L’annuncio era chiaro: il sottosegretario alla Sanità dell’attuale governo Gentiloni, viene a Ragusa per conoscere la struttura del nuovo ospedale di contrada Cisternazzi, dopo una breve visita al Civile di Ragusa.
Di contorno gli incontri all’Istituto Zooprofilattico e all’Ordine dei Medici.
Naturale che fosse accompagnato, soprattutto per le visite negli ospedali, dal Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria e dall’on.le Dipasquale, parlamentare di Ragusa oltre che referente renziano della provincia e segnatamente del sottosegretario Faraone.
Considerati i recenti ostentati buoni rapporti, del tutto legittima la presenza dell’on.le DiGiacomo, Presidente della Commissione Sanità all’ARS, auspicabile sarebbe stata quella dell’Assessore Regionale alla Sanità, nella qualità di vero decisore delle sorti della Sanità in tutto il territorio siciliano.
Tutto il resto presenze protocollari, molte delle quali non ci sono state, con abbondanza di galoppini sgomitanti per apparire nelle foto ufficiali.
Prevista la presenza di S.E. Il Prefetto di Ragusa, c’era anche la senatrice Padua, mancavano i parlamentari nazionali e regionali, il senatore Mauro, l’on.le Minardo, gli onorevoli Assenza, Ferreri e Ragusa.
La visita principale, la più attesa, la più giustificata, è diventata tappa di un tour pesantissimo, al quale, bisogna dare atto il sottosegretario Davide Faraone si è sottoposto di buon grado, che per i rispettivi tempi limitatissimi, sarà servito solo di passerella per i diversi politici che hanno fatto a gara con sollecitazioni di ogni tipo, comunque legittime per l’autorevolezza politica dell’ospite e per il ruolo importante rivestito, ma che resteranno, per buona parte raccomandazioni verbali ancorché enfatizzate negli immancabili comunicati stampa.
La sanità è gestita a livello regionale, subordinata alle regole del Ministero Nazionale, immersa nella esagerata politicizzazione, rovinata dalla guerra attuale fra le correnti del Partito Democratico che governa a Roma e a Palermo.
A Roma il Ministro appartiene all’NCD di Alfano, di cui non si conosce il futuro come alleato di governo e anche come partito, il sottosegretario è il plenipotenziario di Renzi in Sicilia, dal futuro incerto la sua posizione di corrente sullo scenario politico nazionale, sulla scia del calo di consensi, anche interno al partito, del leader, affidata alle prossime elezioni regionali la sopravvivenza politica della corrente renziana nell’isola.
Fino ad ottobre la sanità in Sicilia dipende dalle scelte di Crocetta e dell’Assessore Gucciardi, inevitabilmente legata alle faccende elettorali.
Uno scenario complesso che non è in grado di offrire risposte alla collettività, come risposte, si pensa non abbia potuto dare il sottosegretario nella sua lunga visita sul territorio.
Per il suo ruolo una visita quasi dovuta, naturale il ruolo di accompagnatore di Dipasquale, per tutti gli altri solo passerella.
Ognuno ha cercato di ritagliarsi il suo spazio: ha iniziato, cogliendo tutti di sorpresa per il tentativo di rovinare la festa a Dipasquale, l’on.le Digiacomo che ha tuonato: senza i malati dentro i letti, non ci potrà essere inaugurazione del nosocomio, “è bene precisare che non consentiremo a nessuno di speculare sulla pelle dei cittadini. Non sarà dato modo a chi vuole approfittare della campagna elettorale per le regionali di farsi pubblicità con un fantomatico quanto inutile taglio del nastro da effettuare con i lavori ancora in corso. Se inaugurazione deve esserci, ci sarà quando il presidio sarà realmente e totalmente operativo: con i pazienti all’interno”.
Resta da comprendere perché, un giorno fu inaugurato un aeroporto senza aerei, mentre oggi sono essenziali i malati per inaugurare l’opsedale.
Il sottosegretario Faraone, puntuale, è arrivato al Civile, per una visita dalle motivazioni arcane, per una struttura che fra meno di 4 mesi dovrebbe essere svuotata.
Subito dopo tappa al nuovo ospedale per rendersi conto della struttura e dei lavori che sono in via di ultimazione.
Nel programma erano previsti la visita all’Istituto Zooprofilattico, al Busacca di Scicli e all’Ordine dei Medici, la disponibilità dell’illustre ospite ha consentito la puntata non prevista al Maggiore di Modica.
Necessariamente accantonata ogni ipotesi di visita alle strutture dell’ipparino.
Al momento in cui scriviamo non ci sono esiti ufficiali della visita, né dichiarazioni del sottosegretario, del Direttore Generale come pure dell’on.le Dipasquale.
Gli altri hanno sfornato comunicati come fossero stati protagonisti della visita.
La senatrice Padua avrebbe ricevuto assicurazioni dal sottosegretario circa l’apertura, al Busacca di Scicli, di un centro sul disturbo dello spettro autistico, e sull’interessamento per avviare la creazione dello ‘spoke’ negli ospedali di Modica-Scicli, dicendosi convinta che lo stesso si attiverà per dare risposte alla Sanità del nostro territorio.
Per gli impegni presi dall’on.le Faraone, dopo la sua visita al Maggiore di Modica, inizialmente non prevista, plauso ha espresso il Partito Democratico di Modica, per l’ascolto dato alle necessità di potenziamento delle strutture del bacino modicano.
Anche il primo cittadino di Scicli ha ribadito richieste per il potenziamento dell’ospedale di Scicli: la conferma della Riabilitazione Specialistica in convenzione con il Bonino Puleio, il suo ampliamento allo spettro autistico, il potenziamento degli ambulatori esistenti, la medicalizzazione dell’ambulanza e il ripristino del Reparto di chirurgia in day surgery.
L’on.le Minardo ha voluto ricordare al membro del governo nazionale, che gode del sostegno del suo partito, l’impegno del Ministro Lorenzin per equiparare l’opsedale di Modica alle altre strutture del territorio ed essere annoverato come spoke, dicendosi certo della sua attenzione per le istanze della città della Contea.
Del momento centrale della visita, quello più atteso, al nuovo ospedale di Ragusa, poche novità, ancora massima riservatezza sulla data di inaugurazione.
