Stavamo, quasi per archiviare il lunedì dei lunedì, il primo giorno del mese di settembre, il primo giorno dopo il periodo feriale, culminato, peraltro, nella nostra città, come da tradizione, con i festeggiamenti per il Santo Patrono.
Politici ancora in letargo, almeno apparentemente, qualche sussulto a Scicli, a Ragusa domina il teatrino degli alloggi popolari di via Risorgimento che ormai mette alla berlina solo il partito di riferimento del Commissario, politici ancora smarriti per il passaggio di Cassì in Forza Italia, forse il vero risveglio della politica dipenderà dai fatti regionali, palermitani, se si riuscirà a mettere insieme i cocci della maggioranza per la quarta manovra finanziaria, dove dovrebbero definirsi le mancette escluse dalla precedente.
Ma una data importante sarà quella del 9 settembre, giorno di udienza al TAR per il ricorso presentato dal Presidente della Regione, Schifani contro la nomina della Tardino, voluta da Salvini, a Commissario dell’Autorità Portuale della Sicilia occidentale.
Nonostante lo sfrontato tentativo dei partiti alleati di buttare acqua sul fuoco, anche se la politica è l’arte del compromesso, le posizioni decise di Schifani, ove venissero rigettate, lo delegittimerebbero non poco.
Lo stesso varrebbe, naturalmente, per il Ministro Salvini, ove la sua nomina venisse annullata, ma un Ministro ha le spalle più larghe del Presidente, per quanto sostenuto da Fratelli d’Italia e da La Russa in particolare, soprattutto, ora, per la posizione assunta nei confronti del Presidente dell’ARS, Galvagno e dell’Assessore al Turismo Amata, entrambi nelle sabbie mobili di guai giudiziari di non poca entità, soprattutto dal punto di vista d’immagine personale e del partito di appartenenza.
In ogni caso è molto più influente la posizione di Salvini come importante alleato del governo nazionale che quella di Schifani come uomo di partito lottato nel suo stesso partito e nel mirino anche di alcuni alleati di governo.
Una sconfitta di Schifani nella vicenda Tardino potrebbe avere riflessi sulla politica in generale, a livello siciliano, per noi, in particolare verrebbe a mancare il padrino politico del passaggio del Sindaco Cassì in Forza Italia, che da “l’esponente di Forza Italia” diventerebbe “un esponente di Forza Italia”, anche per come si stanno mettendo le cose sullo scacchiere provinciale.
Allarme rosso per la politica locale, per queste vicende dagli sviluppi imprevedibili, ma ci sono anche gli interrogativi sulle posizioni dei componenti di maggioranza della lista del sindaco, su quelli che saranno gli esiti delle riflessioni di Ragusa Prossima – proprio lunedì pomeriggio si è tenuta la tanto attesa riunione del Movimento per discutere della posizione da assumere con Cassì, oggi aderente di Forza Italia.
Del tutto lecito, per l’importanza dell’argomento, pensare che tutto non si risolverà in una sola riunione, peraltro dai contenuti tutti da decifrare, perchè, a suo tempo, Giorgio Massari dichiarava apertamente di non voler aver a che fare con la destra, con Fratelli d’Italia, in giunta, ma non ci furono espliciti rifiuti per Forza Italia.
Alla luce della strategia di Cassì, che vuole mantenere il progetto civico e si ritrova in Consiglio, addirittura, il suo partito all’opposizione, non ci sarebbe nulla di strano se Ragusa Prossima persistesse nell’alleanza con Cassì.
Peraltro, come sottolineato da Sergio Firrincieli, e dallo stesso ribadito in una intervista alla stampa, non conviene agli alleati facilitare il compito del sindaco, lasciando spazi vuoti in giunta, che diventerebbero preda naturale del suo partito e, possibilmente, anche di alleati.
In ogni caso, il clima politico non è quello ideale, i movimenti di Forza Italia in provincia, svincolati dalle strategie a livello regionale, hanno creato un clima di incertezza in molti comuni, incombe peraltro la scelta del nuovo amministratore unico di Iblea Acque, che coinvolgerà i sindaci della provincia.
Due, per l’avvio della nuova stagione politica i fatti del giorno.
Nulla di risolto per gli alloggi IACP di via Risorgimento, nemmeno dopo il sopralluogo con i responsabili di Iblea Acque: la storia assume contorni da teatro napoletano, dopo che da settimane ci parlano del vano per i contatori come elemento dirimente della situazione, oggi si scopre che serve ancora quello per il contatore generale, che misura l’acqua per tutto il complesso. Ci vorranno, ancora, i contatori singoli per ogni unità immobiliare, è ancora tutto in alto mare sullo sfondo di notizie da far allibire: famiglie che abitano gli appartamenti, senza acqua, condizioni igienico sanitarie tutte da verificare, addirittura un appartamento non sarebbe fruibile per necessari lavori dovuti a infiltrazioni.
Sarebbe poi da capire chi è il proprietario degli immobili, il committente e perché il RUP è un tecnico comunale, servirebbe, insomma fare chiarezza sulle competenze e sulle responsabilità, che non sono poche.
In tutto questo bailamme, pare che l’assessore ai servizi sociali del comune avrebbe avuto un incontro, stamane, con qualcuno dello IACP, ma naturalmente si è ben guardata dal riferire, con un comunicato, come sta la situazione.
Altro nodo imperscrutabile è il perché l’amministrazione comunale non si rivolge a Palermo e, soprattutto, perché non coinvolge il partito e i referenti politici del commissario IACP per tentare di ottenere un passo indietro che favorisca l’avvento di gente più competente e adeguata al ruolo.
Altro fatto del giorno l’intervista, di cui abbiamo accennato, di Sergio Firrincieli ad un quotidiano, che pare abbia irritato, non poco, il primo cittadino.
Firrincieli ha messo a nudo le criticità di un passaggio in Forza Italia che doveva costituire l’apoteosi della carriera politica comunale di Cassì e che, invece, si è rivelata come percorso in ombra e, peraltro, pare, insidioso.
La mancanza di una adeguata comunicazione per spiegare le sue scelte e il silenzio, ancorché complice e consenziente, della sua maggioranza e del suo cerchio magico hanno aggravato la situazione, rendendola quanto mai nebulosa.
Del tutto normale, perché il livello politico della sua maggioranza, della sua lista e del suo cerchio magico non ha la caratura adatta anche per questo semplice tipo di politica locale, ma si dovrebbe chiarire che tipo di sessualità politica ha il sindaco, partitica o civica, facendo chiarezza anche su chi frequenta.
Firrincieli è andato a ruota libera, ha parlato della riflessione di Vitale come di un “fallo di reazione comunicativo” del sindaco, ha liquidato Direzione Ragusa come movimento civetta, ha citato i numerosi obbligati passaggi in consiglio comunale che renderanno impervio quanto mai il percorso finale del secondo mandato di Cassì.
A margine dei fatti di politica locale meritano di essere citate due amenità che sono uscite fuori in questi giorni, l’on.le Ismaele La Vardera, leader di Controcorrente, e il vertice del Movimento 5 Stelle siciliano non hanno escluso, separatamente, l’ipotesi di una loro candidatura alla Presidenza della Regione.
Due entità minori, in Sicilia il Movimento 5 Stelle lo è, secondarie, senza nemmeno un passaggio con i partiti dell’area progressista riformista, del centro sinistra, avanzano ipotesi destinate solo a diventare virali.
La politica in Sicilia è più bella appunto per queste uscite.
