Non vorremmo essere fraintesi, è indiscutibile l’apporto del Comitato a Difesa dello Sviluppo dell’Aeroporto di Comiso, definito degli Iblei, alla causa dello scalo aeroportuale di Comiso che non riesce a decollare come vorrebbe il territorio.
L’azione del Comitato ha smosso le acque stagnanti di una politica locale evidentemente incapace di far diventare l’aeroporto pienamente operativo, ma si dovrebbero avere, comunque, delle risposte senza le quali è quasi tempo perso parlarne.
Non occorre fare luce su tutti i passaggi che hanno interessato lo scalo comisano, sin dalla sua apertura, per stabilire le responsabilità che si sono succedute, si possono benissimo intuire, come si può intuire il disinteresse del territorio per la crescita dell’aeroporto: quasi tutti i sindaci hanno guardato con lo sguardo rivolto all’insù, dai balconi dei Palazzi comunali, il passaggio degli aerei, ma nulla hanno fatto per essere protagonisti all’interno della realtà aeroportuale.
Realtà aeroportuale che nasce non come aeroporto di stato, come quasi tutti gli altri in Italia, ma come giocattolo del Comune di Comiso che i politici del posto hanno utilizzato solo come centro di potere e poltronificio, senza rivolgersi ad esperti del settore per una sana e oculata gestione.
Si preferì affidarsi a Catania e ai suoi centri di potere, non a Milano, si è continuato a far gestire la società dell’aeroporto affidando il vertice a rappresentanti dei politici locali, così come si sceglie un manager della sanità, spesso per appartenenza politica, a Comiso mai per reali competenze.
A noi non interessa trovare i responsabili dello sfascio, non servirebbe a riportare in vita l’aeroporto, quello che è fatto è fatto, ci piacerebbe solo capire di chi è l’aeroporto.
Leggendo su wikipedia cosa sia stata la SOACO, si evince che, alla nascita, era un’azienda controllata esclusivamente dal comune di Comiso.
Nel 2007 la INTERSAC Hoding SpA, controllata dalla SAC, si aggiudicò la gestione dello scalo assieme al 51% delle quote della società aeroportuale.
Primo errore, Comiso cede la maggioranza della società di gestione, ma si potrebbe supporre che la proprietà resta del Comune di Comiso: primo interrogativo, la gestione aveva una scadenza? Un termine?
Mai nulla è stato detto al riguardo
Nel febbraio del 2008 la INTERSAC acquistò altre 588.000 azioni della SOACO, pari al 14% delle quote dal comune di Comiso, portando il proprio pacchetto al 65%.
Il comune di Comiso deteneva quindi il 35% e la SAC. il 65%.]
Nel frattempo, la pista occupava 32 ettari del Comune limitrofo di Chiaramonte Gulfi, mentre era interessato anche il Comune di Vittoria per altri suoli dell’aeroporto, ma nessuna delle amministrazioni in questione hanno mai rivendicato diritti o quote societarie della SOACO a ristoro dell’occupazione dei suoli.
Nel 2022 la SAC, società soggetta a direzione e coordinamento da parte della CCIAA di Catania, Ragusa e Siracusa, ha acquisito, per incorporazione, la Soaco.
A questo punto, sorge un altro interrogativo, senza risposta: la SAC, con l’acquisizione della SOACO, è solo gestore dell’aeroporto e per quanti anni? Oppure, di fatto, ne diventa proprietaria?
Questo, secondo noi, è un quesito dirimente, perché non possiamo decidere cosa fare a casa d’altri, se affitti una casa, con regolari contratti, non puoi decidere quante volte l’affittuario ci deve dormire o cosa deve mangiare, e come se il dirimpettaio, nel condomino, affitta una casa per tenerla vuota, per non avere vicini scomodi, peggio se ha acquisito la proprietà o l’usufrutto. Ci può fare quello che vuole, se non in contrasto con le norme contrattuali.
E anche le norme contrattuali restano un mistero.
Come restano un mistero le vicende attorno alla questione cargo, che il Comune di Comiso mostra di non saper gestire, oppure attorno alle richieste di Aerolinee Siciliane per poter allocare a Comiso un centro di manutenzione per aerei: chi decide in merito, il Comune di Comiso o la SAC?
Il Comitato ha organizzato una conferenza stampa per importanti novità emerse in seguito all’istanza di accesso civico formulata dall’avvocato Damiano Motta rispetto alle risorse messe in campo all’epoca della fusione tra So.A.Co e S.A.C., di cui non si ha traccia.
Anche il Comitato condivide con noi le perplessità riguardo alle troppe domande senza risposta, interrogativi che si impongono anche alla luce della annunciata privatizzazione dell’aeroporto: e qui veniamo alle solite domande. Si può privatizzare una gestione? Ci sarà una scadenza temporale oppure si privatizza l’aeroporto?
Cioè, la proprietà dal Comune di Comiso sarebbe passata alla SAC, ora potrebbe passare ad un privato?
Cosa resta nelle mani del Sindaco di Comiso che alcuni, addirittura, come esempio di buona amministrazione, vorrebbero alla guida della Provincia?
Speriamo non ceda ai catanesi il Palazzo della Provincia o gli edifici scolastici o le strade.
Dalla conferenza stampa non è emerso granché, il dato più interessante è che Carlo Calenda, leader di Azione, per bocca dell’avv. Motta, coordinatore provinciale di Azione e protagonista della conferenza stampa, ha intrapreso una iniziativa territoriale del partito che intende monitorare l’andamento economico-territoriale del Comune di Ragusa, con particolare riguardo all’investimento di risorse pubbliche.
Non sappiamo se il riferimento a Ragusa è stato un lapsus, perché in effetti si tratta di Comiso, oppure potrebbe essere una iniziativa di più ampio respiro dedicata al territorio di Ragusa inteso in senso provinciale.
L’avv. Motta, quindi, in rappresentanza del partito e del suo leader, per quanto detto, ha presentato un’istanza di accesso agli atti al Comune di Comiso per verificare la rendicontazione dei 2,7 milioni di euro stanziati dalla Regione Siciliana per la ricapitalizzazione della SOACO.
La conferenza stampa non per portare a conoscenza le risposte, ma per evidenziare che le risposte sono state parziali e insoddisfacenti, sollevando seri dubbi sulla trasparenza nella gestione dei fondi pubblici.
Sarebbero state inoltrate anche richieste di chiarimenti urgenti sulle ricadute economiche della recente privatizzazione approvata da SAC.
L’avv. Damiano Motta, ha evidenziato possibili irregolarità nell’aumento di capitale della SAC, ipotizzando che il Comune di Comiso abbia pagato un sovrapprezzo di circa 10.379 € per azione. Se confermato, questo dato solleva interrogativi sull’effettiva convenienza dell’operazione per la collettività.
Il Comitato, in definitiva, chiede chiarezza sul ruolo del Comune di Comiso nell’aumento di capitale della SAC, che ha comportato l’acquisizione della SOACO, chiede il coinvolgimento di cittadini e imprese per un confronto pubblico trasparente, sollecitando le istituzioni regionali a intervenire per garantire il futuro dell’aeroporto.
Vedremo come andrà a finire e, soprattutto se su questa storia sollevata dall’avv. Motta, per l’iniziativa di Azione di Calenda, avrà uno sbocco per far defluire le nebbie che, da sempre, avvolgono l’aeroporto e per fare chiarezza su molte cose.
