“Adessobasta” chiede spiegazioni sulla mancata risposta per una sede da parte del Comune, ma si dà da sola le risposte

L’associazione femminile “Adessobasta” rivendica la concessione di una sede da parte del Comune e dice di non avere più parole per le mancate risposte, ma le trova una nota che conclude con un roboante: “Chi ha paura di “AdessoBasta”?
Cominciamo dalla fine, certi di poter affermare che nessuno ha paura di “Adessobasta” anche perché le sue attività a difesa delle donne sono state sì meritevoli di attenzione ma non incisive sulle problematiche emerse in città. Al di là della fiaccolata, dell’anniversario e della panchina rossa non si è andati, né ci potrebbero dire che senza sede l’operatività è stata limitata
In fondo, dalla nota emergono le risposte che l’associazione cerca, qualcuno vede all’interno dell’associazione forze progressiste, moderne, innovative del mondo femminile, in controtendenza con la linea conservatrice e di destra che traspira in seno all’amministrazione.
Si è visto già in occasione della vicenda della Consulta Femminile, obtorto collo hanno modificato lo Statuto, sotto pressanti richieste, ma dalla data della modifica non c’è stata una convocazione dell’organismo, come del resto da anni, se non riunioni quasi privatistiche, nemmeno portate a conoscenza della stampa.
Ma in questi mesi nemmeno “AdessoBasta” ha alzato la voce, le forze progressiste non sono quelle di una volta, aggressive, vivaci, tutto è ovattato nel contesto del bon ton istituzionale.
In effetti molte associazioni sono state dotate di una collocazione fissa, una sede ideale per l’associazione sarebbe stato il City, anche per la visibilità e la centralità del sito, ma si sa come vanno certe cose in questa amministrazione e, soprattutto, da chi vengono gestite.
Certo, sapere che si danno in comodato gratuito interi immobili e vedere che non si danno nemmeno risposte a legittime richieste, può destare qualche perplessità, ma le giovani leve del potere non hanno nemmeno gli attributi per esprimere chiaramente le loro intenzioni, né le donne presenti in giunta e nella maggioranza, evidentemente, condividono la richiesta dell’associazione.
Del resto, avete mai visto in quattro anni di amministrazione donne del cerchio magico dell’amministrazione Cassì portare avanti qualche iniziativa a favore delle donne per lottare la violenza sulle stesse?
Scrivono da “Adessobasta”: “Abbiamo ottenuto solo indicazioni e rassicurazioni, mai seguite da fatti concreti”. Ma anche questo vissuto come fatto privatistico, non portato alla conoscenza dell’opinione pubblica, né per l’istanza né per le mancate risposte.
La stessa mancata denuncia della assenza di convocazioni della Consulta Femminile, che si ritiene strettamente legata a questo modo di operare, è un a colpa grave dell’Associazione.
Si legge che si procederebbe sottobanco per corsie preferenziali e segrete, non si sa per che cosa, ma come avviene spesso si lancia il sasso, quasi come avvertimento, ma non si fanno nomi e cognomi né si accenna a quello che accade.
Comprensibile l’amaro in bocca delle aderenti ad “Adessobasta”, ma intanto l’associazione potrebbe intensificare l’attività, anche per rendere naturalmente più efficace e autorevole la sua istanza.

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