Accade di tutto al primo Consiglio Comunale senza Iacono Presidente

di Cesare Pluchino
Atmosfera definita carnevalesca definita dal consigliere Porsenna, accesi scontri verbali in aula fra consiglieri e assessori, censurati puntualmente dalle telecamere, roventi accuse contro i grillini che grillini non sarebbero

Primo consiglio comunale dopo le dimissioni del Presidente Giovanni Iacono, comunque presente in aula nella qualità di consigliere.
Spettacolo sempre meno edificante offerto alla città, iniziato con quasi un’ora di ritardo per l’ennesima consueta riunione del gruppo consiliare, ormai assimilabile ad un ritiro spirituale pre-consiglio per studiare tattiche e strategie che, però, in campo, non si avvertono o, quantomeno, non se ne avvertono gli effetti forse per le croniche divisioni all’interno del gruppo stesso.
Nessun cenno ai fatti importanti che hanno dominato la vita amministrativa, nessun cenno alle dimissioni del Presidente del Consiglio, passata quasi sotto silenzio la mini occupazione, di nemmeno 24 ore, dell’aula consiliare, con proclami di discesa nelle piazze per denunciare le malefatte politiche dell’onorevole DiPasquale sulle royalties e con gli occupanti rinfrescati e vestiti a festa che, secondo le malelingue, aspettavano fotografi e cineoperatori che immortalassero i protagonisti della veemente azione di protesta.
Polemiche, in apertura, per il rito dell’opposizione di fermarsi fuori dall’aula per verificare che la maggioranza raggiungesse il numero legale, poi ottenutio grazie alla presenza del rappresentante del Movimento Città, strategia che, non condivisa dal consigliere Porsenna, gli ha fatto fare dei precisi riferimenti al carnevale a cui sarebbero ascrivibili le mosse dell’opposizione.
Fra gli interventi dello spazio riservato alle comunicazioni, rilevanti per i giudizi sui componenti del Movimento 5 Stelle sono state le dichiarazioni del rappresentante del Movimento Città che, in linea con i toni degli ultimi interventi al civico consesso, ha pronunciato l’ennesima filippica contro gli appartenenti, che giudica presunti, al Movimento 5 Stelle.
Dopo l’ennesima critica per l’utilizzo anomalo delle royalties per spese correnti non previste dalla normativa e dopo aver censurato, per l’ennesima volta, l’assenza di politiche energetiche, vanto dei programmi del movimento di Grillo, ha ascritto ai risultati della sua lista alle elezioni amministrative il diritto di poter parlare e censurare aspramente programmi e politiche dei grillini ragusani che, secondo il consigliere di Città, sono erroneamente considerati degli autentici grillini, esponenti che non avrebbero nulla da spartire con i veri pentastellati, gente salita all’ultimo minuto sul carro del Movimento 5 Stelle, manipolo di consiglieri e assessori che sono e fanno il contrario di quello che propugnano i veri 5 Stelle.
Per l’assessore Stefano Martorana, in particolare, l’esponente di Città riserva giudizi taglienti del tipo: ‘Chi è?’, ‘Da dove viene?’, ‘Che cultura politica ha?’, ‘Di quale estrazione politica è?’, ‘A chi serve quello che fa?’, il tutto in un crescendo che non risparmia nemmeno l’altra componente della maggioranza, quella di Partecipiamo, riservando però, nelle parole, una forma di rispetto fondamentale e personale per l’assessore Salvatore Martorana, la stessa che aveva riservato, per esempio, nei giorni scorsi, nei confronti del consigliere Stevanato a cui attribuiva connotati di vera fede grillina, naturalmente in contrapposizione al manipolo degli altri consiglieri.
Ma il teatrino del Consiglio Comunale non si è esaurito in queste esternazioni polemiche, e spesso personali, lontane dai bisogni della città e frutto solo di ricerca di spazi per la visibilità dell’agire politico.
C’è stata anche la puntuale difesa dell’operato dell’amministrazione da parte di Salvatore Martorana, difesa accorata, polemica nei confronti di Dipasquale e dei suoi rappresentanti in Consiglio, condita dai ricordi delle passate lotte in consiglio comunale e, alla fine, esaurita nell’ennesimo indecoroso scontro verbale, questa volta con il consigliere La Porta, che ha provocato la sospensione del consiglio che, in determinati momenti, è ridotto ad una esibizione da rodeo, incontrollata e non repressa da chi di competenza con adeguati provvedimenti contro i più esagitati, assessori o consiglieri che siano.
Come al solito, in questi casi, prevalgono le discutibilissime direttiv censorie, pare del dirigente competente, che ordinano di bloccare le telecamere e non offrire alla collettività questo tipo di spettacolo che, sempre più spesso, alberga nel civico consesso.
Per il resto della seduta esame del piano di spesa della Legge su Ibla, animato solo da qualche sparuta provocazione del consigliere Lo Destro, spalleggiato da Tumino, nei confronti del collega Iacono che, subito al suo ritorni fra i banchi dei consiglieri, è stato protagonista della seduta per alcuni fondamentali emendamenti al piano di spesa, proprio in contrapposizione ai due esponenti del gruppo misto che, per i loro emendamenti, hanno ottenuto solo i pareri sfavorevoli e la conseguente abituale bocciatura riservata dalla maggioranza agli atti delle minoranze.
Si attende ora, entro il 5 marzo, la convocazione del Consiglio Comunale per l’elezione del Presidente del Consiglio.

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