Come spesso avviene, nel periodo estivo di riposo per le squadre di molti sport, sono molti gli appassionati che si interrogano sul futuro, sulla stagione successiva.
Uno di questi è il consigliere comunale Angelo La Porta che si mostra seriamente preoccupato non tanto per la squadra del cuore, quanto per il movimento calcistico in città, con riferimento alle formazioni maggiori.
In consiglio comunale ha rilanciato l’idea, più volte proposta in passato, di creare una società unica, mettendo fine ad inutili rivalità nel contesto di livelli mediocri di tutte le formazioni.
La Porta parla da ex giocatore dei tempi d’oro, della gloriosa formazione dell’U.S. Ragusa che riuscì a dare lustro alla città, anche in ambito nazionale, e tante soddisfazioni ai tifosi.
Pur consapevole che le condizioni sono molto diverse dai tempi passati, per la gestione di una società calcistica, il consigliere ha voluto sollecitare il sindaco e il vice Iannucci, nella sua qualità di assessore allo sport, di attivarsi per un tentativo di confronto fra le varie realtà societarie della città, per riunire le varie risorse e tentare il coinvolgimento di quanti appassionati di questo sport.
L’appello di La Porta è dettato dalla passione e dai ricordi di tempi indimenticabili per tutti gli sportivi, ma va detto che la città non mostra i segnali di una vera e propria passione per lo sport del calcio, ormai inflazionato da uno spettacolo continuo a disposizione del pubblico sulle reti televisive.
Solo poche settimane di pausa e riprenderanno gli incontri ufficiali per le qualificazioni di coppa, poi le amichevoli precampionato e già alla fine di agosto si ritorna a passare il week end con la solita scorpacciata di calcio, nonostante l’ambiente minato da scandali, scommesse e corruzioni arbitrali.
Una volta la partita domenicale era attesa per vedere giocare lo sport preferito, oggi non più, lo testimonia il calo di spettatori, che per le piccole realtà, si riduce a un centinaio di persone, quando va bene.
Fare rinascere il calcio è difficile, non solo perché non si trovano spettatori, è quasi impossibile trovare imprenditori, soprattutto nell’attuale momento di crisi, disponibili ad investire in un settore dai ritorni quasi insistenti.
E Ragusa, anche nei tempi migliori non ha mostrato quella vivacità imprenditoriale adatta per sostenere, adeguatamente una società sportiva, mancando anche le professionalità gestionali per portare avanti progetti concreti.
Anche quei soci che hanno mostrato di aver investito nel calcio lo hanno fatto con capitali irrisori, spesso anche ricorrendo a finanziamenti bancari, che naturalmente hanno dovuto onorare, lasciando, in qualche caso, debiti e tributi da onorare.
Ciononostante il progetto di La Porta merita la giusta attenzione e vanno fatti gli opportuni tentativi per una verifica che possa portare ad un accordo, per i quali ci sarà, di certo, la disponibilità degli amministratori per una collaborazione indispensabile per ridare smalto alla passione sportiva in funzione di una crescita sociale in ambito sportivo che potrebbe essere foriera di sviluppo economico, attraverso l’innesco di un circuito virtuoso per far crescere la città.
