Abbiamo una disgrazia, a Ragusa, le grandi questioni sono affrontate, come per la Ragusa-Catania da comitati, che, sulla carta, rappresentano associazioni varie, ma sono costituiti, in sostanza, da persone ineccepibili, stimate, animate da spirito di servizio per la comunità che, spesso, portano avanti, a spese proprie, senza che, però, possano avere la necessaria autorevolezza politica non avendo un ruolo ufficiale nelle istituzioni.
Ora, anche per l’aeroporto di Comiso si vuole costituire un Comitato che dovrebbe avere, come referente, non, almeno, rappresentanti di categoria, bensì un associazione di privati, di piccole strutture ricettive e commerciali.
Come affrontare Golia con Davide.
Ci piace oggi riprendere, contrariamente a quanto fatto con questa ultima iniziativa del centro commerciale naturale Antica Ibla, per la quale, peraltro, non eravamo nemmeno invitati, una nota di una piccola ma autorevole formazione politica, “Ragusa in Movimento”, che ha al suo interno autorevoli componenti che possono disquisire sull’aeroporto, in maniera efficace.
Il Presidente di Ragusa in Movimento, Mario Chiavola, pone degli interrogativi per quella che sarebbe la fallimentare gestione dello scalo di Comiso, recriminando per le inespresse potenzialità che potrebbero derivare al territorio, e al capoluogo in particolare. E si chiede, appunto, se basterà un semplice comitato a salvare il salvabile, per uno scalo che sembra destinato a restare cattedrale nel deserto, come dopo la guerra e dopo i missili americani.
Ineccepibili le constatazioni e gli appelli di “Ragusa in Movimento”, solenne la domanda: “Cosa intende fare la politica locale?”
E qui sta il punto da dove si dovrebbe partire per una analisi seria.
Perché si parla tanto di ricadute sul territorio, ma non si vuole ammettere la realtà: una struttura ridotta a orticello di casa per le scellerate politiche dei comunisti che governavano Comiso, al tempo, una struttura concessa, superficialmente, a Catania, per non avere, fra i piedi, professionisti del nord che non avrebbero guardato nessuno in faccia.
Un po’ come il dirigente di una squadra sportiva che preferisce ingaggiare il modesto allenatore locale, al posto di un professionista del settore, per avere sempre la possibilità di fare la squadra e decidere chi deve giocare.
Cosa hanno fatto la città di Ragusa e il territorio per avere parte nell’aeroporto di Comiso? Ci hanno messo soldi? Se non gli è stato consentito, né tantomeno non fosse stata la possibilità di entrare nella stanza dei bottoni, il discorso è chiuso di tutto principio.
Ma nessuno ha sgomitato per avere parte attiva, né ha alzato la voce per tutti i dirigenti della società di gestione che sono avvicendati, in qualche caso senza la contezza della differenza fra un aereo e un elicottero, nominati solo dalla politica, sulla base dell’appartenenza ai big del momento.
Poi, si discute di aeroporto, di rotte, di collegamenti, ma, nell’ultima seduta dell’Osservatorio per la Tassa di Soggiorno del Comune di Ragusa, l’amministratore delegato della SAC di Catania, proprietaria dell’aeroporto, ha chiaramente detto che ci vogliono almeno 200.000 mila euro per sperare di avere qualche rotta, ma senza dare garanzie di quali rotte, per quanto tempo, e con quali specifici benefici per il Comune che esce i soldi.
E di tutti i soloni seduti al tavolo, tutti rappresentanti di autorevoli associazioni di settore, nessuno ha chiesto, a chiare lettere, cosa intende fare Catania di Comiso.
In ogni caso, i maggiori azionisti degli aeroporti di Catania e Comiso sono le Camere di Commercio, quindi la politica, allora cosa ci sarebbe di meglio, e male che non lo ha fatto prima con Musumeci, per “Ragusa in Movimento” rivolgersi all’attuale governo di centro destra per ottenere benefici concreti dagli aeroporti.
Forse, si discute senza contezza della reale situazione, non si capisce bene quale è l’interlocutore giusto, chi sia il vero proprietario, con chi si deve parlare.
L’aeroporto di Trapani, sotto l’egida di Palermo e della Regione, va a mille, perché non vale la stessa cosa per Comiso?
L’onorevole Dipasquale, da parlamentare di opposizione, aveva fatto stanziare 1 milione per il cargo, gli amministratori del Comune di Comiso, pare nelle condizioni di poter decidere, non se ne sono interessati, pare non diano nemmeno conto società private che vorrebbero investire, nel settore, dentro l’aeroporto di Comiso.
Forse, nell’attuale scenario geopolitico, sarebbe meglio sperare in un’altra base americana, con corredo di importanti missili, per far ridiventare Comiso protagonista sullo scenario italiano.
Lo spazio c’è, anche Trapani è base militare, forse sarebbe possibile la convivenza anche a Comiso, di militari e civili.
Perché “Ragusa in Movimento” non si attiva con la sua parte politica, per capire, almeno, di chi è l’aeroporto, perché, addirittura si ascolta che Catania vorrebbe vendere tutto al privato, anche Comiso, ma, allora, il comune di Comiso che ruolo riveste? Sempre subordinato anche di fronte al privato?
Allora l’aeroporto non è “nostro”, è come il Club Mediterranee, quando vuole chiude e nessuno ci può entrare. O no?
