Anche per la classifica Ecosistema Urbano, il consueto teatrino di comunicati, arrivano i lumi chiesti dal sindaco

Come per il calcio o per i risultati delle elezioni, nessuno ha perso, ma una classifica si prende per quello che è, con i relativi giudizi.
Il Sindaco Cassì si è premurato a commentare il 97° posto nella graduatoria dell’Ecosistema Urbano, pubblicata dal Sole 24 ore e stilata da Legambiente e Ambiente Italia.
Non certo un sindaco con il capo cosparso di cenere, come è nello stile di questa amministrazione che deve cadere sempre in piedi.
Allora Cassì ci dice che la fotografi del capoluogo è “sfaccettata e a tratti sfocata”, il posto in classifica non è un buon dato ma induce solo a fare una analisi nel dettaglio.
La cosa più di sollazzo e che i consiglieri comunali, solerti nel condividere sui social ogni verbo del sindaco, questa volta tacciono, ennesimo segnale della caratura di alcuni soggetti.
Naturalmente, il sindaco evidenzia la posizione per le politiche sui rifiuti, interpreta all’inverso, come leggeremo nella nota di Legambiente, i dati sul consumo del suolo, anche chi scrive considera un non senso quest’ultima valutazione, l’apice si raggiunge nel disperato tentativo di non ammettere il fallimento delle politiche sul trasporto pubblico, per il quale c’è un solo responsabile che, però, non va toccato, considera da analizzare bene i dati sulla qualità dell’aria e si ripromette di chiedere lumi.

E i lumi arrivarono, Legambiente, Circolo ‘Il Carrubo’ di Ragusa inoltra i chiarimenti richiesti, ci “legge” la classifica, questa la nota che pubblichiamo integralmente:

L’ecosistema urbano di Legambiente : i chiarimenti richiesti
Sono 28 anni che Legambiente insieme al Sole24Ore pubblica l’indagine Ecosistema Urbano sulle città capoluogo di provincia, non già per stilare una classifica fra buoni e cattivi come l’hanno intesa tanti sindaci che si sono trovati nelle ultime posizioni, ma per fotografare la situazione ambientale urbana e dare elementi per il miglioramento.
I dati però vanno letti e analizzati correttamente, ma soprattutto comunicati correttamente e non come per l’ecosistema 2020 e 2019 con dati del Comune di Ragusa frutto di un copia e incolla.
Se è vero che nel settore rifiuti, parametro raccolta differenziata , la situazione è di molto migliorata, lo stesso non si può dire del consumo di suolo nel 2020 per il quale la città è al 2° posto in Italia dopo Brindisi con 527,81 mq/ab e al 19° per incremento procapite 2020/2019 con 1,04 mq/ab/anno ( dati ISPRA e ISTAT ).
Il 2° posto è un risultato pessimo e non buono.
Così come in costante aumento è il numero di automobili circolanti mentre non riesce a decollare, ma il dato è molto basso da sempre, il trasporto pubblico.
E’ vero che la qualità dell’aria a Ragusa è stata in genere buona in passato , ma quest’anno non sono stati comunicati i dati delle centraline di rilevamento atmosferico, non si sa perché, forse perché non funzionanti o per mancato rilevamento dei dati.
Ottimo risultato, se fosse confermato, il consumo idrico sceso del 25% in un anno ma preoccupa la dispersione aumentata del 3% rispetto all’anno precedente e la depurazione scesa da alcuni anni al 96% quando fino al 2016 era del 99%.
Nonostante ciò, la situazione generale è leggermente in miglioramento rispetto al 2020 (100° posto con il punteggio di 29,44) e al 2019 (101° posto con il punteggio di 29,41) ma in peggioramento rispetto al 2018 ( 86° con il punteggio di 42,87 ).
Purtroppo, a Ragusa non esistono da sempre politiche ambientali, se non interventi sporadici e al di fuori di un serio progetto di miglioramento delle prestazioni ambientali.
In questa situazione pensare di accedere ai fondi del PNRR sull’ambiente è velleitario.
A Ragusa non esiste un settore ambiente (le competenze sono distribuite in diversi uffici) , ma solo un settore rifiuti, e non esiste un assessore all’ambiente in quanto la delega è stata trattenuta dal sindaco che di fatto non è in grado seguire le problematiche ambientali.
In queste condizioni dovremmo abituarci a rimanere nelle ultime posizioni della classifica dell’ecosistema urbano imprecando ogni anno contro i cattivi di Legambiente che trattano male la città.
Sembra che a Ragusa nessuno degli amministratori passati e presenti si sia accorto che siamo in pieno cambiamento climatico e che bisogna cambiare radicalmente e profondamente l’approccio alle questioni ambientali facendoli diventare il fulcro sul quale incentrare la macchina organizzativa del comune.
Purtroppo, bisogna constatare che qui non è arrivato neanche il bla bla bla che denunciano i ragazzi di Friday for future alla COP 26 di Glasgow.

Analisi precisa di Legambiente Ragusa che delinea la realtà di una città che, in effetti, fa poco per l’ambiente, poche le isole pedonali, troppe le esitazioni per limitare il traffico veicolare e le vetture parcheggiate in ogni angolo, scarsi i fondi del bilancio dedicati espressamente al verde pubblico e alle politiche energetiche in genere, nulle le agevolazioni per l’acquisto di vetture elettriche.

Dopo i chiarimenti di Legambiente Ragusa è arrivata una nota del Settore V Politiche ambientali del Comune che, in maniera disinvolta, già nel titolo asserisce “che la valutazione sulla qualità dell’aria del rapporto Ecosistema Urbano, di fatto non è aderente alla reale situazione della nostra città”
L’atteggiamento dell’amministrazione ha contagiato anche gli uffici.

Si legge nella nota:

“Sulla “qualità dell’aria” per la quale abbiamo ricevuto 0 punti su 100 e che vale il 20% del totale della valutazione complessiva di Ragusa, si precisa che le due stazioni di monitoraggio della qualità dell’aria presenti nel Comune di Ragusa e site nella Villa Archimede e nel Campo di atletica di Petrulli non hanno raggiunto l’obiettivo della qualità dei dati per quanto concerne la raccolta minima dei dati stessi.
Tale penalizzazione è stata dovuta al fatto che entrambe le stazioni sono state messe in esercizio dall’ARPA Sicilia solo a luglio del 2020.
Per questo motivo il Comune di Ragusa ha potuto comunicare a Legambiente solo i dati del secondo semestre del 2020 che sono risultati quindi insufficienti ai fini della valutazione complessiva.
Il Comune si sta attivando per conoscere il motivo per il quale l’Agenzia Regionale ha messo in esercizio le centraline che sono presenti nel territorio già da diversi anni, solo a luglio del 2020.
Si fa presente che sul sito dell’ARPA Sicilia è comunque possibile visionare i dati relativi alle due centraline comunali che consentono di conoscere in tempo reale come la qualità dell’aria nella nostra città sia da considerare buona.
Da questa verifica emerge come il rapporto Ecosistema urbano 2021 non sia del tutto aderente alla reale situazione della nostra città.”

In po’ come per le telecamere di videosorveglianza, ci sono ma sono spente, ora si chiede all’ARPA “come mai le centraline, presenti nel territorio già da diversi anni, sono state messe in esercizio a luglio 2020.”
L’ennesimo teatrino, ma fino a luglio 2020 a nessuno è venuto in mente di controllare i dati ? non diciamo giornalmente o settimanalmente, ma almeno una volta al mese.
In pratica, abbiamo sparsa ferraglia di vario genere in città, solo per ornamento, cose da non crederci.
Ma ci chiediamo, le classifiche degli anni precedenti come sono state stilate senza centraline di rilevamento?

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