Ennesimo incontro sull’aeroporto di Comiso, fra i sindaci del territorio, la deputazione iblea e i vertici di SAC, emerge sempre più l’inadeguatezza della classe politica e dirigente di questa provincia, incapace di venire a capo delle emergenze del territorio
Retorico e ordinario il comunicato finale del Libero Consorzio che ha organizzato l’incontro, nel quale non si fa alcun cenno a quello che hanno detto i sindaci, appositamente convocati, segnale che non hanno fatto emergere nessuna proposta concreta e di rilievo.
La nota del Libero Consorzio evidenzia che l’AD di SAC, Torrisi, dice che lo scalo è operativo e lo sarà, oltre all’accordo con AeroItalia, ci saranno altre due compagnie aeree a Comiso: ma allora di cosa stiamo discutendo?
Criptica la precisazione che avrebbe fatto Torrisi sulla competenza ministeriale dell’aeroporto, perché allora tutti, compreso lui, si rivolgono alla Regione?
Torrisi avrebbe anche assicurato, secondo quanto riferisce il Libero Consorzio, il pieno interesse affinché lo scalo ragusano sia pienamente parte della rete aeroportuale del Sud Est, a garanzia dello sviluppo economico, turistico e sociale di tutto territorio. E avrebbe anche detto della disponibilità del Presidente della Regione, Renato Schifani, a portare avanti il progetto di trasporto merci da Comiso.
Tutto a posto, quindi?
Non pare proprio, l’unica proposta concreta vien, come al solito, dall’on.le Dipasquale, parlamentare regionale del Partito Democratico, l’unico che mostra di avere le idee chiare in merito, pur nella sua posizione di deputato dell’opposizione.
Per Dipasquale è il Governo regionale che deve chiarire quali siano le intenzioni nei confronti dell’aeroporto di Comiso
“Quello che è accaduto negli anni – ha detto a margine della riunione – è sotto gli occhi di tutti. Il Pio La Torre è stato svenduto e mentre per l’aeroporto di Trapani venivano stanziate risorse ingenti, a Comiso sono arrivati circa 6milioni di euro dal Governo Crocetta, di cui una parte è stata usata per la ricapitalizzazione e un’altra si è persa del tutto.
Poi, più di recente, nel 2018, sono state stanziate dal Parlamento regionale le risorse per il progetto esecutivo sul Cargo, di cui però non sappiamo più niente nonostante il Presidente Schifani ne parli come un’ipotesi concreta.
Dopo di che il nulla. Quello che sappiamo, in ogni caso, è che un mese fa Ryanar ha lasciato Comiso, ma anche se ciò non fosse accaduto, le tratte previste su questo scalo sarebbero state solo otto rispetto alle 24 previste a Trapani. La differenza è enorme”.
“È necessario, ora – ha aggiunto Dipasquale – che il Governo della Regione, con il presidente Schifani in primis e con l’assessore alle Infrastrutture Aricò, del quale ho riscontrato la disponibilità al confronto, prenda in mano questa faccenda inserendola in una progettazione complessiva della mobilità regionale tramite tutti gli aeroporti, compresi quelli minori”.
Tanto chiare le idee di Dipasquale che la nota del Libero Consorzio riferisce che il Commissario Piazza darà seguito, per il tramite della deputazione regionale, alla richiesta di incontro con il Presidente Schifani proposta dell’onorevole Nello Dipasquale e condivisa dai parlamentari e sindaci presenti all’incontro.
Estremamente critica la posizione dell’on.le Campo che, addirittura, rileva un comportamento irrispettoso di Torrisi, “prevenuto e maleducato con la sottoscritta e con i cittadini che rappresento” come lo definisce in una nota dove svela un particolare, peraltro risaputo, secondo il quale Torrisi viene a chiedere soldi della tassa di soggiorno. Anche quando è intervenuto alla riunione dell’Osservatorio della Tassa di Soggiorno aveva detto chiaramente che senza soldi non si cantava messa, non specificando quanti soldi ci volevano e quante messe sarebbero state celebrate.
Nulla di nuovo sotto il sole, l’atteggiamento dei catanesi, per certi versi giustificato e legittimato dalle mostruosità generate dal Comune di Comiso, è quello dei padroni, quanto al livello di educazione la carica di Amministratore delegato non fa di Torrisi necessariamente un signore.
Stefania Campo rileva che non c’è una visione per Comiso da parte di Sac, e si continua ad arrancare nella speranza di interventi pubblici.
E arriva alla logica e scontata conclusione che sarebbe necessaria una revoca della concessione.
Ma, a questo punto, si inseriscono interrogativi ai quali la classe politica del territorio, e quella regionale, non hanno mai dato risposte:
1, in virtù di quale scelta Trapani gode di cospicui aiuti, diretti o alle compagnie aeree, e a Comiso non arriva nulla?
2, chi detiene la proprietà dell’aeroporto? a quali condizioni, economiche e di contratto è stata affidata la gestione alla SAC ? quando scade questa concessione?
3, in pratica cosa significa l’acquisizione di SOACO da parte di SAC ? per cosa interferisce nei rapporti fra Comune e gestore?
4, per concludere, chi vuole utilizzare lo scalo per atterraggi e decolli, per arrivi e partenze, a chi deve chiedere le autorizzazioni al proprietario dell’aeroporto o al gestore?
Fino a quando non si chiariranno questi interrogativi, sarà inutile ogni incontro, buono solo per fare inutili passerelle.
