All’improvviso, fari puntati sul litorale da Randello a Passo Marinaro

Non è dato sapere se si tratta di una coincidenza o sono gli interessi, del tutto legittimi, di residenti e di ambientalisti a portare alla ribalta, nello stesso momento, a stagione iniziata, i problemi di sempre del tratto di costa del Comune di Ragusa, che va dai Canalotti di Punta Braccetto fino a Passo Marinaro, là dove c’è l’inusuale, da oltre 50 anni, sbarramento di pietre che segna il confine con la spiaggia del Club Mediterranee.
Territorio quasi del tutto incontaminato, che soffre, ogni anno, i disagi di un sovraffollamento fatto di autovetture e camper che sostano su aree demaniali interdette all’accesso veicolare e, in qualche caso, arrivano fino in spiaggia.
Prima l’annuncio di una conferenza stampa del gruppo 5 Stelle al Comune, con l’anticipazione di un video, realizzato dai residenti del promontorio di Randello e di Passo Marinaro, poi l’intervista all’assessore del Comune di Ragusa, delegata per le frazioni e le contrade, Eugenia Spata, da parte di una emittente televisiva, a seguire l’intervento sui social del Comitato Randello Libera, comitato che si distinse nella lotta alla concessione all’allora Resort Donnafugata di un tratto della spiaggia di Randello, in corrispondenza dell’area della Forestale che allora si mostrò di larghissima mano nell’accogliere all’interno dell’area forestale autobar, vetture elettriche che si ricaricavano alle prese degli uffici pubblici, vetture di privati che circolavano liberamente all’interno dell’area demaniale, e tutte le strutture sulla spiaggia, sedie, sdraio, ombrelloni e quanto poteva servire per i clienti del resort, desiderosi di godere della sabbia e del sole del nostro litorale, in maniera del tutto esclusiva e riservata.
Tutti i protagonisti citati, compresi la stampa e l’amministrazione comunale, hanno la grave colpa di interessarsi di queste zone solo in estate, addirittura, come quest’anno, a stagione iniziata.
Invero, i residenti lamentano il mancato ascolto da parte delle istituzioni e dei politici, ai quali pur sempre si devono rivolgere, le amministrazioni sono sorde alle istanze, al tempo del sindaco Piccitto c’era Sonia Migliore che aveva abbracciato la causa di questi territori, oggi tenta di farlo il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Sergio Firrincieli.
Allora come ora, sono gli elementi di spicco delle opposizioni a essere contattati e a cercare di risolvere le problematiche, ma siamo convinti che cambierà poco, non anche questa volta.
Non per incapacità dei politici, dall’assessore ai consiglieri comunali, quanto per la totale indifferenza delle amministrazioni che, peraltro, si devono addentrare in un farwest di competenze, normative, interessi privati da far rabbrividire, il tutto per circa 40 giorni, dopo i quali questo lembo del territorio comunale torna alla sua paradisiaca tranquillità.
Troppe preoccupazioni, somme consistenti che si dovrebbero impegnare, necessità di interdire ampie zone alla circolazione dei mezzi, per evitare che si creino abnormi parcheggi in zone vietate, rischio di determinare malcontento a fronte delle esigenze di pochi residenti che, peraltro, in molti casi, non sono nemmeno residenti del nostro comune, quindi non iscritti nelle liste elettorali della città di Ragusa.
Appunto un farwest, dicevamo, con terreni privati adibiti a parcheggio, affittati al Comune che paga in ritardo o non paga, ordinanze per vietare l’accesso alle zone demaniali, alle quali, però si accede da aree private, residenti che godono, in maniera del tutto legittima, dell’accesso alle proprie case, non abusive, in ogni caso sanate nel corso degli anni grazie alle diverse sanatorie edilizie, stradine strettissime di accesso alle spiagge intasate, nei giorni caldi dell’estate, da una invasione di auto che parcheggiano nonostante i divieti, ordinanze che dovrebbero prevedere l’installazione di cancelli o sbarramenti per interdire la circolazione, inesistenti o perennemente lasciati aperti.
Ma su tutto regna il santuario della colpevole inefficienza delle amministrazioni, passate e presenti: alle Porte di Passo Marinaro, villaggio confinante con il Club Mediterranee, tratto di costa dove insistono i lidi di un villaggio turistico dell’interno, uno privato e un altro dell’associazione dei residenti, con stranezze del tipo che la proprietà privata del suolo arriva fino a i 5 metri dal mare, con il risultato che c’è un tratto di spiaggia privata, che deve consentire l’accesso al mare e, pare, sia pulita dal servizio comunale.
Capirci qualcosa è, veramente, impresa ardua, da coraggiosi, dicevamo del santuario dell’inefficienza: ci sono le strutture abusive di un villaggio turistico che si stava per costruire, c’è il decreto di demolizione, il Comune dovrebbe farlo, da anni, dovrebbe provvedere in danno dei proprietari, ma essendo la ditta in fallimento difficilmente potrebbe recuperare le somme, oltre 500.000 euro, per cui ci teniamo gli scheletri delle costruzioni, facendo gli indifferenti.
E indifferenza c’è per tutta questa parte di litorale: dai Canalotti di Punta Braccetto, il cui accesso era stato interdetto, alla periferia di Punta Braccetto, consentito ai mezzi degli aventi diritto e ai residenti, forze dell’ordine e servizi di emergenza, da un varco interno, regolamentato da un’ultima ordinanza del sindaco di Ragusa ma puntualmente aperto, tanto che all’ingresso della spiaggia di Randello c’è abbondanza di vetture parcheggiate, mentre la passerella realizzata dagli ambientalisti è a rischio di crollo e non si interviene se non per transennarne il percorso.
All’altro estremo della spiaggia di Randello, l’omonimo villaggio, in contrada Machialonga, con il meraviglioso promontorio, a rischio crollo, malamente transennato, luogo naturale di parcheggio, per vetture e camper, un’area demaniale, area SIC, che dovrebbe avere un accesso riservato solo ai mezzi dei residenti che devono, in ogni caso, parcheggiare all’interno della proprietà. Non si tratterebbe, infatti di vie pubbliche ma di aree demaniali che consentono solo il passaggio per accedere alle proprietà legittime dei residenti.
Sulla strada di accesso al promontorio e al villaggio ci sarebbe il parcheggio, ma non è attivato, c’è chi dice che il Comune dimentica a provvedere all’affitto, come stiano effettivamente le cose è difficile da capire.
Si va, poi, a Passo Marinaro, villaggio coronato da una strada ad anello su cui è istituito il senso unico, per permettere agevole ingresso e uscita, ma non esiste segnaletica, non esistono controlli per la sosta selvaggia, per le vetture che non rispettano il senso unico, per gli eccessi di velocità, non c’è nemmeno uno sbarramento per evitare che le vetture arrivino alla spiaggia e lascino le vetture in sosta.
Anche in questo caso c’è un’area da destinare a parcheggio, ma fino a quando il Comune non definisce l’affitto, non installa la dovuta segnaletica e non effettua controlli giornalieri, il caos la fa da padrone.
Nei giorni caldissimi dell’estate tutte queste zone diventano dominio dei vacanzieri più spregiudicati per i quali il bagno a mare in località amena ed apparentemente esclusiva vien prima di divieti di ogni genere.
Il tutto in area SIC e anche area archeologica.
Servirebbe una amministrazione con gli attributi, che operi le scelte nell’interesse della comunità, ma nel pieno rispetto della legge e dei diritti acquisiti di proprietari e residenti.
Se queste zone diventano meta di bagnanti in esubero rispetto alle potenzialità dei luoghi, si deve interdire l’accesso e la sosta selvaggia, si deve provvedere a fornire i servizi essenziali, parcheggi, punto acqua, docce, postazione per la polizia locale che se va in zona non ha nemmeno dove lavarsi le mani, servono bagni chimici attrezzati, altrimenti si rende la zona interdetta alla pubblica fruizione e chi vuole raggiunge la spiaggia a piedi, come si va sui versanti dell’Etna.
Nei giorni di pienone, come all’ingresso della forestale di Randello, nonostante le aree di parcheggio, la gente lascia la auto sulla provinciale, anche a distanza adi chilometri.
In ogni caso queste aree non possono essere stuprate, anche solo per pochi giorni all’anno e chi amministra deve trovare valide soluzioni per ridurre al minimo i disagi.

Questo quadro, di certo non esaustivo, ma che fa il punto su tutto il litorale occidentale del territorio comunale, si deve all’invito per un sopralluogo avuto dal capogruppo 5 Stelle Firrincieli che era stato sollecitato da alcuni residenti a verificare le criticità delle zone interessate e che, appunto, ha preannunciato, per il prossimo martedì una conferenza stampa, nell’aula consiliare di palazzo dell’Aquila, per presentare il quadro della situazione alla luce di questo inizio di stagione.

Ultimi Articoli