Vita politica da cani

di Vilnius Nastavnic
Amministratori, dirigenti e consiglieri di maggioranza e opposizione costretti a navigare fra questioni che, alla fine, potranno stancare anche l’opinione pubblica

Il Sindaco e i suoi assessori conducono una vita impossibile, assillati da mille responsabilità, prevaricati dai governi nazionale e regionale, sollecitati dalla gente anche per la buca sulla strada o per il cassonetto dei rifiuti senza coperchio, incalzati dall’opposizione che cerca rivalse dopo la sonora sconfitta.
I dirigenti sono sempre più coinvolti nella gestione della cosa pubblica, assumono sempre più onori ma sembrano restii ad accollarsi oneri.
La maggioranza, con poca esperienza, è alla ricerca costante di valorizzazione degli spazi conquistati e deve assumere contezza di essere solo al servizio dell’amministrazione di turno che più di qualche legittimo favore non può elargire.
Le minoranze, reduci da una sconfitta epocale, si sono rese conto che una opposizione costruttiva è impossibile e, in ogni caso, non paga nell’immediato, per cui si rifugiano nell’assalto al fortino pentastellato, a suon di comunicati e interrogazioni dal dubbio esito, senza rendersi conto che le truppe possono vincere la guerra se hanno un apparato alle spalle, altrimenti sono destinate a scomparire.
L’opinione pubblica segue sempre di meno la politica perché allontanata da questioni, beghe, contrasti interni e rivalità di partito che interessano poco il cittadino, anzi lo hanno reso allergico ai riti della vecchia politica e sfiduciato nei confronti del nuovo che non si intravede.
Per tutti una vita da cani, paradossale che ad accrescere il generale stato di disagio siano appunto questioni riguardanti i cani.
La tutela degli animali, in particolare dei cani,  è ormai una priorità imposta dal governo nazionale, sui Comuni grava la grande responsabilità di catturare e accudire i randagi e i cani abbandonati, provvedendo al loro alloggio, alla cura e alla reimmissione all’esterno.
Tutte cose che, in assenza di professionalità specifiche nella pianta organica, il Comune demanda alle cosiddette associazioni di volontariato, cosiddette perché alla fine si scopre, spesso, che il volontario percepisce anche remunerazione.
A Ragusa, attraverso un complicato rapporto di gestione diretta e affidamento di servizi, ad occuparsi del canile rifugio sanitario è una associazione animalista, i cui rapporti con l’ente risalgono alla precedente amministrazione.
A cercare di vederci chiaro, nel rapporto fra Comune ed Associazione animalista, è la consigliera comunale Sonia Migliore che, senza essere animalista, come da lei stessa dichiarato, ha fatto della questione rifugio sanitario il cuore della sua attività di controllo.
Da febbraio del 2014, la Migliore inoltra interrogazioni sulla gestione del rifugio e sui bandi di gara per l’affidamento di servizi collegati.
Questa associazione, come detto, intrattiene rapporti con l’ente comunale a far data dal marzo 2013, periodo di gestione commissariale, da ottobre 2013 inizia il rapporto diretto con l’amministrazione grillina, attraverso una prima integrazione di spesa per l’affidamento della gestione, che passa attraverso 5 proroghe del servizio che resta sempre impantanato in una questione con l’ASP che sarebbe tenuta, in caso di gestione diretta da parte del Comune, che non viene riconosciuta, all’erogazione di cure e medicinali.
Già dal febbraio 2014 la Migliore pone stringenti interrogativi sui rapporti fra Comune e associazione, quesiti che, è bene dirlo, vengono alimentati da illazioni dell’opinione pubblica su una presunta presenza di non meglio specificati militanti grillini all’interno dell’associazione, che consiglierebbero rapporti improntati alla massima trasparenza.
A complicare le cose, bandi di gara che vanno deserti, farraginosi, complicati, in un carosello di gestioni separate di servizi attinenti che variano di bando in bando, che avrebbero consigliato, considerata la complessità della materia, l’affidamento ad un esperto di tutta la procedura.
Perché non si è riusciti a capire se tanta confusione è stata determinata da incapacità del dirigente, da scelte sbagliate dell’amministrazione o da spinte, comunque abusive e fuori dalla legge, provenienti dalla stessa associazione sotto forma di ‘’consigli’’.
Dopo una seconda interrogazione del marzo 2014, la Migliore ritorna sull’argomento a gennaio del 2015, con due interpellanze consecutive, nelle quali chiede di sapere chi si occupa del canile, essendo scaduta la convenzione, perché non è stato espletato il nuovo bando, aggiungendo una lunga serie di quesiti sull’attuale gestione.
Una quinta interrogazione compendia un po’ tutti i rilievi e raccoglie anche quanto comunicato alla consigliera Migliore, e alla consigliera Manuela Nicita che ha abbracciato anch’essa la causa del canile rifugio, sempre nella qualità di consigliere comunale, dalla Guardia di Finanza che ha condotto attività ispettiva di natura amministrativo-tributaria nei confronti dell’associazione.
Vengono sollevate eccezioni sulla natura del volontariato dell’associazione, sull’assunzione di volontari che sono anche soci della stessa, e tutta una serie di rilievi su mancate rendicontazioni previste dagli accordi con il Comune, su rimborsi di scontrini e di fatture richiesti al Comune e da questo ottemperati.
Come abbiamo riferito nei contenuti di un resoconto di seduta del consiglio comunale, le risposte dell’assessore al ramo, Stefania Campo, sembrano far trapelare che l’amministrazione non è per nulla impensierita dall’attività di controllo della Migliore e della Nicita.
Ultimamente c’è da rilevare un inasprimento dei toni, e il richiamo a possibili reati di tipo penale, che potrebbero evincersi per il rifiuto del Sindaco a fornire ulteriore materiale alle due consigliere.
La Guardia di Finanza, infatti, nella sua nota di risposta alla Migliore e alla Nicita, resa pubblica e fornita in copia dalle stesse, comunicava di un articolato processo verbale di contestazione nei confronti dell’associazione, al vaglio dell’organo accertatore, e di alcune considerazioni sulla perdita del requisito di ‘’associazione di volontariato’’ della stessa, fra l’altro rappresentate al Sindaco Piccitto ‘’attraverso formale carteggio d’ufficio’’. Lo stesso che La Migliore e la Nicita, con regolare richiesta di accesso agli atti, chiedevano di conoscere, eventualmente omissato  delle parti relative al procedimento tributario che, per il sindaco, invece, rivestiva ostacolo al rilascio, ai sensi della lettera ‘b’, del comm 1, dell’art. 16 della Legge 15/2005.
Il rifiuto del Sindaco di rilasciare la documentazione richiesta, costituisce per le due consigliere condotta che potrebbe rivestire rilevanza penale, secondo una nota inviata allo stesso e, per conoscenza, al Comando Provinciale della Guardia di Finanza e al Procuratore della Repubblica.
Se non è vita da cani, questa !
Gli animalisti non ce ne vogliano, ma ci sarebbero cose più importanti, per la collettività, da attenzionare e per cui destinare fondi non indifferenti, tempo e lavoro degli uffici.

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