Altre polemiche si aggiungono a quelle per l’approvazione del Bilancio “frutto di accordi” non trasparenti

La deriva sulla quale è incanalata l’attività dell’amministrazione è diventata del tutto discutibile, per non usare altri termini, bene farebbe il Sindaco ad assumere il controllo della comunicazione e delle iniziative dei suoi alleati e collaboratori.
Oggi, la consigliera Criscione ci ha consegnato, fra tante altre cose, la conferma che il Bilancio è stato approvato previo “accordi”, non meglio specificati, con chi? riguardanti che cosa? accordi per la gestione della cosa pubblica che sarebbe stato opportuno rendere trasparenti prima della loro adozione,
L’esistenza di accordi malcelata dall’approvazione “strana” di alcuni emendamenti di un esponente delle opposizioni era comprensibile anche dai soggetti con meno dimestichezza di politica.
Peraltro, approvate misure strane, come quella del ricorso, per la sicurezza cittadina, alla polizia privata, forse irrealizzabile secondo le leggi italiane.
Altro punto controverso, che ha subito sollevato perplessità, soprattutto dopo la bocciatura, nel 2024, di uguali emendamenti, peraltro di somme consistenti in un decimo di quelle approviate quest’anno dai consiglieri che sostengono l’amministrazione con l’aiuto del “soccorso medico”.
Che ci potevano essere stati degli accordi si rilevava dal fatto che, per il bilancio di previsione 2025 vennero bocciati due emendamenti della consigliera Caruso finalizzati a erogare 500 euro alle Consulte Femminile e Giovanile.
Fu detto che non si riteneva opportuno appostare una dotazione, sia pur minima, per le Consulte, ripromettendosi l’amministrazione di rispondere alle istanze varie, nel corso dell’anno.
Quest’anno emendamento del consigliere di Fratelli d’Italia, sollecitato dai giovani del partito, dei quali uno Presidente della Consulta Giovanile, per assegnare la somma di 5.000 euro alla detta Consulta per le spese correnti.
Del tutto legittime la richiesta e l’approvazione dell’emendamento, ma, di fatto, innescata una grave discriminazione nei confronti delle altre Consulte per le quali gli amministratori e gli assessori non hanno nemmeno speso una parola per ripromettersi di mettere su un piano paritario tutte le Consulte.
Evidentemente, i giovani di Fratelli d’Italia e lo stesso consigliere, giudicano di serie B le altre Consulte, privilegiando solo quella Giovanile.

Del tutto legittima la reazione della Presidente della Consulta Femminile che ha inviato una nota al Sindaco, alla Giunta Comunale, al Presidente e alle Consigliere e ai Consiglieri del Consiglio Comunale, ma non alla stampa, dobbiamo rilevare, per la evidente discriminazione subita, assieme alla Consulta per le Disabilità.

Non è assolutamente necessario alcun commento per l’iniziativa della Presidente Miceli che conferma solo il periodo buoi dell’amministrazione Cassì, prevalentemente per responsabilità di tutto l’entourage del Sindaco che si espone, ormai correntemente, a scivoloni epocali.

Questa la nota in oggetto:

Al Signor Sindaco
Alla Giunta Comunale
Al Presidente e alle Consigliere e ai Consiglieri del Consiglio Comunale
Comune di Ragusa

Oggetto: Richiesta di riesame dell’assegnazione delle risorse alle Consulte comunali.

Egregio Signor Sindaco,
Gentili Componenti della Giunta Comunale,
Gentile Presidente
Gentili Consigliere e Consiglieri,

in qualità di Presidente della Consulta Femminile del Comune di Ragusa, desidero esprimere con grande rammarico e forte disappunto quanto emerso nella recente fase di approvazione del bilancio comunale: l’assegnazione di 5.000 euro alla Consulta Giovanile e la contestuale assenza di qualsiasi voce di risorse dedicate alla Consulta Femminile e alla Consulta della Disabilità.
Pur non conoscendo nello specifico le attività della Consulta della Disabilità, è indiscutibile — e ampiamente riconosciuto — il lavoro costante, gratuito e qualificato svolto dalla Consulta Femminile.
Un lavoro di carattere culturale, sociale e civico, volto alla crescita dell’intera comunità ragusana, che ha portato valore, idee e progettualità nei principali momenti della vita pubblica cittadina.
Alla luce di ciò, considero inaccettabile che nel bilancio comunale non venga previsto alcun sostegno economico per la nostra Consulta, il cui operato è da anni un punto di riferimento per la promozione delle pari opportunità, della cittadinanza attiva e di una cultura democratica diffusa.
Un’Amministrazione comunale ha il dovere di agire con equilibrio e visione, garantendo un trattamento equo agli organismi consultivi che rappresentano la cittadinanza e che lavorano senza alcuna retribuzione, investendo tempo e competenze al servizio della collettività.
Desidero inoltre rivolgere un passaggio specifico alle forze politiche rappresentate in Consiglio comunale.
A ciascun gruppo, di maggioranza e di opposizione, spetta la responsabilità di mantenere lo sguardo alto, all’altezza dei bisogni della città e dei valori democratici che dovrebbero guidare l’azione politica.
Purtroppo, nella scelta compiuta non si ravvisa quella visione ampia e lungimirante che ci si aspetterebbe da chi rappresenta la comunità: una scelta che appare miope, incapace di guardare oltre il breve raggio e di riconoscere il concreto contributo che alcune Consulte, come la nostra, garantiscono con dedizione quotidiana.
È doveroso che la politica sappia vedere oltre il proprio immediato orizzonte e riconosca il valore reale di ciò che genera crescita e partecipazione.
Non posso tuttavia non rilevare come questa scelta di bilancio finisca, nei fatti, per trasmettere un messaggio politico preciso: che il lavoro delle donne e degli organismi che le rappresentano possa essere considerato meno rilevante, meno urgente, meno degno di investimento.
Le scelte di bilancio non sono mai neutrali: raccontano una visione e definiscono le priorità di chi governa. In questo senso, l’assenza di risorse per la Consulta Femminile rischia di essere letta come l’ennesima conferma di una gerarchia implicita, nella quale il lavoro delle donne e il valore delle politiche di genere vengono considerati marginali.
Mi auguro che questa lettura venga smentita dai fatti attraverso un ripensamento responsabile e coerente con i principi che le forze politiche dichiarano di voler rappresentare.
Per questi motivi chiedo con fermezza e spirito collaborativo un riesame, nelle forme e nei tempi possibili, della scelta operata, affinché siano previste risorse anche per la Consulta Femminile, nella misura necessaria a sostenere le attività già in corso e a permetterci di ampliare il nostro contributo alla città.
Non chiediamo privilegi: chiediamo equità, riconoscimento e rispetto per un lavoro svolto nell’interesse della collettività.
Resto a disposizione, come sempre, per un confronto costruttivo, certa che una città che vuole crescere debba valorizzare — e non penalizzare — chi ogni giorno opera per promuovere diritti, consapevolezza e partecipazione.

Cordiali saluti.
Gianna Miceli
Presidente della Consulta Femminile del Comune di Ragusa

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