Spogliatoi del campo Enal di via Archimede: condizioni fatiscenti, indecorose e vergognosamente ai limiti delle minime condizioni igienico sanitarie: la denuncia della consigliera Caruso

A seguito di innumerevoli segnalazioni, la consigliera Rossana Caruso ha voluto rendersi conto di persona delle condizioni degli spogliatoi del campo ex ENAL di via Archimede.
La situazione alla quale ha dovuto assistere, nel corso di un sopralluogo, l’ha lasciata basita: condizioni inaccettabili, anche per un paese del terzo mondo.
Con l’eleganza, sprecata, che contraddistingue i consiglieri comunali di opposizione al Comune di Ragusa, la consigliera, con una buona dose di strumentale ingenuità, chiede: “ma perchè non si interviene con efficacia?”

Questa la sua nota che vogliamo anteporre a nostre obbligate considerazioni:

SITUAZIONE GRAVE E INACCETTABILE NEGLI SPOGLIATOI DEL CAMPO COMUNALE “BIAZZO – EX ENAL”, SOPRALLUOGO DELLA CONSIGLIERA ROSSANA CARUSO:

Una differenza ormai evidente e non più ignorabile tra gli standard richiesti alle strutture private e ciò che viene invece tollerato nelle strutture pubbliche.
È questo il punto centrale della denuncia della consigliera comunale Rossana Caruso, intervenuta dopo il sopralluogo effettuato ieri pomeriggio negli spogliatoi del campo comunale “Biazzo” – Ex Enal, a seguito delle numerose segnalazioni ricevute da cittadini e giovani atleti che frequentano quotidianamente l’impianto.

Caruso sottolinea come, in qualsiasi struttura privata o azienda aperta al pubblico, condizioni come infiltrazioni, muffa, impianti deteriorati e servizi igienici in stato precario comporterebbero verifiche immediate e tempi certi per il ripristino.
Nel settore pubblico, invece, queste criticità vengono troppo spesso considerate “normali”, rinviando gli interventi in attesa di finanziamenti, bandi o risorse esterne.

Secondo la consigliera, il Comune di Ragusa — che negli anni ha più volte rivendicato una situazione finanziaria solida — dovrebbe essere in grado di programmare interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria senza dipendere esclusivamente da fondi esterni, soprattutto quando le criticità sono note da tempo.

Il sopralluogo ha evidenziato una situazione definita “grave e inaccettabile”: soffitti segnati da umidità e muffa, impianti vetusti, tubazioni deteriorate, una caldaia con problemi di funzionamento e pannelli solari non operativi.
Locali che, ricorda Caruso, sono utilizzati ogni giorno da giovani sportivi e cittadini e che meriterebbero ben altro livello di cura.

A dicembre l’amministrazione aveva annunciato con entusiasmo il finanziamento per la ristrutturazione degli spogliatoi del Biazzo e dell’Ottaviano, presentandolo come una risposta attesa da ragazzi e famiglie.
Tuttavia, la situazione attuale appare — secondo Caruso — molto distante da quella descritta nei comunicati istituzionali.

Per questo motivo la consigliera ha presentato un’interrogazione per chiedere chiarimenti sullo stato dell’iter relativo al finanziamento annunciato, sui tempi previsti per l’avvio dei lavori, sulle verifiche tecniche effettuate sugli impianti e sugli eventuali interventi urgenti che il Comune intenda adottare nell’immediato.

«Non stiamo parlando di opere straordinarie — conclude Caruso — ma di garantire condizioni minime di sicurezza, funzionalità e decoro a chi ogni giorno utilizza questi spazi».

Occorrerebbe subito fare delle precisazioni, mettendo da parte, per un attimo, le mancanze di una amministrazione che non eccelle più di tanto in altri settori.

Diremo una cosa che molti non condivideranno, ma le colpe, a questo punto, sono dei dirigenti delle squadre e delle associazioni che usufruiscono della struttura, degli atleti di tutte le età, perché continuare a frequentare tali posti fatiscenti è inconcepibile, senza denunciare pubblicamente condizioni che si protraggono da anni.
In paesi civili ci sarebbe stata la giornaliera occupazione dell’impianto e il blocco della strada prospiciente l’impianto, se non l’occupazione permanente.
Consiglieri comunali degni di tale nome avrebbero dovuto occupare l’aula consiliare per sollecitare interventi immediati.
Le responsabilità dell’amministrazione, quella passata e quella attuale, sono enormi: di queste condizioni si discute dal 2022, non che prima fossero migliori.
Amministratori che hanno preso letteralmente in giro tutti i praticanti e una città intera con favole che, ormai, non reggono.
Già nel 2022 si poteva leggere, a seguito di circostanziate denunce, di spogliatoi in condizioni disastrose, senza la minima manutenzione, docce fatiscenti, minimali, con problemi, spesso, per l’erogazione dell’acqua calda per il malfunzionamento della caldaia. Addirittura, si sottolineava che, nell’impianto mancavano i servizi per il pubblico.
Un personaggio pubblico dichiarava: “Sono entrato in questi campi 25 anni fa… non è mai cambiato nulla, ad oggi l’unico cambiamento è stato il degrado.
Oggi, contatti con alcuni dirigenti di società che utilizzano l’impianto ci dicono che c’è solo un custode che apre e chiude l’impianto, non c’è personale previsto per le pulizie e, meno che mai, per manutenzioni ordinarie. Le squadre vanno avanti con mance a qualcuno per una pulizia sommaria degli spogliatoi.
Premettiamo che, conoscendo la situazione comune ad altri assessorati, non ce la sentiamo di rivolgere accuse all’assessore competente che, come altri, non può autonomamente disporre dei fondi per il proprio settore.
Ma non ci possiamo esimere dal considerare come un assessore in queste condizioni dovrebbe rimettere il mandato al sindaco e fare una pubblica denuncia delle condizioni in cui si è chiamati ad amministrare.
Inutile sottolineare le omissioni del dirigente, dei funzionari che, meglio di chiunque altro non possono non conoscere le condizioni di questa e di altre strutture comunali.
Un’accusa ben precisa va rivolta, comunque, a tutti i consiglieri comunali, perché in sede di approvazione del bilancio nessuno si pone la questione dello stato degli impianti sportivi e chiede di appostare le somme necessarie per quanto occorre.
Siamo la città delle piste ciclabili, dell’effimero per favorire organizzatori amici, dell’utilizzo del tutto discutibile dei fondi del PNRR, degli incarichi diretti, siamo la città con i lungomari e il porto turistico più belli del Mediterraneo, abbiamo l’amministrazione virtuosa, bandiere di tutti i colori ma siamo anche la città che manda i figli negli spogliatoi dell’ex ENAL, non buoni nemmeno per orinare.
Il problema, oggi, non è ascoltare che, dopo anni di immobilismo colpevole, c’è un finanziamento dedicato, è, piuttosto, chiedere, come che si può arrivare in queste condizioni senza intervenire?

A questo punto sarebbe indispensabile una serie di sopralluoghi, aperti alla stampa, quantomeno della Commissione di competenza per verificare le condizioni di tutti gli impianti sportivi della città, tanto vantati.

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