Ancora l’appalto dei rifiuti a tenere banco

Lavoratori dell’igiene ambientale ancora in agitazione, le riunioni si susseguono dopo che, pubblicato il bando di gara, sindacati e lavoratori si sono resi conto che non tutto era in linea con le assicurazioni ricevute da sindaco e assessore circa le garanzie per i lavoratori.
Il lato paradossale della questione è che, nel corso dell’ultima riunione, lo stesso sindaco avrebbe ammesso che le criticità sollevate ci sono, ci sarebbero delle contraddizioni fra il testo del bando e un allegato, addirittura lo stesso particolare sarebbe stato sottoposto al primo cittadino da una ditta interessata a partecipare alla gara.
Di chi sono le responsabilità è tutto da appurare, il sindaco si è preso due giorni di tempo per uscire dall’impasse.
In queste occasioni ci si rende conto di come amministratori, dirigenti e funzionari non sono, forse, adeguati al ruolo. Soprattutto quando si tratta di bandi gara e, spesso negli stessi uffici, ci sono contestazioni fondate dei sindacati, si deve ricorrere a rimediare, spesso anche più di una volta.
Quanto previsto in un allegato potrebbe danneggiare i lavoratori per quanto riguarda le salvaguardie, si chiede la modifica o l’eliminazione di quanto in oggetto, ci sono ora le difficolta per intervenire su un bando già pubblicato, si devono accertare, dal punto di vista legale, i margini per poter venire incontro alle istanze, peraltro giudicate legittime dagli stessi amministratori, di fatto una ammissione dell’errore.

La questione tiene banco, i più agguerriti sono i democratici che ancora battono sul fatto che il bando non è stato condiviso con il Consiglio comunale.
Ci permettiamo, rilevare, prima di pubblicare la nota della Segreteria del Partito Democratico di Ragusa, al netto della regolarità della procedura per un atto gestionale che non deve passare dal civico consesso, per quanto è prassi di molte amministrazioni condividere con la città i documenti di gara, in particolare il capitolato che, più da vicino, tocca gli utenti del servizio, come i democratici non si soffermino su un particolare di inaudita gravità: alle sollecitazioni in Consiglio comunale, in primis del capogruppo PD Calabrese, l’amministrazione aveva più volte risposto che tutto sarebbe passato, per disposizioni della Regione, nelle mani della SRR, quindi il capitolato non passava in Consiglio comunale perché non erano gli uffici ad occuparsene. Ci sarebbe stata una condivisione con la SRR del lavoro svolto fino a quel momento, ma volevano fare intendere che il Comune ne era fuori.
Un enorme bugia per non rendere noto il piano di gara, una falsità perpetrata in Consiglio comunale, quindi alla città, come è ampiamente riscontrabile dalle registrazioni.
Si comprende ora, invece, che la SRR era delegata solo alla pubblicazione della gara, in pratica la stazione appaltante, mentre tutto il bando con il capitolato e gli altri allegati sono stati realizzati negli uffici comunali di settore, da dirigente e funzionari.
Una mistificazione ai danni dei cittadini che andrebbe portata a conoscenza della città e additata come esempio di chi sono gli amministratori.
E ciò che impressiona, al riguardo, sono le cosiddette opposizioni, vecchie e nuove, silenti come non mai, tutte, più o meno assimilate nel coacervo della coalizione di centro destra alla quale appartiene, ormai, il sindaco, e che, è di tutta evidenza, sono richiamate all’ordine di non disturbare il guidatore.

Questa la nota della segreteria del Partito Democratico:

Appalto rifiuti, PD Ragusa: “Non basta dire che è legale: quando in ballo ci sono 100 milioni di euro la politica deve assumersi la responsabilità delle proprie scelte”.

“Non si tratta di una disputa tecnica, ma di una questione di trasparenza, responsabilità e rispetto delle istituzioni democratiche”.

Così la segreteria del Partito Democratico di Ragusa torna sul tema del nuovo bando di gara per il servizio di igiene urbana — un appalto da oltre 100 milioni di euro e della durata di otto anni — sottolineando come la vicenda stia confermando, giorno dopo giorno, la fondatezza delle preoccupazioni già espresse.

“È un fatto che ieri lo stesso sindaco, parlando ai lavoratori e ai sindacati, abbia ammesso che le loro osservazioni sono fondate perché, proprio prima dell’incontro, una delle ditte interessate alla gara abbia chiesto chiarimenti sugli stessi punti oggetto delle contestazioni. È la prova che il bando presenta criticità e che serviva – come abbiamo chiesto fin dall’inizio – un confronto approfondito, anche politico, in Consiglio comunale prima della pubblicazione”.

Il Partito Democratico sottolinea come, ancora una volta, i fatti abbiano dato ragione alle nostre denunce.

“Per settimane – affermano dalla segreteria – ci è stato detto che era tutto chiaro e che non c’erano problemi. Oggi invece emerge che le nostre osservazioni in merito alla tutela dei livelli occupazionali e dei diritti acquisiti dai lavoratori erano fondate e che l’amministrazione ha deliberatamente evitato di volere ascoltare i nostri suggerimenti. Ed è grave che lo si ammetta solo dopo le proteste”.

Il Partito Democratico ribadisce che il punto centrale non è soltanto la legittimità formale degli atti, ma l’opportunità politica di gestire in modo trasparente una gara che inciderà sui servizi, sui costi per i cittadini e sui diritti dei lavoratori per gli anni a venire.

“Invocare la legge come scudo per escludere il Consiglio comunale dal confronto significa svuotare il senso della democrazia locale. La legge indica i limiti minimi, non i limiti del buon governo. Portare in aula un atto da 100 milioni di euro potrebbe non essere un obbligo burocratico, ma sicuramente una scelta di rispetto verso la città”.
“A confermare la fondatezza delle posizioni del PD – aggiunge la segreteria – c’è anche il caso del Comune di Ispica, dove il sindaco, anch’egli espressione di Forza Italia, ha scelto di portare il progetto del servizio rifiuti in Consiglio comunale, consentendo un confronto aperto e un voto sugli indirizzi.”
“Si può fare, e altrove si è fatto. È quindi una scelta politica quella di non volerlo fare a Ragusa. Di tutto ciò parleremo in aula durante il Consiglio comunale aperto che abbiamo richiesto”.
“Non cerchiamo scontri – conclude la nota – ma verità, chiarezza e partecipazione. La città merita di sapere come verranno spesi cento milioni di euro del proprio futuro”.

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