A Ragusa ci sono casi che hanno fatto storia, la chiusura al traffico di via Roma e la successiva deleteria riqualificazione, che più danno non poteva fare senza un adeguato seguito con politiche di riqualificazione di tutto il centro storico e della piazza Libertà.
Poi la costruzione di un cavalcavia, per molti versi antiestetico, per eliminare il passaggio a livello di via Paestum che, però, non si vuole chiudere con effetti nefasti per il traffico della zona, complice anche l’avvento della strada che porta al centro commerciale.
C’è anche la riqualificazione del lungomare Andrea Doria che, al netto della validità del progetto, come per la piazza Duca degli Abruzzi, è stato trasformato in isola pedonale, interdetta al traffico veicolare.
Tutte scelte sbagliate, in qualche caso nefaste per le attività commerciali della zona e sconvolgenti, sotto molteplici aspetti per le zone interessate.
In molti, tentano di trovare rimedi, nel più delle volte con soluzioni che si rivelano solo delle madornali forzature.
La via Roma, per come è stata riqualificata, non ha marciapiedi e rende complicato il passaggio di vetture, senza considerare che molti non vogliono ammettere che un vero risveglio commerciale della zona potrebbe avvenire consentendo la sosta breve, ipotesi del tutto surreale e impossibile, che, ove ammessa, sarebbe scelta delirante.
Il passaggio a livello di via Paestum va chiuso per questioni di sicurezza e di viabilità, non potendosi consentire che una arteria ad elevato flusso di traffico, per le numerose abitazioni, per gli uffici ASP e per il centro commerciale, possa restare bloccata quando le sbarre del passaggio a livello sono bloccate, senza considerare la sosta selvaggia nella via, assolutamente senza controlli.
Il lungomare Andrea Doria è stato oggetto di una riqualificazione che, per quanto discutibile, ben si adatta alle caratteristiche che dovrebbe avere la passeggiata a mare, diremmo senza distinzione di stagione.
Non si pensa alle tante residenze del lungomare, private della possibilità di arrivare a casa con l’auto, si vorrebbe, invece, aprire al traffico nella stagione invernale, per favorire i pochi esercizi commerciali della zona che, in bassa stagione, vedono ridotta l’affluenza sul lungomanre.
Tutte le istanze possono essere legittime, ma spesso non lo sono perché vogliono tutelare l’interessi di pochissimi a fronte di quelli di una intera comunità, a Ragusa come a Marina di Ragusa.
Riteniamo, poi che le scelte sbagliate, ove non si vogliano rivedere totalmente, rifacimento totale di via Roma e del lungomare Andrea Doria, debbano restare a imperituro ricordo di amministratori incapaci e inadeguati, così da ricordare agli elettori quanto danno hanno fatto.
E la cosa riguarda anche le opposizioni che hanno visto nascere le riqualificazioni e mai hanno sollevato riserve, come fanno ad opera completata irrimediabilmente.
Uno dei consiglieri più attivi nel cercare di mettere pezze all’operato scellerato di amministratori incapaci e inadeguati, invece di metterli all’indice, è il pentastellato Sergio Firrincieli che, finora, ci aveva allietato con opinabili soluzioni per il passaggio a livello di via Paestum.
Oggi propone di aprire al traffico, nei mesi invernali, il lungomare Andrea Doria, senza specificare se a doppio senso o a senso unico, e da quali ingressi, se da quelli laterali o dalle piazze, Dica degli Abruzzi e Malta.
Addirittura, non un suggerimento o una semplice proposta, ma una iniziativa consiliare che mira a introdurre una misura di flessibilità stagionale per il lungomare Andrea Doria di Marina di Ragusa, chiedendo la sospensione dell’isola pedonale durante i mesi invernali, dal 1° novembre al 31 marzo.
Se, come ammette lo stesso Firrincieli, la pedonalizzazione estiva si rivela una scelta vincente, capace di garantire sicurezza, decoro e sviluppo economico, si deve comprendere che gli eventuali disagi ‘invernali’ sono tollerabili per delle attività, in molti casi, stagionali, senza considerare che, togliendo i fine settimana e i periodi di ferie usuali nei mesi invernali, i disagi sono, in ogni caso, limitati e fisiologici per una località balneare.
Istanze che potrebbero essere legittime, ma non tali da stravolgere l’originario progetto di riqualificazione del lungomare, ancorché più o meno valido.
E, come per via Roma, assenza di condizioni di sicurezza per i pedoni, assenza di marciapiedi e, si spera, senza possibilità di sosta, anche breve.
Firrincieli parla di buon senso e di pragmatismo sull’altare della tutela dell’economia locale e dei livelli occupazionali: ma di quali numeri stiamo parlando? Se è lecito chiederlo.
Quanti negozi, quanti ristoranti, quanto personale? Quanti aperti ininterrottamente dal 1° novembre al 31 marzo?
Quanto alle valutazioni sulla consistenza della pavimentazione del lungomare, adatta alla percorrenza dei veicoli, preferiremmo tralasciare, per onor di patria, quanto alla già prevista sosta breve per “favorire il ricambio e l’accesso ai negozi” restiamo allibiti, in pratica lo stesso dilemma di via Roma, senza sosta non vale la riapertura.
La chiusura della nota di Firrincilei è tutto un programma, surreale quanto mai: si appella all’amministrazione e ai colleghi consiglieri e scrive che “Marina di Ragusa merita politiche intelligenti, capaci di leggere le stagioni e rispondere ai bisogni reali della comunità”.
Meglio non commentare.
Addirittura, si vuole garantire che “Marina di Ragusa resti viva tutto l’anno”, come se gli attuali livelli non fossero già bastati a stravolgerla, soprattutto con l’apertura di esercizi commerciali al posto di civili abitazioni, simbolo dello stravolgimento selvaggio di Marina di Ragusa.
