Anche Ragusa dice NO ai botti di Capodanno

di Cesare Pluchino
Ordinanza del Sindaco Federico Piccitto che vieta l’utilizzo di petardi, botti e articoli pirotecnici nei giorni 31 dicembre e 1° gennaio prossimi

Una misura di prevenzione per il rischio derivante dall’utilizzo di materiale pirotecnico in occasione dei festeggiamenti per il Capodanno 2016, quella adottata dal primo cittadino di Ragusa.
L’ordinanza sindacale è la n. 1656 del 29 dicembre, che ordina di non utilizzare prodotti pirotecnici, anche se di libera vendita, nelle piazze e nelle vie limitrofe ad esse del territorio comunale per il periodo 31 dicembre 2015 – 1° gennaio 2016. Le violazioni a quanto disposto saranno punite con la sanzione amministrativa pecuniaria da 50 a 500 euro, ai sensi dell’art. 7 bis del Decreto Lgs 267/2000. All’accertamento della violazione consegue anche la sanzione accessoria amministrativa della confisca degli articoli pirotecnici, pure se legittimamente detenuti, da assicurarsi mediante sequestro cautelare degli stessi.  Qualora il fatto accertato integri gli estremi di una o più illeciti penali, il responsabile sarà deferito alla competente autorità giudiziaria ai sensi dell’art. 347 del Codice di Procedura Penale.
A rafforzare l’intento preventivo in termini di sicurezza, si raccomanda, tra l’altro, di non raccogliere eventuali artifici inesplosi che dovessero rinvenirsi per strada.

Sono già circa 900 i comuni italiani (grandi e piccoli) che hanno deciso di vietare petardi, botti e fuochi d’artificio per le feste di fine anno. Per alcune amministrazioni (in testa Milano) la decisione si inserisce tra le misure anti-inquinamento, in molti altri Comuni (come Cortina d’Ampezzo, Bologna, Pistoia) l’ordinanza ad hoc serve soprattutto per tutelare gli animali (domestici e non), visto che sono moltissimi quelli che ogni primo dell’anno muoiono o impazziscono per la paura causata da scoppi e detonazioni.
Già nelle scorse settimane era stato lanciato un appello da parte di diverse associazioni animaliste per sensibilizzare le amministrazioni (ma anche i singoli cittadini) sul pericolo dei giochi pirotecnici per gli animali.
«Petardi e fuochi d’artificio, immancabili nella notte di San Silvestro, sono una vera e propria tortura per gli animali che hanno una soglia uditiva molto più sviluppata e sensibile della nostra», precisa la Lega Nazionale per la difesa del Cane.
Numerose amministrazioni, quest’anno, si sono dimostrate più sensibili al tema, altre sono rimaste indifferenti, lo stesso premier Renzi, alla fine della conferenza stampa di fine anno, ha rifiutato misure a livello nazionale, convinto dell’impossibilità di concreti controlli per il rispetto di eventuali divieti.
In ogni caso i risultati raggiunti soddisfano le associazioni ambientaliste che, in verità, hanno sollevato troppo tardi il problema.
Appare evidente che occorre una campagna più massiccia e diffusa per tutelare la salute degli animali al pari di quella degli uomini.
Non a caso l’ordinanza del Sindaco di Ragusa specifica le finalità di prevenzione per il rischio, senza citare la difesa degli animali, non solo quelli domestici ma, soprattutto gli uccelli: una tale tutela imporrebbe di mettere in discussione anche i botti per le feste religiose, decisione che sgombrerebbe il campo da scelte di tipo populista.
Ma si sa che forti sarebbero le resistenze per un divieto di tal genere che sarebbe, però, auspicabile non solo per la tutela degli animali ma per evitare inutile spreco di energie economiche da parte dei comitati organizzatori che, appunto trattandosi di feste religiose, potrebbero, o meglio dovrebbero essere obbligati dai parroci, a devolvere le cospicue somme verso finalità più consone ai principi di solidarietà e assistenza a i meno abbienti.

Come si ricorderà il provvedimento sindacale di divieto per i botti era stato sollecitato da parte del consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Dario Gulino sulla scia della campagna alla quale aveva dato vita una folta schiera di cittadini e animalisti sensibili alla problematica.

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