“Almeno si conoscano i numeri”, rilanciano Sergio Firrincieli e Antonio Tringali

Il Presidente del Consiglio, a nome anche dell’amministrazione comunale e della maggioranza consiliare, non accetta nessuna forma di collaborazione dai consiglieri comunali, nella fase di emergenza sanitaria, né alcun coinvolgimento nelle procedure di assistenza ai nuovi bisognosi.
Ne prende atto il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Firrincieli, che, questa volta affiancato da Antonio Tringali, chiede di conoscere, almeno, i numeri degli interventi e delle somme a disposizione dedicate.

Potrebbe sembrare un rilancio per avere delle risposte concrete, potrebbe apparire prematuro chiedere i primi consuntivi che, di certo, saranno portati a conoscenza dell’opinione pubblica, si chiede, di certo, un impegno gravoso per una macchina amministrativa che ha avuto difficoltà anche per mettere fuori un elenco degli esercizi commerciali abilitati ad accettare i buoni spesa.
Ma, in fondo, non dovrebbe essere assai complicato far sapere quante famiglie, e per quante persone in totale, hanno richiesto gli aiuti alimentari, quali altre richieste sono pervenute ai servizi sociali.
Sono numeri che, prima o dopo, dovrebbero venir fuori, negarli, anche ora agli istanti del Movimento 5 Stelle, significherebbe una ennesima chiusura totale che, di certo, non deporrebbe bene.
Firrincieli e Tringali, del resto, interpretano il sentire comune, da più giorni si cerca di capire quale sia la platea di nuovi bisognosi, quali siano le istanze, quali i bisogni, non solo alimentari.
Quanti buoni spesa sono stati stampati? quanti messi in circolazione? quanto è stato utilizzato del fondo di 538.000 euro dello Stato, dedicato agli aiuti alimentari? a quanto ammontano le donazioni incanalate sul conto corrente dedicato?
Ma non si fermano a questo, chiedono quali saranno le strategie per la quota dei 4 miliardi e 300 milioni dello Stato, ancorché anticipazione della quota di maggio del FSC.
Forse consapevoli della natura prevalentemente propagandistica degli annunci del Presidente della Regione, nulla chiedono sui fondi annunciati da quest’ultimo e del loro possibile utilizzo.
Nella nota inviata alla stampa, Firrincieli e Tringali utilizzano qualche parola in maniera inopportuna, forse dovuta al profumo di mpanate e turciniuna che comincia ad aleggiare in casa, parlano di trasparenza e di una questione gestita in famiglia, parole del tutto fuori luogo trattandosi che a gestire e a coordinare la cosa c’è gente come il sindaco Cassì o gli assessori Iacono e Rabito, piuttosto dovrebbero prendersela con quella comunicazione che, purtroppo, anche a livelli molto più alti, di Presidenza del Consiglio, è gestita male e affidata a soggetti inadeguati.
Nell’occasione, Tringali e Firrincieli ricordano che, come ha sostenuto il Sindaco, l’attività amministrativa, e quindi anche politica, non si deve fermare, e allora, se gli uffici sono aperti, perché non arrivano le risposte alle interrogazioni?
Il riferimento è alle mancate risposte sulle interrogazioni inerenti i fondi della tassa di soggiorno, ma, a proposito dell’attività che non si deve fermare, non si comprende perché i 5 Stelle non si fanno promotori di richieste, secondo regolamento, per la convocazione di commissioni, di consigli comunali, anche ricorrendo all’installazione di impianti che permettano la gestione telematica delle sedute.
Considerato che l’isolamento andrà avanti ancora per un mese, almeno, non sarebbe desueto cominciare a pensare a nuove forme di organizzazione dell’attività politica e amministrativa.

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