Da poco insediato a Palazzo dell’Aquila, Peppe Cassì non ha resistito alla tentazione di lasciarsi coinvolgere dal teatrino per la Ragusa – Catania.
Ormai è abbastanza noto lo stile del Sindaco Cassì, poco propenso alla polemica e portato, maggiormente, al dialogo e al confronto. Nonostante il sindaco di Chiaramonte Gurrieri aveva fatto un primo passaggio, senza coinvolgere il Sindaco di Ragusa, nel riunire i sindaci del comprensorio dell’arteria per chiedere un incontro al Ministro per il Sud, Cassì ha preferito chiamare il collega del comune montano per chiedere come mai non era stato contattato.
Invidiabile la flemma del nostro sindaco che, evidentemente consapevole del proprio ruolo, non è stato toccato dai fatti, tant’è che oggi, 28 agosto, è volato a Roma, assieme ai sindaci di Carlentini, di Francofonte, di Vizzini, di Licodia Eubea e di Chiaramonte, e al vicesindaco di Lentini, per incontrare il Ministro per il Sud, Barbara Lezzi.
In un comunicato diramato tramite l’ufficio Stampa del Comune di Ragusa, si legge che gli amministratori locali hanno ribadito al Ministro l’urgenza di completare l’iter amministrativo per la realizzazione dei lavori di raddoppio della strada di collegamento che unisce le città di Catania e Ragusa e che lambisce ed interessa i comuni in questione.
È stato ribadito ed evidenziato come l’assenza di idonee infrastrutture di collegamento e l’atavico isolamento del territorio danneggiano enormemente l’economia ed il turismo dell’area, e si è denunciato l’incomprensibile – e per certi versi scandaloso – ritardo nell’espletamento dei passaggi finali dell’iter di un’opera pubblica ideata e progettata da circa 20 anni, e che ha già superato le verifiche tecniche previste dalla normativa di settore, ed è fornita della necessaria copertura finanziaria.
Si è ricordato al Ministro come il tratto di strada esistente, immutato da decenni, è teatro di frequenti incidenti spesso mortali, ed impedisce a tutta l’area del sud-est siciliano di valorizzare appieno le proprie straordinarie ricchezze, penalizzando altresì il pieno sviluppo dell’aeroporto di Comiso.
Il Ministro Lezzi, già peraltro a conoscenza della inadeguatezza della via di collegamento tra Catania e Ragusa per avere recentemente percorsa la strada in questione, ha manifestato ampio e convinto interesse ad un intervento risolutivo del Governo dalla stessa rappresentato ed ha deciso di convocare in tempi brevi un tavolo di confronto con tutti i soggetti interessati, i 7 Comuni, la Regione, ed il soggetto privato aggiudicatario della concessione del progetto di finanza: incontro necessario per constatare la sussistenza della volontà comune di procedere alla realizzazione dell’opera – che appare scontata -, prima di disporre, d’intesa con il Ministro delle infrastrutture, la trasmissione del progetto al CIPE per il definitivo via libera ai lavori.
Gli amministratori locali, pur imponendosi una doverosa prudenza circa l’esito conclusivo della vicenda, hanno constatato l’interesse del Ministro e ne hanno apprezzato la tempestività di intervento, che fa ben sperare e guardare con ottimismo ai prossimi essenziali passaggi.
Non poteva mancare, per arricchire la corposa collezione, l’ennesima foto alla conclusione dell’incontro.
Anche l’on.le Stefania Campo, compagna di Movimento del Ministro, ha riferito del tavolo di concertazione sulla superstrada Catania-Ragusa, proposto dal ministro.
La titolare del dicastero, una volta ascoltati i sindaci, ha ritenuto opportuno proporre la convocazione di un tavolo. “La mia intenzione – ha spiegato il ministro, secondo quanto scrive la Campo – è che questo incontro avvenga a breve allo scopo di avere tutti gli attori seduti al tavolo e di verificare se vi siano ostacoli all’avviamento dei lavori ed eventualmente, fare quanto necessario per rimuoverli.
Quei territori – ha aggiunto – hanno assoluto bisogno di un collegamento che sia al contempo piu’ veloce e piu’ sicuro rispetto a quello attuale, anche al fine di valorizzare alcuni comparti strategico come quello turistico e della zootecnia”.
In verità, ci saremmo aspettati che gli esponenti iblei del Movimento 5 Stelle, già dal giorno successivo all’insediamento dell Governo e nei rispettivi Ministeri, peraltro direttamente interessati alla Ragusa Catania, – il Ministro Toninelli, stretto collaboratore di Di Maio, è Ministro per le Infrastrutture e i lavori Pubblici – avessero mosso i passi necessari per capire cosa blocca l’apertura dei cantieri, dopo che tanti dei pellegrini che vanno e vengono da Roma avevano, più volte, assicurato l’imminente avvio dei cantieri.
Ora si assiste a questa ennesima scelta di un tavolo di concertazione, mentre, a conoscenza dell’oggetto dell’incontro, la Ministra avrebbe dovuto essere in grado di fornire risposte esaurienti sullo stato delle cose, scandalosamente fermo da anni.
Vorremmo sbagliarci, ma siamo convinti che, ancora, si frapporranno altri ostacoli che, intanto, renderanno necessaria la verifica dell’opportunità dell’opera, dal momento che, se si realizzasse il tratto autostradale fino a Ragusa della Siracusa Gela, si potrebbe ovviare al collegamento con Catania, con un considerevole risparmio di somme che, con politici capaci, potrebbe essere dirottate su altre opere importanti per il territorio.
