A Modica, 5 Stelle con area progressista…ma non tutti i 5 Stelle sono contenti

Nel corso di una partecipata conferenza stampa, è stata ufficialmente presentata la candidatura a sindaco di Modica del fronte progressista, Ivana Castello, attuale capogruppo del Pd al consiglio comunale.
Presenti i leader delle varie componenti, per il Partito Democratico, che presentava il suo candidato, l’on. Nello Dipasquale, il segretario provinciale del Pd, Lino Giaquinta, e quello cittadino Salvatore Poidomani col suo vice Francesco Stornello.
Per il Movimento 5 Stelle l’on.le Stefania Campo, con il consigliere comunale Medica, per Sinistra Italiana il coordinatore provinciale Angelo Rinollo, e Vito D’Antona.
La candidatura definita ‘coraggiosa’, per l’on.le Dipasquale Ivana Castello ha maturato la giusta esperienza per governare e può affrontare la difficile situazione di una città vissuta nell’ordinaria amministrazione, pur con grandi emergenze da risolvere.
La Castello si è detta consapevole dell’impegno che affronta e delle necessarie ma gravose azioni che dovrà intraprendere per un risanamento che non potrà gravare sulle spalle dei cittadini, un risanamento necessario perché non si può costruire sulle macerie.
Punti principali del programma, che verte appunto sulla situazione finanziaria del Comune, saranno riduzione del debito pubblico e introduzione di nuove entrate per il Comune, investimenti per le infrastrutture e per nuove opportunità di lavoro.

La candidatura dell’area progressista ci fornisce lo spunto per parlare di uno dei tanti giochi di illusionismo della politica locale.
A Ragusa, il Movimento 5 Stelle, leggi Stefania Campo, che ha ridotto allo stato vegetativo la maggior parte della base, arrivando a far arrendere anche il coordinatore regionale DiPaola, non entra nell’area progressista e sceglie di andare da solo, eventualmente con la compagnia delle sinistre.
Motivazioni opinabili ma legittime dal punto di vista della Campo, che in una formazione con sindaco Schininà, personaggi del calibro di Peppe Calabrese, Raffaele Schembari, Michele Tasca, Elisa Marino, Angelo La Porta, Ciccio Barone, Gaetano Mauro, tutti sotto l’ombrello del collega Dipasquale, sarebbe rimasta naturalmente in ombra, considerata anche la scarsa caratura politica degli uomini a disposizione in città.
Ci sarebbero le spiegazioni, anche se politicamente contestabili, per la scelta di Modica che si allinea a quella di tanti altri centri della Sicilia dove il Movimento 5 Stelle è alleato con il PD e le altre formazioni dell’area di centro sinistra.
Ma non è tutto come sembra: nell’ambiente dei 5 Stelle di Modica la scelta di Stefania Campo sembra, quanto meno poco condivisa e poco apprezzata l’azione svolta dall’unico consigliere comunale, notoriamente vicino alla Campo.
Il tutto si evince da una nota di Carlo Cartier, attore modicano che, nel 2018 fu candidato sindaco per il Movimento 5 Stelle nella città della Contea, nella quale ha espresso il netto dissenso per le scelte della Campo, peraltro per nulla condivise con la base del partito.
L’autorevolezza del personaggio, evidentemente ancora punto di riferimento dei pentastellati modicani che, notoriamente, costituiscono una base qualificata e politicamente competente, più che in ogni altro centro della provincia, non lascia adito a troppe riflessioni.
Anche i commenti all’articolo sulla presentazione della Castello, sull’autorevole giornale online locale, RTM, fanno intravedere un Movimento 5 Stelle modicano in ebollizione, in pratica, dove mette mano la Campo non c’è la serenità politica necessaria per affrontare condividendole tutte le problematiche e soprattutto l’impossibilità di scelte e di soluzioni condivise.
Si ripercorre la storia che ebbe inizio con le candidature per le nazionali del 2018, a Ragusa, e che si continuò con le comunali del capoluogo che portarono, Mario Barresi, autorevole cronista politico de La Sicilia a scrivere, all’indomani della sconfitta di Tringali, “ .. Federico Piccitto uscente non ricandidato, fra passi indietro ufficiali e congiure degne di una spy-story… “, la stessa spy-story che oggi emargina ancora una volta Tringali a Ragusa, sceglie di correre da soli nel capoluogo e di adottare scelte autonome, incuranti della base a Modica.
Il pranzo della domenica è servito!

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