C’erano pochi dubbi sul fatto che l’aeroporto di Catania non si sarebbe fatto sfuggire la possibilità di controllare l’aeroporto di Comiso, non si poteva lasciare senza controllo un pericoloso concorrente dello scalo catanese.
Possono rassegnarsi quanti rivolgevano appelli al Sindaco di Ragusa per fare in modo di entrare nella governance dell’aeroporto di Comiso.
Troppa gente senza competenze si è avvicendata ai vertici delle società interessate e questi sono i risultati
Il territorio potrà ringraziare le scellerate e insulse politiche dei comisani che, a suo tempo, consegnarono l’aeroporto nelle mani dei catanesi illudendosi di tenere sotto controllo la situazione, mentre dalle falde dell’Etna si preparavano a fare un solo boccone della classe politica e imprenditoriale del territorio ibleo, come si fa con i babà mignon.
Come riportato dal Messaggero di Roma,
https://www.ilmessaggero.it/economia/news/l_aeroporto_di_comiso_sara_controllato_da_catania-4301864.html
e ripreso da liveunict,
L’aeroporto di Comiso si aggrega a Catania: SAC acquisisce le quote
La Sac, società di gestione dell’aeroporto di Catania, acquisirà il 65% delle quote di Soaco, competente per l’aeroporto di Comiso, mentre il 35% resterà al Comune ibleo.
La decisione è stata assunta durante un incontro svoltosi nel pomeriggio del 14 febbraio nello scalo di Fontanarossa, presenti il Consiglio di Amministrazione della Sac, con il Presidente Daniela Baglieri e l’Amministratore Delegato Nico Torrisi, insieme all’ex Presidente dell’Enac, Vito Riggio, attuale consulente per il trasporto aereo del Presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci.
Sac acquisirà il 65% delle quote di Soaco attraverso la controllata Intersac, attualmente gestita da commissari liquidatori.
In un secondo momento si penserà ad agevolare l’ingresso di investitori privati nel capitale sociale di Sac, che manterrebbe il 30% di quote appartenenti agli Enti territoriali.
Una mossa considerata necessaria a varare un piano industriali di investimenti per la realizzazione di opere di crescita e adeguamento infrastrutturale dell’aeroporto di Fontanarossa, destinato entro il 2040 a raddoppiare l’attuale movimento annuo passeggeri di dieci milioni.
Ora a Ragusa potremo pensare ad altro, senza rischi di volare alto senza paracadute.
