Al via le grandi manovre nel Partito Democratico di Ragusa

Prevedibile e palpabile lo stato di agitazione all’interno del Partito Democratico di Ragusa, acuito, naturalmente dal risultato assai negativo delle politiche che apre scenari nuovi e del tutto, in questo caso, imprevedibili, ad ogni livello.
Ad aprire le danze il capogruppo al consiglio comunale di Ragusa, Mario D’Asta che ha pubblicato sulla pagina facebook un lungo post di ringraziamento, dopo le politiche che ha vissuto da candidato nel proporzionale.
Un post la cui lettura apre scenari nuovi.
Un breve ringraziamento, lunghe riflessioni.
Collocazione difficile in lista, una candidatura difficile, una delle tante occasioni perse per la comunità.
Da renziano della prima ora, inaspettatamente, Mario D’Asta contesta apertamente le posizioni utili celte dai vertici del partito per un catanese e per la Boschi, la cui candidatura extraregionale è definita ‘inopportuna’, una candidatura “che tutto ha consentito, tranne che dare slancio ed entusiasmo ad una campagna elettorale già difficile”.
Se non è un abbandono della corrente renziana, poco ci manca, un attacco diretto alle scelte dei vertici per una fedelissima di Renzi, forse anche di più.
Nonostante tutto, e non si comprende in base a che cosa, D’Asta giudica soddisfacenti le percentuali del PD, non evitando un attacco diretto al PD della città di Ragusa per un impegno non eccezionale.
E’ il campanello d’allarme di un post che giudicare esplosivo è solo un eufemismo.
Si mettono in discussione le scelte della direzione del PD perché si legge: “Adesso, guardando i dati in città, anche in relazione agli ultimi risultati elettorali circa le elezioni politiche, penso, spero e credo che il PD di Ragusa possa riflettere seriamente sulle scelte da assumere per le prossime elezioni amministrative.”

Non ci possiamo esimere dal dire che il teatrino all’interno del Partito Democratico continua, con spettacoli locali, come questo, che lasciano basiti
Ci sembrava che tutto fosse deciso, era apparso chiaro che i tentativi di sintesi, peraltro incomprensibili con elementi fuoriusciti dal partito, fossero naufragati ancor prima di essere avviati.
C’è un chiaro, ancorché non esplicito, dissenso per la candidatura Calabrese, un passaggio non episodico del post ma focalizzato è messo al centro della questione con le parole: “Il PD di Ragusa deve sentire il peso e la responsabilità di costruire una squadra rappresentativa, forte, credibile, dove rinnovamento e cambiamento insieme a esperienza e competenza, ritornano ad essere il nostro orizzonte. Serve un campo largo ed inclusivo, con una visione di città chiara che ci consenta di essere credibili. Serve una coalizione.
Qui e adesso serve riflettere bene, trovare i percorsi giusti. Perdere qualche giorno in più significa investire per i prossimi cinque anni. Il PD si faccia carico di questo.”
Più esplicito il richiamo al fatto che gli altri partiti non abbiano avanzato candidature a sindaco.
D’Asta considera inevitabile “mettere da parte i propri destini personali per riporre al centro gli interessi generali della Comunità, del partito e della coalizione (ancora da costruire)” per provare a vincere”.

Occorrerà verificare, ora, chi c’è dietro Mario D’Asta e cosa si trama per tentare di eliminare Peppe Calabrese dai giochi.
Inutile nascondere che tutto ruota attorno alla figura centrale del leader Nello Dipasquale, una superficiale valutazione potrebbe indurre a sottolineare come il parlamentare, unico vero elemento di spicco del partito, non solo a livello locale, sia stato ignorato nel post, non un ringraziamento, non un richiamo alle scelte sbagliate operate dai vertici sulle candidature, nemmeno un cenno sulle assenze assordanti in campagna elettorale.
Ma una analisi più attenta potrebbe far propendere per un tacito consenso dell’onorevole Dipasquale, alla luce anche delle voci che non hanno dato come ‘solidissima’ la posizione di Peppe Calabrese in ordine alla candidatura.
Altre incognite che scaturiscono da questa iniziativa, di certo non casuale di Mario D’Asta, sono due.
Quella se il capogruppo agisce di concerto con il collega Chiavola, dirimente in ordine alla posizione dell’on.le Dipasquale sulla vicenda, e quella che costituisce l’elemento di sintesi del post: Mario D’Asta si vuole candidare a sindaco oppure tira la volata per qualche altra candidatura già ben identificata.
Perché il PD è già messo molto male, se ancora si dovessero trovare le candidature ideali, sarebbe, forse, troppo tardi.

Sullo sfondo aleggia, indipendentemente dalle candidature per le comunali, ma inevitabilmente legate ad esse, un nuovo posizionamento di D’Asta nella geografia del Partito Democratico, alla luce della possibile estromissione di Renzi dai vertici del partito.

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