Negli anni ’70 del secolo scorso, imperversava in Germania la Rote Armee Fraktion (“Frazione dell’Armata Rossa”, movimento terrorista conosciuto comunemente come Banda Baader-Meinhof.
Il 9 maggio 1976 dopo anni di duro isolamento e di sciopero della fame collettivo da parte dei membri della RAF in protesta contro le condizioni della loro detenzione che ritenevano inumane, Ulrike Meinhof fu trovata morta nella sua cella di prigione. La commissione internazionale indipendente formatasi per far luce sulle cause della morte sostenne che Ulrike fosse stata appesa già morta alla finestra cui fu trovata impiccata.
In pratica era stata ‘suicidata’.
Troviamo delle analogie nell’uscita di scena dalla compagine della Giunta municipale di Ragusa dell’assessore Andrea Distefano che la comunicazione di palazzo vorrebbe far passare come dimissioni volontarie.
Secondo noi, in pratica, e secondo l’opinione dominante sarebbe stato ‘dimissionato’.
Può essere che ci sbagliamo.
Le dimissioni sono state ufficializzate attraverso una nota dell’ufficio stampa del Comune che riporta la dichiarazione dell’assessore:
“Ho sempre considerato la carica di assessore come un ruolo di servizio, verso la mia città e verso un progetto politico che ho sposato e che continuo a condividere. Non voglio in alcun modo che la mia figura, a cui è venuto meno il sostegno del consigliere comunale di riferimento, che ha lasciato il movimento di Cateno De Luca, sia divisiva. Ho quindi deciso – afferma Andrea Distefano – di dimettermi, anteponendo l’interesse della comunità a ogni forma di aspirazione personale, convinto che questa sia la scelta più responsabile per far sì che il nostro programma elettorale possa continuare a trovare attuazione in maniera concreta, serena e condivisa. È una scelta che ho maturato insieme al movimento “Sud Chiama Nord” di cui faccio parte e al suo leader Cateno De Luca, al quale esprimo la mia sincera gratitudine per il sostegno e la comprensione.
Un sentito ringraziamento va al sindaco Peppe Cassì per la fiducia ricevuta in questi mesi, ai colleghi di Giunta con cui ho lavorato e collaborato in un clima di sinergia e rispetto, al presidente del Consiglio e ai consiglieri comunali, ai dirigenti, ai dipendenti comunali e a tutte le associazioni e i cittadini con cui mi onoro di essermi interfacciato.
Ringrazio infine la mia famiglia, il mio gruppo e gli elettori che mi hanno sostenuto e che continuano a sostenermi.”
A questo punto, si aprono scenari non del tutto imprevisti al Comune di Ragusa: le dimissioni spontanee non reggono, anche alla luce dell’atteggiamento di Andrea Distefano di fronte alle pretese del consigliere Buscemi, uscito da Sud chiama Nord. Le dimissioni non erano assolutamente prese in considerazione, sarebbero state credibili se, allo scoppiare del caso, la delega fosse stata resa disponibile spontaneamente al sindaco, in attesa di sue decisioni.
Peraltro, come da dichiarazioni del primo cittadino, che appresso riporteremo, un elemento che viene ringraziato per il lavoro svolto, per il senso di responsabilità dimostrato, concorrente alla qualità della squadra assessoriale, non era da perdere.
Nel suo intervento il sindaco Cassì afferma: “Prendo atto della scelta dell’assessore Andrea Distefano che ringrazio per il lavoro svolto e per il senso di responsabilità dimostrato, insieme a Cateno De Luca.
Convinto delle qualità della mia squadra assessoriale, del proficuo equilibrio maturato e della determinazione a realizzare il programma elettorale che ha ricevuto fiducia dai nostri concittadini, non è mia intenzione al momento procedere alla nomina di altro assessore.
Per tale motivo ho deciso di affidare la delega alla Tutela animali all’ass. Catia Pasta e la delega alle Contrade all’ass. Gianni Giuffrida”.
Le dichiarazioni del sindaco meritano attente valutazioni: il congelamento del posto n. 9 (in ordine di assegnazione) in giunta, assume significati facilmente interpretabili.
Non si vuole dare seguito, almeno nel breve periodo, alle istanze del consigliere Buscemi che rivendicava l’assessorato per una persona da lui stesso indicata.
Non preoccupa nemmeno l’eventuale uscita di Buscemi dalla maggioranza, che è facile da scartare, anche se il sindaco sa di avere, per il prossimo futuro, una spina nel fianco, e di quelle particolarmente appuntite.
In ogni caso il sostegno alla risicata maggioranza è risaputo esistente come ‘soccorso rosso’, quindi Buscemi può preoccupare fino ad un certo punto.
I primi commenti sono propensi a vedere un Distefano che, forse anche per la promessa di concrete attenzioni nel futuro, ha tolto le castagne dal fuoco al sindaco.
Secondo noi, invece, la mossa dell’ormai ex assessore, ha messo, sia pure involontariamente, carne al fuoco, e in quantità, forse anche perché necessaria per Cassì.
Saranno, comunque, settimane di acque agitate in maggioranza perché le ambizioni all’interno della coalizione non sono poche: nella lista del sindaco qualcuno ambisce a qualcosa, anche in altre liste ci sono ambizioni, in qualche caso spropositate, non sarebbero da dimenticare anche elementi che hanno abbandonato la maggioranza ma potrebbero essere sostenuti per un rientro in grande stile per gli appoggi politici importanti di cui potrebbero godere.
Evenienza strettamente collegata alle voci insistenti, confermate anche dallo stesso Cassì, su interlocuzioni con importanti partiti per trovare casa politica propedeutica a possibili future candidature: non sarebbe desueto che un partito che accolga il sindaco possa pretendere un posto in giunta, e la casella vuota lasciata da Distefano farebbe al caso.
Per quanto riguarda le deleghe, non cambia molto, le contrade sono state sempre, comunque, indirettamente, sotto la giurisdizione di Giuffrida, in ogni caso, per entrambe, non è stato fatto assolutamente nulla, né per le contrade e le periferie, né per la tutela degli animali, e non solo per responsabilità di Distefano che ha avuto le ali tarpate, come altri colleghi, dalle politiche imposte dal sindaco.
Gli interventi, anche minimi, dei nuovi delegati saranno, comunque, un plus sull’immobilismo assoluto che ha caratterizzato i due settori.
