Tutto è finito come nelle migliori commedie napoletane, abbracci e baci, i protagonisti della vicenda tutti insieme contenti, indifferenti nel proprio ruolo, con la vicepresidente del Consiglio Comunale, la consigliera Caruso, espressione della maggioranza che sostiene Cassì, che non fa mistero delle sue ‘simpatie’ per la DC di Totò Cuffaro e della sua appartenenza politica, a presiedere la seduta.
Segnale forte lanciato dal Sindaco e dal fedelissimo Presidente del Consiglio, inequivocabile.
Negli scranni abituali i consiglieri Iurato e Zagami, seduti come sempre accanto, come se nulla fosse stato, nessun segnale o cenno di coerenza del consigliere Iurato rispetto alla sua dichiarazione di non volere in maggioranza esponenti del gruppo politico facente capo a Totò Cuffaro, il soggetto politico incriminato ha presieduto la seduta e Iurato ha diligentemente partecipato.
Per il rispetto e la considerazione innati che rivolgiamo all’istituzione, ci fa male parlare d commedia napoletana, di farsa, ma la nostra visione è stata acclarata e messa a verbale in dichiarazioni diverse durante la seduta del civico consesso.
L’intervento principale e più atteso era quello del consigliere Zagami, obiettivo e protagonista della seconda trovata, in pochi giorni, di Ragusa Prossima che lo ha disconosciuto dal movimento, al quale, in verità, Zagami non è mai appartenuto.
Il suo un intervento sintesi di eleganza e moderazione, avulso da ogni minima polemica, ma tagliente quanto mai. Una conferma del vecchio detto “u pisci fete ra testa”, e non ci riferiamo solo alla testa paterna.
Sebastiano Zagami con una serenità verbale ed espressiva da far invidia, tutto il contrario di quanto abbiamo visto nell’attacco alla vicepresidente del Consiglio, ha esordito parlando di “commedia tragicomica”, ha fatto rifermento alle commedie di De Filippo, rivelando contezza culturale nel genere, particolare che ha reso più credibile il suo intervento.
Accennando di essersi immedesimato nella mozione per la cardiochirurgia pediatrica di Taormina, ha detto che la ‘commedia’ ha fatto male alla città, chi vuole può ringraziare chiunque, tutti conoscono onorevoli e notabili, il bene della città può arrivare da chiunque, anche il sindaco predica di ringraziare chi fa il bene per la città, la politica deve viaggiare alto.
Quanto agli attacchi personali ricevuti per la sua appartenenza politica ritiene di aver sgombrato ogni equivoco con la sua lettera di replica, la gente ha capito, sa quali sono i veri problemi.
Nel ringraziare il collega Mauro per la sua incisiva azione di controllo riguardante Iblea Acque, azione che ha ricevuto ampio e aperto riscontro, ha di nuovo fatto riferimento alle commedie napoletane di De Filippo, richiamando il passaggio ne “Il sindaco del rione sanità” quando si dice “un uomo è un uomo quando si rende conto di aver sbagliato”, in riferimento alle ammissioni del sindaco per le questioni sollevate da Mauro.
E ha concluso il suo intervento, con un terzo riferimento a “Natale in casa Cupiello”, con una eloquente domanda, rivolta, chiaramente, al primo cittadino: “Le piace il presepio?”
E’ seguito l’intervento pesante del consigliere capogruppo del Movimento 5 Stelle, Sergio Firrincieli, intervento che ha il suo peso considerando l’attuale posizionamento del pentastellato, apprezzato dalla maggioranza, come opposizione propositiva: ha esordito definendo le recenti vicende consiliari come ‘opera dei pupi’, dichiarandosi intenzionato a volare alto, del tutto svincolato da ‘piccole beghe e argomenti di piccolo cabotaggio’ che “portano il livello ai piani bassi dell’attività consiliare”.
Rivolgendosi al sindaco, lo ha esortato a fare chiarezza all’interno della sua maggioranza, fra tutte le componenti note, di Cuffaro, di Lombardo, di Calenda, di De Luca, di Fratelli d’Italia, “queste questioni interessano poco la città, i problemi sono altri, la miscellanea di sensibilità all’interno della maggioranza è stata, comunque, gradita dai ragusani, mettetevi al lavoro, inutile portare avanti sterili polemiche”
Intenso anche l’intervento del capogruppo PD, Peppe Calabrese, che ha riconosciuto la chiara vittoria del sindaco ma ha rivendicato il ruolo di opposizione attenta.
“Non è bello leggere che qualcuno si è messo insieme per superare lo sbarramento del 5 %, è solo il tornaconto della politica – ha detto Calabrese – c’è un’eterogeneità totale in maggioranza.
Si tenta di far vedere civismo, per andare oltre i partiti, oltre destra e sinistra, solo cinismo politico, non è un gesto nobile della politica prendere per buono tutto, pur di restare a galla.
Pensi alle defezioni che ci sono nella sua maggioranza, stia attento ai giudizi dei suoi alleati, la dimostrazione che accanto a lei ci sono personaggi che sono stati contro di lei e ora, per puro poltronismo, sono suoi alleati.
La vicepresidente del Consiglio comunale è stata trattata malissimo, da un consigliere di maggioranza, vedete di fare chiarezza all’interno, abbiate una linea politica chiara.
E rivolgendosi alla vicepresidente l’ha esortata a rendere ufficiale la sua vicinanza alla DC di Cuffaro per mettere nelle condizioni, chi ha sempre premesso che con Cuffaro (e con la destra) non si può stare, di essere coerente e di trarre logiche conclusioni.
Ecumenico l’intervento finale del sindaco Cassì che ha esaltato il suo accordo politico fra sensibilità diverse.
Ha apprezzato e sottolineato l’intenzione del consigliere Zagami di restare nel gruppo, a sostegno della maggioranza, per una collaborazione sempre più efficace che Cassì sente di poter auspicare alla luce di una empatia che sente con il consigliere.
“Alla base del mio progetto politico c’è una coalizione, un progetto, un programma condiviso, sulla base dei quali intendo portare avanti la mia azione amministrativa.
Non mi sfugge che ci sono dinamiche politiche sovracomunali, alleanze in ambito regionale, che potrebbero interferire con l’attività politica nostra, io cercherò, per quanto possibile, di evitarlo, ma, se dovesse succedere, se sviluppi politici potranno essere una dirimente per alcuni degli alleati nei confronti di altri alleati, si vedrà di andare avanti, io, di certo, andrò avanti lo stesso.”
Nulla di più chiaro, le posizioni politiche sono bene delineate, il calderone è pieno, non ci sono pericoli di esplosioni, ma scaturiranno, di certo, scintille, l’esito dei fatti accaduti, comunque, ci autorizza a parlare, quanto meno, di teatrino.
