Ancora il centro storico al centro del dibattito, ma non emergono aspetti nuovi o inediti

5 domande poste dal gruppo facebook Planning Ragusa Centro ai candidati a sindaco di Ragusa, al centro dell’ennesimo confronto fra gli aspiranti alla poltrona di primo cittadino.
C’era attesa per il confronto organizzato dall’animatore del gruppo fb, con il suo amico Spoto, dall’arch. Manganello, esperto professionista e urbanista che, spesso, ha delineato possibili scenari futuri della città, con competenza e visione strategica
Delusione perché non si è potuta avvertire la mano di Manganello, anche le domande di ordinaria amministrazione, con il particolare negativo, comune a tutti i confronti, del moderatore che ha solo letto la domanda e ha controllato i tempi dell’intervento.
Nessun inserimento quando il candidato glissa sull’argomento, quando evita particolari che potrebbero risultare imbarazzanti per la propria linea politica, quando dice cose assurde o non vere. In tutti i confronti, un giornalista a moderare, ma nessuno ha esercitato il suo mestiere.
Ne è venuto fuori un confronto piatto, amorfo, senza bagliori, peraltro organizzato da un alleato nuovo dell’attuale sindaco, nel 2018 l’architetto Manganello era assessore designato di Giorgio Massari, che, fino all’incontro di novembre, alla Camera di Commercio, per la presentazione del PRG approvato dalla giunta, disse di tutto e di più contro lo strumento urbanistico approntato da Cassì e soci.

QUALE CITTÀ VORREMMO? 5 domande per capire quali intenzioni hanno i candidati sul futuro urbanistico della città e del centro storico.
Inizialmente le domande erano 10, eliminate, forse per non allungare troppo l’evento, i quesiti sulle possibili azioni per la rinascita del centro storico, sul potenziamento dell’università, sul possibile potenziamento dell’ufficio del piano e sulla costituzione di un ufficio progetti, sull’utilizzo dello strumento dei concorsi di architettura per l’affidamento dei progetti, sulla possibile funzione della cultura per il centro storico, su possibili nuove ubicazioni del Museo Archeologico.

Queste le 5 domande poste ai candidati:
1-Residenza e commercio sono due fattori importanti per la rivitalizzazione del centro.
Il centro storico deve essere attrattivo, sicuro, attirare nuovi residenti, permettere l’apertura di numerose e varie attività commerciali, attirare sempre più visitatori e turisti grazie ai suoi monumenti ed edifici storici, grazie alle sue politiche culturali. Quali saranno pertanto le priorità della sua azione amministrativa e come intende attuarle in riferimento a quanto in premessa.
2-Cosa intende fare e quale tipo di impegno si assume per questi singoli temi:
-Palazzo Ina
-Piazza Libertà
-Palazzo Tumino
-Tribunale
-ex cinema La Licata
3-Viabilità nel centro storico e in via Roma. Cosa intende fare per la valorizzazione dell’asse della Via Roma (da Rotonda Maria Occhipinti a Piazza Stazione).
4-Il nuovo Prg esposto alla cittadinanza a novembre dovrebbe costituire lo strumento principale per prefigurare la Ragusa dei prossimi vent’anni. Secondo Lei il nuovo Prg consegnato é in grado di promuovere uno sviluppo sostenibile oppure ha bisogno di essere rivisto. Se sì, secondo quali direttrici di metodo?
5-In quanto tempo e come intende rielaborare il Piano particolareggiato del centro storico?

Primo intervento di Giovanni Cultrera che indica nella riperimetrazione del centro storico e nel Piano Particolareggiato le ricette per far rivivere il cuore della città anche attraverso esenzioni tributarie e contributi ai nuovi residenti e alle nuove attività.
Riccardo Schininà mira all’utilizzo delle possibilità date dalla Legge 13 del 2015, e alla Legge su Ibla per la parte applicabile al centro superiore, eventi culturali di rilievo e sviluppo dell’interculturalità per rimediare all’immobilismo degli ultimi anni.
Peppe Cassì afferma che lo studio di dettaglio permette già di poter intervenire su circa 5.000 immobili per la nuova residenzialità e invita a guardare alle opere in itinere per significare come il progetto di rinascita del centro storico sarebbe già avviato: teatro Marino, ex biblioteca, museo di via San Vito, lo stesso centro culturale dove si svolge l’incontro.
Firrincieli ha detto di puntare sul Piano regolatore, sul non certo trasferimento dell’università a Ragusa superiore e ha insistito sul tema, che diventa sempre più preoccupante, dell’esproprio per creare nuovi spazi e nuove opportunità.
Per il secondo quesito, Riccardo Schininà ha precisato che molte risposte sfuggono alle reali possibilità di intervento, come per il cinema La Licata, intenzione di riqualificare Palazzo Ina, si all’idea di Palazzo Tumino come cittadella giudiziaria e uffici statali, la piazza Libertà fulcro dell’asse Rotonda piazza Stazione, inevitabile sfruttare l’immobile dell’attuale tribunale, ove fosse svuotato, come elemento centrale del centro storico, ha aggiunto l’esigenza di sollecitare all’ASP l’utilizzo di tutti i locali dell’ospedale Civile.
Peppe Cassì attende che si possa concretizzare l’idea per Palazzo Tumino, per vedere svuotati tribunale e palazzo INA, in uno dei quali piazzare l’università che, a quanto pare, in molti vogliono togliere a Ibla.
Si guarda all’esproprio per il cinema La Licata, mentre si è detto dubbioso per una riqualificazione per piazza Libertà, essendo contrario ad abolire i parcheggi, nonostante la vicinanza di due pluripiano, dei quali uno ancora completo a metà.
Il candidato del Movimento 5 Stelle, Sergio Firrincieli, appare ormai permeato alle logiche degli attuali grillini, parla di realizzazioni e di iniziative dei quali non si intuiscono le necessarie sorgenti economiche, pubbliche o private, parla di demolizioni di interi isolati, di buttare giù Palazzo Ina, di acquisire Palazzo Tumino ma senza toccare le casse comunali, ma vuole fare centro congressi dell’ex Tribanale, escludendo proposte di centro commerciale.
Tutte cose realizzabili in un ventennio, almeno, quando si dovrà ricominciare a discutere di nuovo PRG.
Giovanni Cultrera, anche in questo caso ha fatto sfoggio di decisionismo, di idee chiare, non a caso, assieme a Riccardo Schininà sono i più apprezzati nei confronti perché mostrano idee chiare, ancorché talora sempre moderate Schininà, e scelte precise: per palazzo INA soluzione architettoniche tampone, vedi foderare il palazzo di specchi, a piazza Libertà eliminare i parcheggi, per il cinema La Licata verificare le possibilità di esproprio per farne centro congressi, per Palazzo Tumino una occasione persa difficilmente recuperabile senza l’aiuto del governo nazionale, come per dire, se ci sono io, ci aiuteranno da Roma.
Per la viabilità nell’asse Rotonda – piazza Stazione, Cassì vede come automatica riqualificazione l’area rinnovata dell’ex scalo merci, unico handicap non vuole togliere, come detto, i parcheggi da piazza Libertà, mentre tutta la via Roma deve essere pedonale.
Firrincilei ha parlato di strategie concertate, esimendosi dal prendere posizione, Cultrera si è stupito della scarsa considerazione di Cassì per i parcheggi pluripiano inutilizzati, mostrandosi perplesso per una via Roma chiusa al traffico.
Riccardo Schininà mostra più strategie che idee semplici, mostrando che sa quello che si farà dal primo giorno: la pedonalizzazione di via Roma presuppone e presupponeva altre strategie, al momento una ZTL temporanea potrebbe migliorare la situazione, assieme a scelte forti, come quelli di riportare i mercati in centro.
Per il quarto quesito, importante tanto che avrebbe dovuto essere tema centrale e unico del confronto, Firrincieli propende per un a netta rivisitazione con gli Ordini professionali, per un piano deficitario sotto molti aspetti, Giovanni Cultrera tema che sarà il primo ad essere affrontato, perché non c’è consumo di suolo zero, le perequazioni non sono accettabili, non c’è stata concertazione e i tre giorni, citati in delibera, di incontri con le categorie sono solo presa in giro per la città. Cultrera si batterà per bloccare il centro commerciale nuovo di Ragusa, per Marina di Ragusa alberghi, ma veri, consentendo aumento di volumetrie per eventuali costruzioni nuove fronte mare.
Durissimo Schininà che si è mostrato fermamente contrario ad uno strumento urbanistico presentato prima della campagna elettorale, scelta folle senza idonea concertazione, presentato attraverso una comunicazione di merito che, come al solito, ha mistificato la realtà, con una eccessiva espansione concentrata su Marina di Ragusa.
Cassì, naturalmente condizionato dalle polemiche di questi giorni, ha tenuto a precisare che dovrà essere il Consiglio comunale ad approvare l’atto, ha negato, sostanzialmente, che tutto era pronto per portarlo in aula, come a suo tempo fu confermato da molti del suo stretto entourage, si è detto pronto a confermare alcuni punti fondanti.
In verità non si è capito quali saranno gli accordi, sullo strumento urbanistico, con i nuovi alleati che, almeno alla presentazione dell’atto, si mostrarono fortemente contrari.
Sul piano particolareggiato, Giovanni Cultrera ha riscontrato l’esigenza della collaborazione di professionisti esterni, per un attento recupero e una riqualificazione degli immobili liberi da vincoli, con regole precise per le ricostruzioni.
Schininà ha sottolineato che entro 18 mesi deve essere approvato il PRG che deve poi dialogare con il PP che darà attuazione alla legge 13 del 2015, con tutto quello che comporta rivedere un piano dai molti punti oscuri e da rivedere.
Cassì ha ribadito che con il piano di dettaglio, arricchito dal nuovo regolamento per l’installazione del fotovoltaico, si può già intervenire su circa 5.000 immobili.
Firrincieli ha ribadito, in maniera preoccupante, la necessità dell’istituto dell’esproprio che vede come unica panacea della situazione urbanistica del centro storico.
Fuori programma l’appello finale dei 4 candidati:
Riccardo Schininà si impegna, forte della sua esperienza politica, sempre vissuta nel centro sinistra, a far emergere il potenziale inespresso di una città che ha solo galleggiato, gestita con la diligenza del buon padre di famiglia ma senza mestiere.
Non ci sono capoluoghi, in Italia, amministrati solo da liste civiche, peraltro come si vorrebbe far credere agli elettori, c’è una visione diversa della città che, al momento, non presenta fermenti in nessun settore, servono scelte strategiche nei settori portanti dell’economia locale.
Cassì ha recitato il solito refrain del suo curriculum della sua attività per una città che non galleggia, che ha una ottima reputazione, che è la migliore stazione appaltante della Sicilia e gode di opere pubbliche per circa 150 milioni, dei quali oltre 40 per opere del PNRR, interamente spesi. Per cui si impone la sua conferma, se non altro per una necessaria e dovuta continuità amministrativa.
Firrincieli si appella alla continuità amministrativa per la sua opera di consigliere comunale che vorrebbe spacciare come amministrazione della città, esalta l’attività e i principi del Movimento 5 Stelle di cui si fa novello paladino della attuale corrente Conte.
Giovanni Cultrera conclude facendosi forte dell’appartenenza ad un centro destra senza innesti strani che trova nelle altre coalizioni, forte dell’appoggio che potrebbe derivare dai governi amici regionale e nazionale.
Vuole riportare la città ai fasti del passato, quando era una città sicura, non invasa da spacciatori e da droga, non decadente come ora, una città male amministrata e senza fermenti culturali, economici e sociali, una città amministrata con ignavia, concludendo che il vanto del sindaco per i 43 milioni di fondi del PNRR è poca cosa di fronte ai 50 milioni che ha ottenuto Pantelleria.

Ultimi Articoli