Ci sono, talvolta, argomenti duri, argomenti difficili da trattare e per i quali stentano le risposte.
Uno di questi è la misteriosa vicenda che riguarda la destinazione dei fondi della Tassa di soggiorno del Comune di Ragusa per l’aeroporto di Comiso, ai fini dell’istituzione di nuove rotte.
Si tratta di 100.000 euro relativi al piano di utilizzo 2015 e 80.000 euro relativi al piano di utilizzo 2016 per i quali non si è saputo più nulla.
In sede di riunione dell’Osservatorio permanente per la Tassa di Soggiorno, fu detto che ancor prima di erogare i fondi 2016 ci si sarebbe preoccupati di recuperare quelli dell’anno precedente, se non utilizzati, ma non se ne è saputo più nulla.
Non c’è da meravigliarsi perché sono cose che attengono ad un carrozzone politico, qual è l’aeroporto, alla stessa stregua della Camera di Commercio o di altri enti importanti, dove i dirigenti e i politici sono più impegnati a spartirsi le poltrone che ad operare per il buon funzionamento della struttura, quando ne hanno le competenze.
In questo contesto, il Direttivo del Laboratorio politico 2.0 lamenta la fase di stallo per la Presidenza della Soaco, dopo le dimissioni dell’ultimo nominato che, dopo solo 5 mesi, ha deposto le armi e si è dimesso.
Lab 2.0 si appella al sindaco di Comiso per la nomina di nuovo Presidente che abbia “professionalità e competenze necessarie al ruolo che andrà a ricoprire”.
Ma non manca di coinvolgere all’appello anche il Sindaco di Ragusa, perché, appunto, per quanto prima abbiamo evidenziato, anche il Comune di Ragusa contribuirebbe al funzionamento dello scalo comisano.
Buone le intenzioni, ma sarebbe opportuno chiarire che Ragusa, su sollecitazione di ben identificati personaggi e componenti politiche, ha stanziato e versato prima 100.000 e poi 80.000 euro che, fino ad ora, sono rimasti inutilizzati: sarebbe solo da verificare se la prima tranche – per la seconda l’assessore Disca ha avuto il buon senso di non erogare ancora la somma – è stata utilizzata per altro o giace, intonsa, in qualche conto corrente della Soaco.
Gli altri 80.000 sono in standby in attesa di capire se questi fondi sono graditi, se servono o possono essere destinati ad altro.
In questo caso, l’appello rivolto al Sindaco di Ragusa, non ha controindicazioni, tenendo conto, però, che ci può essere solo una sollecitazione a livello istituzionale, nemmeno di indirizzo.
Ma l’appello dovrebbe anche sollecitare un chiarimento sulle somme destinate e da destinare, perché un utilizzo diverso potrebbe essere più produttivo per il territorio, se svincolato dalle perverse strategie delle opposizioni consiliari che, quasi nella totalità, hanno approvato queste scelte con la condivisone dell’amministrazione.
