A Giarratana, deficit di adeguatezza e autorevolezza di chi governa, ne fa le spese anche il servizio del 118

Sono due consiglieri di opposizione a sottolineare i disservizi del 118, a Giarratana, e a chiedersi dove guardano le autorità cittadine. Certo non è diretta responsabilità di queste ultime, ma, in generale, l’attuale classe politica e dirigente ci va con i guanti di velluto contro l’inadeguatezza di chi dovrebbe garantire servizi essenziali per la comunità.

Questa una nota di riflessione e che vuol far riflettere, inviata dai consiglieri comunali di opposizione, di Giarratana, Giovanna Caruso e Saro Burgio:

Giarratana, ridente ed effervescente cittadina sulle colline degli Iblei, declassata a “decadente” Perla degli Iblei.

Succede che il servizio Ambulanza del 118, da sempre attenzionato dalle autorità cittadine e sanitarie, improvvisamente è stato a dir poco abbandonato a sé stesso.
Accade che a Gennaio 2025 si sono verificati sette fermi tecnici diurni, esattamente nei giorni 1-4-9-22-25-27-31 ed in questo primo scorcio di febbraio abbiamo assistito a due fermi tecnici diurni nei giorni 8 e 10, e ad un fermo tecnico notturno proprio la vigilia si San Valentino, giorno 13.
Proprio in quest’ultimo caso è intervenuta l’ambulanza 118 di stanza a Monterosso, perché dietro il “fermo tecnico” ci sta purtroppo l’assenza dell’ambulanza e dei soccorritori.
Se ai “fermi tecnici” aggiungiamo che dal primo di gennaio alcuni soccorritori di stanza a Giarratana sono stati trasferiti in altre postazioni, la domanda sorge spontanea: fermi tecnici o prove tecniche di abbandono della postazione 118 a Giarratana sotto il silenzio assordante di chi dovrebbe vigilare?
Perché in effetti appare un po’ una nota stonata il fatto che in tanti anni di presenza del 118 a Giarratana, non si sono mai visti nell’arco di 34 giorni, 10 giorni di fermo tecnico… e se a pensar male si fa peccato ….
Ora un osservatore, fosse anche un amministratore poco attento, potrebbe anche pensare di minimizzare sull’argomento ambulanza 118, non fosse che proprio negli ultimi sette anni il nostro Comune ha condotto una dura battaglia che aveva per oggetto le zone franche montane, non solo da un punto di vista economico, ma anche e soprattutto per la sopravvivenza della nostra comunità che sempre più paga il prezzo della sua marginalità.
L’ospedale più vicino dista 40 minuti, quaranta minuti che rappresentano talvolta la differenza fra la vita e la morte, o la condanna alla disabilità a vita di una persona. Ma di questo importa forse a qualcuno?
Chi denuncia questa situazione sono due consiglieri di opposizione, ma dove sta chi amministra la città?
Come mai non ci si è accorti del tentativo di “ratto”?
Ci si accorgerà forse del problema solo dopo che, costruita la casa di comunità, ci ritroveremo non solo senza ambulanza del 118, ma forse anche senza medici di guardia?
Tutto ci dovremmo mobilitare: cittadini, maggioranza e opposizione in testa, perché il diritto alla salute è sacrosanto, sancito dalla Costituzione, ed essenziale per ciascuno di noi, perché “ri st’acqua nun ni vivu” non può dirlo nessuno!

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