Anche Orazio Ragusa invoca la rimozione del Direttore Generale dell’ASP

L’on.le Orazio Ragusa ha protestato, nella mattinata di lunedì 10 luglio, davanti allo ingresso laterale del Civile, per invocare le dimissioni del Direttore Aricò, dal momento che la collettività  iblea avrebbe perso ogni fiducia nei suoi confronti, chiedendo la rimozione prima che lo sfascio della sanità  locale possa produrre danni irrimediabili.
“Sono qui stamattina per prendere una posizione chiara. Dico no ed esprimo la mia contrarietà  a questo modo di gestire la sanità  iblea e, in particolare, l’Azienda sanitaria provinciale.
Assieme a Ragusa, anche alcuni militanti dei Centristi per la Sicilia, a cominciare dal coordinatore provinciale, Pinuccio Lavima.
“Quanto sta facendo il manager Aricò –  ha spiegato l’on. Ragusa – non rientra in quelli che sono i canoni della cultura della nostra popolazione.
Siamo un popolo laborioso, che sa organizzare e razionalizzare. Qui, invece, non c’è più organizzazione e neppure razionalizzazione. La sanità iblea si trova a cavallo tra due mondi.
Non c’è ancora l’ospedale che doveva aprire mentre in quelli vecchi la smobilitazione era già  stata avviata e, adesso, non si capisce più niente.
Chi va a ricoverarsi al Civile di Ragusa è trasferito a Vittoria, chi si ricovera al Paternò Arezzo di Ragusa è portato a Modica. Non è giusto, poi, che le nostre mamme siano costrette a partorire a Catania.
Nei Pronto soccorso, altresì, c’è una fila enorme oltre che una disorganizzazione totale.
C’è carenza di ogni genere sul piano organizzativo per non parlare del dissenso ormai diffuso, nei confronti del direttore generale, tra gli addetti ai lavori e tra i pazienti.
Ecco perché ritengo che l’ attuale manager debba prendere atto di tutto ciò e andarsene via subito dalla nostra provincia.
Faccio, altresì, un appello al presidente della Regione e all’assessore Baldo Gucciardi affinché prendano posizione nelle prossime ore.
Non possiamo attendere sino a metà agosto, quando Aricò è previsto sia trasferito, per così dire, d’ufficio. C’è bisogno che questa situazione si risolva subito. Adesso.

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