Ormai una costante le intemperanze e le minacce a Palazzo dell’Aquila, dopo le minacce al consigliere Bennardo, dopo gli attacchi del consigliere Iurato alla consigliera Caruso e al collega di lista Bennardo, dopo gli interventi polemici del consigliere Antoci rivolti ai dissidenti della maggioranza Caruso e Bennardo, dopo le minacce del Presidente del Consiglio al consigliere Mauro, un altro spiacevole episodio, in Consiglio Comunale.
Il Consigliere Bennardo ha solamente evidenziato la non lusinghiera posizione di Ragusa, nell’ultima classifica del Sole 24 ore sulla vivibilità in Italia per fasce di età, con particolare riferimento all’indicatore relativo alla presenza di under 40 nelle amministrazioni cittadine, dato che vedrebbe la nostra città ultima dei capoluoghi siciliani.
Quella della presenza dei giovani nelle amministrazioni è un chiodo fisso del consigliere Bennardo, anche alla luce dei risultati ottenuti alle ultime comunali e della scarsa considerazione del sindaco Cassì che ha ignorato le ottime prestazioni elettorali di alcuni giovani, per favorire scelte dettate da accordi elettorali.
In ogni caso, una considerazione del tutto accademica, quella di Bennardo, che deve tener conto dell’autonomia decisionale di un sindaco e si deve considerare anche che, mentre la legge prevede, espressamente, la presenza di donne, in quota, nelle liste elettorali, ne governa il sistema delle preferenze e prevede la necessaria presenza in giunta delle quote rosa, nulla è previsto a favore delle fasce di età giovanili.
In ogni caso, la problematica è attuale e all’ordine del giorno di diversi dibattiti politici e auspicare una maggiore presenza dei giovani in politica è cosa ormai ampiamente diffusa.
Ma, ormai, appena Bennardo parla, ci sono i centurioni del sindaco che debbono smontare le tesi del giovane collega di maggioranza: Antoci va a tirare fuori che i dati della classifica sono riferibili al 2022, più violento l’attacco del consigliere Iurato il quale, sentendosi, forse, nelle condizioni anagrafiche più sfavorevoli rispetto alle tendenze attuali, si rende protagonista di un intervento senza precedenti, a difesa dell’ininfluenza dell’età anagrafica per fare buona politica. Per farlo lo fa con toni e una postura del tutto particolare, quasi fuori dallo scranno, rivolgendosi non al Presidente, come prassi della seduta, ma direttamente al collega di maggioranza, arrivando a dire, quasi a mo’ di minaccia, al minuto 31.05 dello streaming, in dialetto “Io sono selvaggio”, provocando l’immediata reazione imbarazzata del Presidente del Consiglio che ha percepito subito il tono inusitato del consigliere e lo ha invitato a rivolgersi alla Presidenza.
Ormai, in Consiglio l’aria è irrespirabile, non si avverte per nulla l’aria nuova che avrebbero dovuto apportare i nuovi alleati, anzi sono proprio le fibrillazioni in maggioranza che stanno provocando fatti incresciosi.
Ragusa Prossima, che era stata l’antesignana della salita sul carro del vincitore, è stata scavalcata da altri compagni di viaggio, comprensibile lo sbandamento, ma fino a quando Ragusa Prossima serve per avere in giunta una persona come Giorgio Massari, tanto di cappello alla scelta di Cassì, ma bene farebbero, nel movimento a provvedere ad un ricambio della presenza in consiglio.
Troppo intollerante Iurato che dimentica come la sua lista fu presentata in Comune, nella sala commissione dal segretario provinciale di Azione, il partito accolto, sindaco consenziente, nella lista civica di Ragusa Prossima. Quando gli gira, per motivi che dovrebbe spiegare bene alla città, il consigliere eletto in quota Azione non gli va più bene e lo butta fuori dal gruppo, ancorché la sua intimazione non ha alcun valore, tant’è che il consigliere Zagami è tranquillamente al suo posto.
Poi l’attacco spropositato alla consigliera Caruso, rea di simpatie e vicinanza ai cuffariani di Abbate, componente che sosteneva il sindaco, alle ultime elezioni alla luce del sole.
Ci mancava l’attacco a Bennardo ed è arrivato puntualmente, prendendo a pretesto non motivazioni importanti ma fesserie.
In un Consiglio comunale che non brilla per attività, qualificazione e pregnanza politica, non sono tollerabili atteggiamenti di questo tipo che intorbidano acque già fortemente compromesse.
