Quello che ancora non si comprende è la strategia di Federico Piccitto, uomo che, con i fatti, ha dimostrato di non essere attaccato alle poltrone, agli incarichi, alle passerelle.
Il gruppo dirigente del Movimento 5 Stelle, con la voce del coordinatore provinciale nominato da poco e ancora tutelato, a mo’ di badante, dall’on.le Stefania Campo, non fa autocritica su quanto accaduto alle comunali di domenica e lunedì scorso, e continua sulla falsariga della retorica inutile. Nessun accenno di autotcritica per il tramonto del Movimento, gente che se ne va, insuccessi a ripetizione, pensavamo che le percentuali a una cifra del nord, non potessero arrivare fino a noi, in particolare a Ragusa.
Si vede che l’eccelso Conte, eccelso per quelli che rimangono del Movimento 5 Stelle, le ha portato con sé nell’ultimo viaggio in Sicilia.
Si perde dappertutto, e si perde male, a Modica il Movimento scompare dal Consiglio comunale, non ci sono notizie del benché minimo successo in altre parti della Sicilia, a Ragusa si continua con i comunicati.
E invece di ripartire da zero, come fecero i ragusani dopo il terremoto, su un terreno più sicuro, si cerca di aggirarsi fra le macerie.
“Facciamo i complimenti a tutti i sindaci eletti, che hanno dato una grande prova di forza e consenso personale. Le percentuali sono state straordinarie e anche inaspettate e chiaramente hanno penalizzato tutti gli altri competitor, compresi noi”, scrivono in una nota la deputata regionale del M5s Stefania Campo e il coordinatore provinciale Federico Piccitto in merito alla tornata elettorale.
Il Movimento 5 Stelle, complici le scelte assurde della vigilia non è stato penalizzato, è stato annullato.
Arrivare solo al 8 % considerato l’apporto personale di Tringali, che non è consenso solo 5 Stelle, di Piccitto e quello del candidato sindaco con una schiera di conoscenze al di fuori della politica abbastanza notevole, è da baratro.
Si ha la presunzione di affermare che la candidatura 5 Stelle voleva essere una alternativa alla guida della città, si voleva essere, quindi, alternativa tre volte, a Cassì e alle forze pseudo civiche, al centro destra, al centro sinistra, un po’ eccessiva come pretesa.
Si pensa al ruolo di opposizione che queste elezioni avrebbero consegnato al Movimento, nessuno si sogna nemmeno di invitare Firrincilei a fare un passo indietro e lasciare il campo a chi, a detta di attenti osservatori, ha già dimostrato carattere politico e capacità di catalizzare consenso, per aprire una storia nuova.
È l’unica strada per tentare, con una impresa difficilissima, di far risorgere il movimento.
La Campo e Piccitto fanno gli auguri di buon lavoro a Firrincieli, che avrà attorno a sé il gruppo politico che lo ha sostenuto fino ad oggi, che continuerà ad aiutarlo a svolgere bene il suo ruolo di opposizione.
Ma se il risultato è stato solo l’8% non è che si tratti di un gruppo di eccellenza, e il ruolo di opposizione svolto negli ultimi 5 anni ha dato risultati nulli.
Ora si parla di attivare le riunioni dei gruppi territoriali, in pratica la base di cui si parla da anni, sarebbe cosa buona e giusta che la deputata regionale, alla quale va addebitato questo sfacelo, a partire dalle tristi vicende per le candidature alle nazionali e alle comunali del 2018, gestite in maniera privatistica e condominiale, si occupasse solo del suo mandato regionale, sgombrando, soprattutto il campo da velleitarie ambizioni che la vorrebbero candidata a sindaco della città, nel 2028, ma sotto una insegna civica, avendo esaurito i due mandati nel Movimento.
Si deve fare chiarezza e pulizia politica, non si può continuare sulla scia delle tante scelte bizzarre e sbagliate, i numeri delle preferenze depongono male per un gruppetto che è venuto bene solo nelle fotografie, occorre un ricambio forte e, soprattutto, il ritorno degli elementi migliori che affiancarono Piccitto dal 2013 al 2019, senza molti di loro, ogni partita sarà persa.
