Amministrazione ondivaga nei confronti delle imprese edilizie

Situazioni surreali create dall’assessorato ai lavori pubblici, paradossali perché disorientano i cittadini che si trovano davanti a scelte contraddittorie.
Rigida l’amministrazione in tema di consumo zero, tanto da bocciare la richiesta di aumento delle unità immobiliari di una cooperativa edilizia, più rigida nel tentare di affermare la creazione del parco urbano rinunciando ad un programma di edilizia commerciale, peraltro dovuto nella sua approvazione, di alto livello per la città, in grado di influenzare i livelli occupazionali, sia per la costruzione del complesso come pure per i posti di lavoro offerti dalle varie iniziative commerciali.
Tanto attenti all’ambiente, tanto all’urbanistica, peraltro dimenticata nei quattro anni di amministrazione, rigidi con la categoria dei costruttori, ma non sempre perché, stranamente disponibili ad alleggerire la norma che prevede il riciclo delle acque grigie per le cassette di scarico, come più volte sollecitato dai costruttori che hanno sempre maldigerito queste norme del 2015 per il contenimento della risorsa idrica, che ha comportato una lievitazione die costi degli impianti, anche per le ristrutturazioni edilizie.
Ma cosa è cambiato nell’atteggiamento dell’amministrazione? Cosa ha fatto cambiare opinione sulla questione?
E questi tentativi di cambiare le cose avvengono nel chiuso delle stanze, senza comunicazioni all’esterno, mentre se si cambia la grata di un tombino c’è il comunicato per dire chi si è aggiudicato il lavoro, con quale ribasso etc etc.
Dell’ultimo tentativo di variare da obbligo a consiglio la norma di utilizzo delle acque grigie per le cassette di scarico delle costruzioni, ne abbiamo notizia da una nota del vicepresidente del Circolo ‘Il Carrubo’ di Legambiente Ragusa, il dr Claudio Conti, diretta al Sindaco di Ragusa, che pubblichiamo appresso integralmente:

Al Signor Sindaco di Ragusa
Oggetto: art. 63 ex 123 del regolamento edilizio sul risparmio idrico

Il 2022, ad oggi, è l’anno più caldo dall’inizio del 1800 con una diminuzione delle piogge al sud del 40% con conseguente grave difficoltà di approvvigionamento idrico-potabile.
Anche il comune di Ragusa è sotto stress idrico già da qualche anno a causa anche dell’abbassamento della falda freatica e negli anni a venire la situazione sicuramente non migliorerà.
Addirittura, questo, secondo diversi scienziati, potrebbe essere il più fresco dei prossimi trent’anni.
In questo quadro ambientale per nulla allegro la proposta del comune di Ragusa di rendere da obbligatorio a consigliato l’uso di acque grigie per le cassette di scarico dei water suona come una beffa.
Ma, soprattutto, risulta contraddittorio visto che il comune di Ragusa con delibera consiliare del 12/11/2015 l’aveva già reso obbligatorio sulla base di previsioni che si sono puntualmente verificate.
Tanto che anche la regione siciliana con delibera del 22/4/2022, mutuando le proprie linee guida dal regolamento edilizio del comune di Ragusa, ha reso obbligatorio l’uso delle acque grigie per le cassette di scarico a tutti i comuni siciliani.
Ora, con la situazione idrico potabile in peggioramento, il comune di Ragusa, che è stato il primo meritoriamente ad introdurre questa norma, torna indietro. Assolutamente da evitare.
Se ci sono eventuali difficoltà economiche per il costo elevato dell’intervento, queste si possono risolvere con un intervento del comune di Ragusa concedendo sconti in fase di pagamento degli oneri concessori per le nuove costruzioni o trovando soluzioni nella riduzione temporanea di tributi locali, come ad esempio il canone idrico, nel caso delle ristrutturazioni edilizie.
La invitiamo pertanto a non modificare l’art. 65 del regolamento edilizio lasciando l’obbligatorietà dell’uso delle acque grigie nelle cassette di scarico. Non ce lo possiamo permettere. Lo dobbiamo a tutti i cittadini ma soprattutto ai nostri figli e nipoti.
Cogliamo l’occasione per invitarla a porre in campo tutti gli sforzi per recuperare le acque reflue depurate che oggi finiscono a mare per utilizzarle in agricoltura oppure per reimmetterle in falda per frenare l’avanzata del cuneo salino.

Ragusa 08/08/2022

Il Vicepresidente

Dott. Claudio Conti

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