Non poteva mancare l’intervento del Comitato Civico Articolo 32 sulla questione della carenza di mezzi sostitutivi per le postazioni del 118 che vedono mancare l’ambulanza anche per più giorni.
Di fatto, una interruzione del servizio, che avviene secondo precise regole, procedure e criteri della società che gestisce il 118, che, talvolta, lasciano spazio a riserve sulle scelte adottate.
Un problema non da poco ma, secondo noi, difficilmente risolvibile, a meno di non dotare ogni postazione di mezzo sostitutivo, in pratica un raddoppio tout court del parco ambulanze.
Ma la coperta potrebbe essere talvolta corta anche con una soluzione di questo tipo, l‘emergenza di un fermo del mezzo può essere sempre dietro la porta, si comprende, peraltro, come una concomitanza di richieste di soccorso può soffrire di ritardi nell’intervento, peraltro non prevedibili in presenza di casi più o meno gravi.
Certo, una soluzione per mettere una grossa pezza ci sarebbe, la Regione non avrebbe problemi per il raddoppio delle ambulanze, pensando a quanto spende per operazioni culturali turistiche dal dubbio esito e dalle procedure oscure.
Anche i Comuni potrebbero dirottare parte dei fondi per gli eventi e destinarli all’acquisto di una o più ambulanze, naturalmente in linea con le disponibilità di personale. Pensare a quanto spende il Comune di Ragusa per eventi, troverebbe una soluzione senza azzerare l’effimero.
Ma questi tasti non li tocca nemmeno il presidente del Comitato Civico Articolo 32, nella sua nota finalizzata solo a far sentire la voce del comitato, con una punta di demagogia che non guasta.
Non propone soluzioni, se non la timida proposta dell’utilizzo di ambulanze dell’esercito, come in passato avevano fatto auspicando l’impiego, anche se temporaneo, di medici militari.
E questa proposta ci stuzzica ed è in linea con nostre numerose speranze in tal senso: esercito nelle città per la sicurezza e l’ordine pubblico, esercito sulle strade extraurbane per la sicurezza stradale, medici militari per sopperire alle carenze di personale, ambulanze militari sostitutive.
In pratica uno stato di polizia per far fronte alle evidenti criticità del sistema, ma, a sinistra, sarebbero d’accordo per simili condizioni? Per un giro di vite così forte?
Peraltro, nella nota del dr Gugliotta, manca un attacco diretto alle conclamate inefficienze dell’assessore regionale alla sanità, mancano denunce circostanziate su tante emergenze della sanità locale, Palermo-dipendenti, mancano, soprattutto, esortazioni alle varie componenti politiche di intervenire pesantemente sulla materia uscendo dal silenzio connivente.
