Ai 5 Stelle non va bene niente

Quale è la situazione di inadeguatezza del governo regionale è cosa nota a tutti, anche agli stessi deputati di maggioranza, anche autorevoli, come l’on.le Abbate, che debbono incontrarsi con l’assessore Aricò per chiedere l’elemosina per un trattino di autostrada, fino a Scicli.
Parlare ancora di impegni mancati da parte di certa gente fa solo sorridere, i 5 Stelle devono abbandonare i panni moderati alla Conte e debbono tornare agli atteggiamenti cari a Peppe Grillo, al tempo del vaffanculo, debbono riprendersi tutti i fuoriusciti e mandare a casa tutti questi in giacca e cravatta in cerca solo di poltrone e di posto fisso in caso di trombatura.
A Roma come a Palermo come a Ragusa debbono solo pensare a creare le alleanze giuste, abbandonando smanie di leadership che non possono rivendicare
La Campo, peraltro alla fine dei due mandati, dovrebbe creare le basi per la successione, affidandosi alle persone giuste, una perla come Federico Piccitto, per la giungla dove si vive e per la guerriglia che c’è da fare, non è adatto, da solo a sostenere il peso di una ‘guerra’ che deve essere come quella che impiantò Grillo quindici anni orsono.
Se ci si deve muovere come nella prima repubblica, con un occhio alla leadership, fra rispetto istituzionale, tavoli di confronto, spirito costruttivo, non si va da nessuna parte.
A Palermo non si devono i soldi per un trattino di autostrada, quelle sono cose per i pazientissimi democristiani, tessitori di tele preziose, come sta facendo ora l’on.le Abbate e come fece, per tanti anni l’on.le Dipasquale per arrivare a concretizzare la Ragusa – Catania.
Si deve andare a Palermo o a Roma e chiedere di completare la Siracusa Gela e basta, si deve chiedere di sapere se l’aeroporto di Comiso deve restare l’enclave etnea dei figli di papà nominati dalla politica, si deve chiedere cosa si vuole fare per il trasporto pubblico, ferroviario e su gomma, in questo angolo di Sicilia: le risposte vanno raccolte e consegnate agli elettori, invece di perdere tempo ad accogliere presidenti e assessori quando vengono sul territorio a prenderci solo in giro.
Invece di continuare a diffondere comunicati, sempre comunque graditi, ci faccia avere la registrazione di quello che dirà, martedì, a Palermo, in Commissione, anzi la metta immediatamente sui social.
Se vanno a Palermo solo per il lotto 9 sono senza speranza.

Altra questione è quella dei rifiuti: chi governa ha avuto il consenso della gente e deve fare scelte. Che si facciano gli inceneritori, come in tutto il mondo civile.
Lasciarsi abbindolare dalle politiche ambientaliste, come avvenne nel quinquennio pentastellato al Comune di Ragusa, è paradossale oltre che rischioso.
Viviamo in una città invasa dai contenitori, in un territorio inondato di microdiscariche, in casa, anche in quelle piccole, abbiamo mastelli e sacchetti di tutti i tipi. Almeno 5 stazioni di raccolta, siamo alla follia, dovremmo togliere il tappo di plastica dalle bottiglie di salsa e le etichette dalle bottiglie di birra.
Prima di svuotare un piatto alla fine della cena dobbiamo consultare la Treccani, l’utenza non ha avuto nessun beneficio dalla differenziata.
E ancora si fanno appendere innovative strategie di gestione dei rifiuti.
Quando ci saranno effetti collaterali, come quelli citati, non sanno cosa dire.
Ci piace sentir parlare di impiantistica moderna volta al riciclo e alla sostenibilità ambientale, che si dedichino a questo i 5 Stelle, la politica non è cosa loro, come ampiamente dimostrato dai risultati venuti fuori dall’exploit di Federico Piccitto. Hanno distrutto tutto, qualcuno in particolare, e hanno ancora il coraggio di parlare.

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