Di recente, la consigliera comunale, e portavoce del Laboratorio Politico 2.0, Sonia Migliore, ha inoltrato alla stampa una nota circa le difficoltà riscontrate per l’accesso agli atti della amministrazione comunale, significandone le difficoltà di ricevere riscontro alle istanze, nei tempi dovuti.
E’ chiaro che non c’è mai l’intenzione precisa di limitare la trasparenza su atti dell’amministrazione, tentativo che, peraltro, risulterebbe inutile alla luce di precise disposizioni di legge.
Occorre anche dire che, spesso, esponenti del civico consesso hanno lamentato ritardi per l’accesso agli atti e per le risposte alle interrogazioni, stigmatizzando anche i tempi di consegna delle documentazioni richieste che, spesso, sono state inoltrate oltre la scadenza dei termini previsti.
Ma va osservato come i rilievi sono stati sollevati anche dopo mesi, che, spesso, non c’è stata una necessaria sollecitazione da parte degli interessati che hanno anche tralasciato di richiedere l’esame in aula di atti importanti, magicamente dimenticati da tutti.
Comunque importante ed encomiabile la presa di posizione della consigliera Migliore che sollecita il rispetto dei regolamenti, per sgombrare il campo sulla supposta mancanza di documenti e dalle insinuazioni di tattiche ostruzionistiche che vorrebbe dilatare i tempi di consegna di quanto richiesto.
Al riguardo sarebbe opportuno che i dirigenti si attivassero per fornire quanto richiesto nei tempi dovuti, sono tante le istanze, anche da parte di esponenti della maggioranza che sostiene l’amministrazione, che attendono risposta, anche su questioni molto serie e delicate, dal punto di vista politico e dell’etica politica.
Questo il testo integrale della nota diramata da Sonia Migliore, in data 21 aprile 2017:
Richieste di accesso agli atti inevase, diffida al sindaco di Ragusa
“I Consiglieri comunali hanno diritto di accesso a tutti gli atti che possano essere d’utilità all’espletamento del loro mandato, senza alcuna limitazione”.
E’ quanto sancito dal Consiglio di Stato con la sentenza n. 2716 del 2004 in base alle normative vigenti, ma al Comune di Ragusa ci si fa beffa di questo diritto per precisi scopi ostruzionistici.
Da troppo tempo ormai, infatti, la sottoscritta attende che gli Uffici comunali diano seguito a numerose richieste presentate loro per ottenere documenti ai quali i Consiglieri devono poter accedere senza alcuna restrizione al fine di poter espletare il proprio mandato, e da almeno un anno attende che diano risposta scritta a un’interrogazione.
Sono ben quattro le richieste che ho presentato agli uffici, riguardanti l’affidamento di alcuni servizi a una Associazione, la gestione del canile municipale, la concessione di contributi alle strutture ricettive con i fondi della tassa di soggiorno, alcuni debiti fuori bilancio.
La più recente risale a novembre del 2016 e la richiesta più vecchia è del marzo 2016. Ritardi nella consegna dei documenti che vanno dai 12 ai sei mesi, considerando che andrebbero consegnati entro 30 giorni.
Rifiutandomi di credere che il Comune non è in possesso di tutta la documentazione che ho chiesto, perché sarebbe di una gravità inaudita, devo purtroppo pensare che si tratta di un comportamento deliberatamente ostruzionistico che determina una situazione ancor più drammatica perché sfocerebbe in un reato penale. Più precisamente quello previsto dall’art. 328, comma 2 del codice penale, cioè omissione di atti di ufficio.
Stanca di subire quello che ritengo sia un vero sopruso, oltre che un ostacolo al legittimo lavoro di chi ricopre il ruolo di Consigliere comunale, come è successo altre volte in passato quando nonostante i solleciti ho dovuto agire con diffide e messa in mora tramite notifica dell’ufficiale giudiziario, mi sono vista costretta nuovamente ad adire le vie legali.
Ho presentato una nuova diffida al sindaco e al Segretario Comunale che dovrebbero essere i garanti del rispetto dei diritti di ogni rappresentante istituzionale in seno al civico consesso.
Diffida inviata per conoscenza anche al Prefetto di Ragusa e alla Procura della Repubblica.
È spiacevole dover informare la città di una tale situazione, ma è quantomeno bizzarro che in un Comune retto da chi ha fatto della ‘trasparenza’ uno dei propri cavalli di battaglia, ci siano dei Consiglieri comunali costretti a diffidare il Sindaco per ottenere che vengano rispettati i diritti e che i documenti su questioni che riguardano l’intera città vengano consegnanti garantendo proprio quella trasparenza di cui qualcuno fa gran vanto.”
