legittimo, è quello della Presidente del Consiglio comunale di Pozzallo, Quintilia Celestri, che in una recente intervista, in riferimento ad una sua possibile candidatura a sindaco di Pozzallo, riesce, prima ad annullare la cinquantennale amicizia con il sindaco Ammatuna, delusa dalle sue scelte, scegliendo fra l’abbandono della politica e il ruolo di indipendente, pensando ora di costituire un movimento civico per l’obiettivo della candidatura a sindaco.
Nell’intervista, viene attribuita alla Celestri l’amicizia con il Dc Ignazio abbate, ma l’interessata si affretta a dire che con Abbate c’è solo un rapporto di amicizia, una sua eventuale candidatura sarà solo civica e non supportata dalla DC.
Ma cosa ci faceva, allora, la signora Celestri, nel 2024, agli inizi di febbraio, al tavolo del Congresso provinciale della Democrazia Cristiana, a Modica, accanto a Totò Cuffaro e ai vertici regionali della Democrazia Cristiana?
Era lì per caso? Di passaggio?
Secondo noi, il bello deve ancora venire.
Ove la DC tornasse in auge, con o senza Totò Cuffaro, ma, soprattutto, se Ignazio Abbate trovasse conferma al suo ruolo di deputato regionale in un partito di prima fascia e con responsabilità di governo, leggi assessorato, tutti riconoscerebbero, di nuovo, il ruolo di Abbate, non sarebbe solo amicizia, si tornerebbe a fare la fila alla corte di Cuffaro o di altri leader, alla corte della DC o di altri di vertice.
E la storia continua.
