Ancora un riconoscimento per Turi Occhipinti e Gaetano Scollo

Sia perdonata la nostra impudenza, ma l’amianto qualcosa di buono è riuscito a farlo, almeno dalle nostre parti. E riuscito a far emergere la vena artistica di due nostri conterranei che, animati dall’intenzione di denunciare, in una forma diversa ma artisticamente connotata in maniera magistrale, i danni provocati dall’amianto e la fondamentale indifferenza delle comunità interessate, hanno scoperto il lato nascosto che sta in ognuno di noi.
Turi Occhipinti e Gaetano Scollo, ragusano il primo, di Monterosso Almo il secondo, sono partiti da un documentario-film con il quale hanno messo in risalto, in una forma del tutto nuova, i mali profondi provocati da questo materiale che ha colpito tanta gente, tanti lavoratori, tante famiglie.
Un’opera che è diventata un piccolo capolavoro, che ha riscosso l’interesse convinto di tanta gente e di tanti artisti, diventata oggetto di interesse internazionale, approdato al Palazzo delle Istituzioni Italiane a Tangeri, protagonista non secondario di numerosi festival del cortometraggio, da Marzamemi a Parma, da Sciacca a Montecatini, passando dalla Francia e arrivando a Venezia, alla Mostra del Cinema,
Valore dell’opera consacrato nell’ambito delle manifestazioni ‘fuori EXPO’, a Milano, e dai riconoscimenti ottenuti nell’orbita della FEDIC, la Federazione Italiana dei Cineclub, una delle associazioni di cultura cinematografica riconosciute dal competente Ministero e fra le più attive nel settore.
Sempre per denunciare i danni provocati dall’amianto e in riferimento a vicende giudiziarie attinenti ai danni provocati, l’opera teatrale Eternity, portata in scena con Marcello Perracchio come protagonista, replicata, nel 2017, con l’attore Filippo Luna.
Alcuni documentari, ‘Fantastiche Presenze, ‘Cibo, amore e identità’ sono serviti da palestra per arrivare a ‘Redemption for a lost soul’, un film in lingua inglese, regista il messicano Roberto Valdes, dove Turi Occhipinti e Gaeatano Scollo tornano, questa volta in maniera artisticamente magistrale, sulla problematica amianto.
E sappiamo che questo film costituisce non il traguardo finale ma solo una tappa importante di una carriera artistica tardiva ma che lascia già il segno, soprattutto nell’asfittico panorama culturale locale.
Inevitabile per i due autori essere coinvolti dal turbinio locale di premiazioni e riconoscimenti locali, ormai inflazionati nella nostra zona ma che rivendicano sempre il merito di mettere in luce quelle eccellenze che meritano, assieme a tante che non meritano tanta attenzione.
Un evento organizzato da un giornale online, ‘Capitale Iblea della Cultura’, che vuole riconoscere il contributo alla diffusione della cultura: l’edizione 2019 comprende fra i premiati Turi Occhipinti e Gaetano Scollo.
Per quest’ultimo, assente per improrogabili impegni, ha ritirato il riconoscimento il sindaco di Monterosso Almo, Salvatore Pagano, che, da tempo, segue l’attività dei due, convinto delle grandi potenzialità e dei benefici effetti che può avere il territorio dal successo delle loro opere.
Per Turi Occhipinti, l’ambito riconoscimento ha avuto una doppia valenza perché il premio è stato consegnato dal famosissimo fotografo Toni Campo, collaboratore delle più illustri maison di alta moda.
“Per aver saputo trasformare i malefici dell’amianto in opere filmiche di grande impatto emotivo e didattico” la motivazione del premio che consacra ancora una volta i due nostri conterranei come artisti specializzati del settore.

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