Un incontro tematico sul centro storico, con cittadini, residenti, commercianti organizzato dal circolo cittadino di Fratelli d’Italia.
Moderato dal coordinatore cittadino, l’avv. Alessandro Sittinieri, presente anche il vice, avv. Calvanese, l’appuntamento, che ha visto una ottima e qualificata presenza di iscritti e simpatizzanti, assumeva, nel particolare periodo, a tutti gli effetti, preelettorale, contorni inequivocabili. Anche un post dell’avv. Sittinieri recitava come “prima fosse opportuno pensare alle cose da fare per la nostra città, ai progetti da portare avanti, alle idee da sviluppare, per poi (inevitabilmente NdR) passare a scegliere chi dovrà rappresentare Fratelli d’Italia per realizzare i programmi definiti.
In effetti, sotto l’aspetto preelettorale, si è trattato di un incontro molto signorile, con interessanti e qualificati interventi, che non ha nemmeno sfiorato la questione nodale delle politiche di Fratelli d’Italia per le prossime comunali.
L’amministrazione in carica non è stata nemmeno sfiorata dal benché minimo commento, anche se i temi sul tappeto lasciavano trapelare, inequivocabilmente, la totale e colpevole assenza di politiche per il centro storico, nell’ultimo quinquennio.
L’unico velato ma intelligente legame con l’attuale amministrazione il programma elettorale del 2018, di Fratelli d’Italia, relativo al centro storico, invero poco noto all’opinione pubblica ma evidentemente del tutto disatteso dall’attuale sindaco che pure doveva vedere nel partito il primo e assoluto sostenitore della sua candidatura.
L’unica nota negativa che, con il nostro consueto spirito eminentemente critico, ci sentiamo di avanzare è quella che di questo programma di Fratelli d’Italia di Ragusa, a prima vista corposo, poco abbiamo saputo e abbiamo visto come tema di dibattito fino a quando è stata sostenuta questa amministrazione, ancor meno dopo che l’appoggio è stato ritirato. Dal che è legittimo anche definire tardivo questo interessamento per il centro storico alla luce del fatto che la situazione, sembra, ormai, del tutto precipitata, siamo alla fine della sindacatura e, bene che vada, se ne riparlerà, almeno, fra un anno.
Ma veniamo all’incontro, tanti gli aspetti emersi, tante le segnalazioni delle criticità più evidenti, si deve riconoscere alla platea una serie di interventi tutti importanti, raramente accade, in incontri di questo tipo, che non ci sia l’intervento sconclusionato, inutile, pretestuoso.
Unanime l’opinione che un recupero del centro storico superiore deve passare da una trasformazione che lo avvicini a Ibla, dove, innegabilmente, il decoro è superiore.
Segnalato da molti un fenomeno estremamente negativo, spesso sottovalutato: l’abbandono totale dei locali commerciali sfitti, con vetrine sporche, con ingressi dove si convogliano cartacce e rifiuti vari, spesso con interni smantellati e con rottami di arredi sparsi per il locale, e insegne spente o peggio, ricoperte di plastica nera. Una condizione che dovrebbe obbligare l’autorità comunale a intimare di mantenere comunque il decoro, anche con i locali chiusi.
Numerosi gli interventi che hanno sottolineato le diverse grosse criticità: le molte iniziative del Comune ferme al palo, dopo 5 anni, per la vallata Santa Domenica, per il City, per la via Roma, in tutta la sua estensione, per il degrado generalizzato provocato dalla impossibilità di procedere a ristrutturazioni delle vecchie abitazioni per un riutilizzo residenziale.
Particolare di una gravità inaudita quello fatto emergere dai tecnici, a proposito del divieto, dettato dalla Soprintendenza di operare sulle abitazioni del centro storico per la coibentazione esterna favorita dal Bonus 110%. Ma di queste cose, purtroppo se ne parla poco, bene ha detto qualcuno che ci vorrebbe un intervento della politica per sopprimere le soprintendenze, e, a Ragusa, non si può non essere d’accordo dopo quello che si si continua a vedere per il Museo Archeologico.
Sottolineato come un progetto culturale dovrebbe essere alla base del risveglio del centro storico, con iniziative che attirino anche turisti, con un cartellone che non viva solo di espressioni di scarsa levatura artistica, con appuntamenti di livello, costanti.
Non meno importanti, per evitare che il fenomeno dell’abbandono dei residenti proliferi e favorisca l’esodo verso le periferie, le questioni legate ai parcheggi, alle linee blu, agli stalli di sosta per quanti domiciliati in centro.
Intervenuti appartenenti alle forze dell’ordine, hanno confermato che la carenza di personale delle forze di polizia provoca l’esiguità dei controlli, carenza di personale che, nei prossimi anni, sul territorio, rischia di aggravarsi, per l’esodo di una cinquantina di unità. Ma c’è stata anche la conferma che la sola presenza di pattuglie nel centro storico, quando viene attuata in forma continuata, riduce quasi a zero gli episodi delinquenziali.
Significativo l’intervento del rappresentante dei giovani di Fratelli d’Italia che ha evidenziato alcuni aspetti della movida che vedono il fenomeno spostarsi sempre più verso Marina di Ragusa, ormai perennemente popolata nelle ore serali, con conseguente svuotamento delle zone centrali del centro storico.
Restano le fasce di giovanissimi, in piazza San Giovanni e in piazza Poste, ma non sono presenze determinati per un risveglio tanto auspicato.
Assai significativo l’atteggiamento emerso nei confronti della metroferrovia, considerata quasi inutile nel contesto di una totale assenza di una progettualità adeguata a sfruttarne le potenzialità, in ogni caso non riferibili a tutto il territorio cittadino.
Ci sono stati poi suggerimenti di vario tipo, alcuni realizzabili, altri impossibili, accentrare l’Università a Ragusa superiore, per consentire anche un più agevole utilizzo dei servizi per il popolo studentesco, ma figurarsi se Ibla rinuncia all’Università, favorire un ritorno degli uffici pubblici in centro, sotto certi aspetti irrealizzabile, riaprire al traffico la via Roma, in un estremo tentativo di riportare il commercio sulla via principale della città.
La sintesi dell’incontro è stata dettata dall’intervento di un tecnico che ha evidenziato come c’è stata una totale mancanza di politiche per il centro storico e come, da sempre, l’urbanistica sia alla base dello sviluppo di una città.
Urbanistica che, come spesso abbiamo sottolineato, anche di recente, vive su grandi professionalità e su progetti di grande respiro che non devono soddisfare a breve e medio termine, ma debbono porre le basi per la città del futuro, della quale molti parlano senza avere cognizione della materia.
