Anche senza la maggioranza in consiglio, i grillini riescono a spuntarla

di redazione
Saranno fortunati, come dice Giovanni Iacono, ma hanno spesso un voto in più delle opposizioni


Terzo appello per la seduta di consiglio comunale del 23 gennaio, dedicata alle approvazioni della convenzione con il Libero Consorzio per la Segreteria Generale degli enti e del Piano per l’utilizzo della tassa di soggiorno.
Ai pentastellati piace il rischio ed erano solo in undici, uno in meno del minimo richiesto per il numero legale, ci ha pensato la consigliera Marabita a restare in aula, mentre le opposizioni si dilettavano, dietro la porta dell’aula, a giocare a nascondino. Poi, visto che la seduta era valida, sono entrati in aula, ad appello ancora in corso, e così il Presidente Tringali ha potuto aprire la seduta con ben 23 presenze che, per il civico consesso di Ragusa, rappresentano un successone.
Superate le comiche, ormai consuete, si è passati alla rapida approvazione del primo punto, il ‘prestito’ del Segretario Generale al Libero Consorzio di Ragusa che per non minare i risicati equilibri del sempre aleatorio bilancio dell’ente ha voluto, a tutti i costi, utilizzando anche argomentazioni ’convincenti’, per esempio sul tema discarica, ritornando alla carica dopo che, una prima volta, il consiglio comunale aveva bocciato la convenzione, servirsi della professionalità del dott. Vito Scalogna.
La convenzione avrà la durata di sei mesi, ma, considerato che le elezioni dei vertici dell’ente provinciale sono state rinviate a dicembre, si prevede un rinnovo della convenzione.
La votazione ha registrato 15 SI e 8 astenuti.
Assai più succulento il secondo punto all’ordine del giorno che i consiglieri hanno voluto gustare fini alle 2 e 30 del mattino successivo
Riserviamo ad altra parte del giornale le diverse sfaccettature della seduta e le tattiche e gli atteggiamenti che hanno caratterizzato il dibattito sul piano di utilizzo della tassa di soggiorno.
La ripartizione dei fondi ha riguardato la considerevole somma prevista di 550.000 euro, alla quale vanno aggiunti, sempre con destinazione vincolata, somme dell’avanzo 2015, già confluite nell’avanzo vincolato 2016 e, non essendo state utilizzate, confluite nel 2017, per un totale di 46.150 euro, che porta il totale a 596.150
Un ricavato dell’imposta di soggiorno che diventa sempre più consistente, ma non trova una destinazione di ampio respiro, capace di volare alto, di caratterizzare positivamente il turismo ragusano.
Le voci più importanti del piano sono, in ordine decrescente di valore, 161.000 euro per contributi a manifestazioni culturali ad alta valenza turistica, 137.500 euro per i contributi alle strutture turistiche ai sensi dell’articolo 11 dell’apposito regolamento sull’utilizzo della tassa di soggiorno, 100.000 euro per la rata annuale del protocollo Palomar, 45.000 euro per il protocollo con la Diocesi per la fruizione turistica delle Chiese.
Per un protocollo marketing e ‘destination management’, da stipulare con agenzie specializzate, secondo normali procedure previste dalle normative vigenti, sono stati destinati 34.000 euro ai quali vanno aggiunti 46.000 euro, derivanti dalla ripartizione somme avanzo 2015, per un totale di 80.000 euro.
Per il resto, 30.000 euro per gli infotourist, 15.000 per la collezione di abiti d’epoca, e varie per un totale di circa 27.500 euro.
E’ cambiato l’assessore ma il piano mantiene sempre un profilo minimale, senza acuti al servizio dei flussi turistici in costante aumento, niente che possa essere tangibile per il turista che si posa sul nostro territorio.
E dire che il piano scaturisce, principalmente, dalle indicazioni dell’apposito Osservatorio per l’Utilizzo della Tassa di soggiorno, che vede fra i componenti rappresentanti delle organizzazioni datoriali e di categoria, rappresentanti di associazioni di settore, nonché 4 consiglieri comunali di maggioranza e di opposizione.
Un organismo composito che, al netto della firma finale che tocca, in ogni caso, al civico consesso, potrebbe imprimere una forte impronta per caratterizzare il piano.
Inoltre, come rilevabile dai verbali delle riunioni, non è ben chiara la effettiva funzione dell’organismo i cui componenti, troppo spesso, dibattono di questioni e di temi che non sono di competenza dell’osservatorio.
Invece di pensare all’utilizzo delle somme, in maniera produttiva, di parla di pulizia delle strade, di scerbatura, di problematiche dei taxi, di politica dell’accoglienza, di orari per le emissioni sonore, addirittura c’è chi pretenderebbe di decidere senza che il Consiglio Comunale possa non tenere conto delle decisioni dell’Osservatorio che rimane, sempre e comunque, un organo meramente consultivo.
Sullo sfondo la costante assenza di tre consiglieri comunali su quattro che ha indebolito la pur autorevole presenza del consigliere Agosta, ritrovatosi solo, ad arginare pressioni dei componenti e dell’amministrazione, abdicando al ruolo elettivamente destinato a costituire raccordo fra amministrazione e componenti del tavolo sul quale aleggiano, in forma quasi naturale interessi, legittimi, di parte, di categoria, che distolgono l’attenzione da quelle che potrebbero essere misure e provvedimenti importanti.
Il malvezzo di non partecipare al dibattito in maniera distaccata ma sempre attenta alle esigenze della categoria rappresentata, così la CNA pensa ai tassisti e agli artigiani che devono ricondizionare gli abiti, d’epoca, gli albergatori pensano a portare gente in albergo, il ristoratore si preoccupa del divieto di transito piuttosto che richiedere un sistema di trasporto efficiente.
E una richiesta degli albergatori ha catalizzato l’attenzione di amministrazione e opposizioni che hanno incentrato tutta una seduta su 80.000 euro destinati al Protocollo Marketing e Destinati on Management, del quale, elegantemente, a inizio seduta, tutti volevano dar a intendere che non si capisse di cosa si fosse trattato, mentre alla fine la voglia di dirsene quattro ha prevalso sul desiderio di giocare e sono venuti fuori nomi e cognomi del mandante e del mandatario, progettisti compresi.
La voglia di scontrarsi politicamente, anche con i pseudo alleati di opposizione, ha fatto tralasciare, del tutto, una Palomar che prende soldi ma gira a Scicli e Modica, la fallimentare gestione dell’aeroporto che accetta 100.000 + 80.000 euro e resta nell’incapacità totale di formulare una rotta anche solo per Lamezia Terme, solo inutili e sterili polemiche fino alle 2 di notte, senza uno straccio di proposta concreta, semplicemente qualche tentativo per un gioco delle tre carte gestito senza la necessaria manualità per manovrare le carte.
Hai voglia di sfottere i cantori dell’amministrazione o di classificare unilateralmente la stampa secondo l’affidabilità, i ‘cavalli di razza’ restano Tumino che gioca da abile stratega, favorito anche da ‘spalle’ di prestigio, e Sonia Migliore che, stanca in volto, dimostrava, come in occasione del dibattito sulla mozione di sfiducia, la sua delusione per delle strategie che si rivelano, ogni giorno, sempre più fallimentari, per il presente ma, soprattutto per il futuro.
Come vedremo in altra parte del giornale, sterile dibattito ed emendamenti solamente formali in uno scenario delle votazioni dall’esito scontato contro cui le opposizioni sembravano godere sbattendo la testa.
Alla fine, delle opposizioni, restano in aula solo D’Asta e Chiavola del PD insieme a Tumino, Lo Destro e Marino che, vantando un albergatore come leader, forse, ma non è certo, alla fine tanto delusi non saranno rimasti, considerato che è passata la proposta appunto degli albergatori per il Protocollo Marketing e Destination Management per il quale, nel corso del dibattito, non sono stati certo teneri alla ricerca della verità sulla questione per la quale aleggiava un velo di mistero, fortunatamente squarciato, nel finale, dall’intervento di Giovanni Iacono che ha fatto capire, chiaramente, nomi e cognomi di coloro che hanno sollecitato la misura.
Come nel calcio, dove conta il risultato finale, 14 Si e 5 NO lasciano il segno e acclarano il fallimento di opposizioni che, peraltro, in questa seduta, hanno marcato una netta frattura, nemmeno tanto casuale.
Ineccepibile, elastica al punto giusto, disponibile e facilitante per i lavori la conduzione della seduta da parte del Presidente Tringali e della sua vice Federico che lo ha sostituito degnamente all’occorrenza.

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