La ditta è tutta ragusana, ha sede in via De Sica 8, ha portato in città una di quelle novità che leggiamo solo sui giornali: porti la plastica, bottiglia o contenitore, presso la struttura di raccolta e non solo lavori per l’ambiente ma ti danno anche qualcosa.
Non siamo ancora alla ricompensa in denaro, ma si ottengono buoni sconto presso il punto vendita della grande distribuzione, dove è allocato l’ecocompattatore, addirittura qualcosa in più di quanto si ottiene in soldini altrove.
Sembrerebbe una cosa meravigliosa, un servizio eccezionale, purtroppo a Ragusa, spesso, tutto diventa complicato, per tutto quanto di farraginoso gira attorno alla burocrazia dei rifiuti e perché i rapporti fra azienda promotrice del servizio e Comune si sono irrigiditi, anche per l’intromissione delle opposizioni politiche che, come in altre occasioni, hanno cercato di sfruttare e strumentalizzare, in maniera becera, la contrapposizione per trarne vantaggio politico.
Già l’azienda ha ricevuto il riconoscimento dei diritti da una sentenza del Consiglio di Giustizia Amministrativa, ma non ritiene, forse, ancora soddisfatti tutti i suoi diritti e torna alla carica per altri rilievi che, si spera, non siano sollecitati da parte politica, cosa che non riterremmo foriera di molti vantaggi per l’azienda.
Il titolare della Ecoline, Damiano Battaglia, ha inoltrato una nota che riportiamo:
“Spett.le Ragusa Libera
OGGETTO: La conclamata emergenza rifiuti e l’incredibile opposizione comunale alla raccolta differenziata operata dai privati su aree private.
Spett.le Redazione, io sottoscritto Damiano Battaglia n.q. di amministratore della Ecoline S.r.l. con sede in Ragusa alla via Vittorio De Sica n.8, c.f./p.iva 01610890889, espongo quanto segue.
Ritengo doveroso, in piena emergenza rifiuti, riportare l’attenzione sulla inopinata opposizione comunale all’installazione di ecoconferitori privati su aree private.
A tal proposito si richiama la recente relazione dell’Ing. Cocina, rappresentante dell’Ufficio Speciale per il monitoraggio e l’incremento della raccolta differenziata presso i comuni della Sicilia, che ha evidenziato la tristissima realtà ragusana: la raccolta differenziata operata su suolo pubblico (quindi con alte percentuali di contaminazione) diviene vana per la mancanza di appositi impianti di trasformazione, virando il suo tragitto verso le discariche ed acuendo il problema della saturazione delle stesse.
Al contrario, invece, la raccolta monomateriale di solo PET (bottiglie) e HDPE (flaconi) – classificati come materiali altamente puri e differenziati e raccolti per il tramite degli ecoconferitori della Ecoline – è l’unica strategia di differenziazione ad avere concreta utilità, potendo avviare direttamente al riciclo i materiali raccolti senza operazioni preliminari.
In pratica, ad oggi, la raccolta monomateriale effettuata dai privati è l’unico tipo di raccolta differenziata operabile sul nostro territorio.
Ciò, ovviamente, trova pieno riscontro nella normativa nazionale: secondo l’art. 217 del D.lgs 152/2006, il mercato della raccolta dei beni recuperabili deve essere libero proprio per massimizzare il comparto della raccolta differenziata.
Maggiormente si differenzia, secondo criteri di qualità, meno si conferirà in discarica, attenuando le situazioni di emergenza.
Con orgoglio rendo noto che sono 100 le tonnellate di imballaggi sottratte alle discariche grazie ai soli 2 ecoconferitori della mia Società in soli 12 mesi di attività (1/4 della raccolta operata su tutto il territorio comunale dalla ditta di Igene Urbana), per un totale di 2.256.376 (duemilioniduecentocinquantaseimilatrecentosettantasei) pezzi ricevuti dalla cittadinanza virtuosa.
Tutti dati sono nel pieno possesso del Comune.
Non solo, la Ecoline ha sempre manifestato la disponibilità a conferire gli imballaggi raccolti direttamente presso le piattaforme COREPLA col vantaggio di poter computare le quantità raccolte direttamente in capo al Comune e per di più riconoscendo all’Ente una percentuale degli incassi percepiti.
Ebbene, nonostante il pronunciamento del Consiglio di Giustizia Amministrativa che ha dato ragione alla Ecoline, il Comune persevera nelle posizioni assunte, ignorando le nuove istanze della scrivente Società per il miglioramento del servizio e l’efficentamento della filiera.
Così, con una sconsiderata nota del 25-7-2017, il settore Ambiente, pur consapevole delle gravissime conseguenze derivanti dalle saturazioni delle discariche, si permette, ancora una volta, di manifestare ampio dissenso (senza ulteriori specifiche!) all’attività della mia Società che altro non fa che sottrarre imponenti quantità di rifiuti alle discariche.
Ovviamente, il dissenso è presto spiegato: concedere alla mia Società la possibilità di conferire gli imballaggi raccolti direttamente alle piattaforme COREPLA significherebbe per il Comune vanificare le sudate difese dell’Avvocatura che ha sempre sostenuto la dannosità di tale attività privata a causa della “asserita” impossibilità di tenere conto delle quantità raccolte.
Atteggiamenti inaccettabili visto lo stato infimo della differenziata a Ragusa (17% rispetto al 65% imposto per legge). La dignità di un’amministrazione si valuta anche dal coraggio di rivedere e correggere le posizioni assunte.”
Fin qui il comunicato della Ecoline che merita approfondimenti sulla natura dell’atteggiamento dell’assessorato all’Ambiente del Comune.
Per ora ci siamo preoccupati di approfondire solo alcuni aspetti che ci sembravano particolarmente rilevanti, dopo la sentenza del CGA.
In riferimento alla “inopinata opposizione comunale all’installazione di ecoconferitori privati su aree private” il titolare della Ecoline si corregge precisandoci, a seguito di nostra richiesta di chiarimento, che “La questione controversa riguarda la proprietà del bene plastico scambiato (cioè ceduto dai cittadini dietro il corrispettivo di 2 centesimi a bottiglia) e non il posizionamento di nuove macchine su aree private”, anche perché L’allocazione delle macchine su aree private, ovviamente, non necessita di alcuna autorizzazione comunale ma occorre semplicemente segnalare l’inizio dell’attività tramite SCIA.
Si continua ad affermare che “Il Comune, disattendendo il dato normativo (sia europeo che nazionale), persevera nel considerare assoggettati a privativa anche i rifiuti/beni recuperabili, ovunque prodotti e raccolti, rendendo così vana ogni ipotesi di investimento privato”, ma, a seguito di specifica domanda, si precisa che “Grazie alla sentenza del CGA la mia società può liberamente disporre dei materiali recuperabili e trarne profitto attraverso la cessione alle aziende di riciclo.”
Attività che, peraltro, come precisato, non arreca nessun danno alla ditta Busso che oltre a non essersi costituita in giudizio ha manifestato per iscritto il totale disinteresse a simili attività private in quanto non interferenti con il proprio servizio.
Abbiamo meglio recepito il concetto del dissenso ampio del Comune nei confronti dell’attività della Ecoline che si manifesterebbe attraverso il diniego alla concessione di delega alla stessa per il “conferimento degli imballaggi raccolti presso un centro convenzionato con COREPLA in quanto non esiste alcun atto di consenso tra questo Comune e codesta società all’attività svolta dalla stessa”.
La società avrebbe avanzato diverse istanze volte ad ottenere una specifica delega per poter conferire i materiali raccolti (tramite gli ecoconferitori) presso le piattaforme COREPLA.
Conferire presso uno dei centri COREPLA consentirebbe al Comune di computare direttamente in capo ad esso le quantità di materiale raccolto e di poter monitorare al meglio la raccolta privata (in pratica le 100 tonnellate sino ad ora raccolte dalla mia società sarebbero state direttamente computabili in capo al Comune di Ragusa qualora conferiti presso il centro COREPLA, ma ciò è possibile solo su delega comunale.
La società si sarebbe resa addirittura disponibile a rilasciare al Comune una percentuale dei guadagni ottenuti, al fine di incentivare il Comune a promuovere tale meritoria iniziativa.
In una prossima puntata valuteremo le posizioni del dirigente dell’assessorato e dell’avvocatura comunale per meglio comprendere le divergenze sorte a proposito di così delicata questione che attiene anche alla recente emergenza discarica.
