Peccato che il consigliere comunale La Porta appartenga ad una formazione politica in declino, ormai rifugio di perdenti in cerca di chissà che cosa, se avesse alle spalle un apparato dirigente degno di questo nome potrebbe valorizzare la sua indiscutibile vena politica che lo ha reso sempre protagonista in città e, segnatamene, a Marina di Ragusa.
Questa volta, La Porta, prende spunto dall’indecoroso spettacolo che si riscontra, a Marina di Ragusa, nella prima parte della vecchia strada per Donnalucata, oggi comunale, in una zona densamente abitata.
Tralasciando lo spettacolo di scarsa pulizia, inesistente scerbatura e diffuso abbandono, La Porta si sofferma sullo stato di totale abbandono e disfacimento dei muri a secco che costeggiano la strada.
Si tratta, naturalmente, di muri che delimitano le proprietà, un tempo delimitavano solo i terreni, e, in quanto tali sono di pertinenza dei proprietari che devono provvedere alla loro manutenzione e al ripristino.
Ma non è detto che sia ripristinato il muro a secco, in ogni caso sono molti quelli che non fanno nulla.
Giustamente il consigliere La Porta auspica regole chiare per la tutela e la salvaguardia dei caratteristici muri a secco, un patrimonio della nostra terra, un bene paesaggistico e culturale da conservare e tramandare, del quale è fondamentale apprezzarne il valore.
Ecco perché dicevamo dell’appartenenza politica di La Porta: ci vorrebbe un apparato che valorizzasse l’idea del consigliere, portandola nelle sedi opportune, per sopperire all’incuria e alla mancanza totale di norme a salvaguardia di queste costruzioni.
Pur nella consapevolezza che si tratta di una questione enorme, perché non si potranno tutelare solo alcuni muretti ma la norma deve essere allargata, almeno, a tutto il territorio comunale e non si conoscono le reazioni della gente se obbligata a ripristinare i muri di pertinenza, quando ci troviamo in una città che non riesce a imporre la recinzione e la pulizia di terreni all’interno del centro abitato.
Una norma che dovrebbe essere allargata al territorio provinciale dove maggiore è il degrado dei muretti a secco lungo le strade di pertinenza.
Certo delle ordinanze sindacali sarebbero d’uopo, non solo per il valore dei muri a secco ma per garantire anche la pubblica incolumità e la salvaguardia ed il decoro dell’aspetto territoriale.
Resta, comunque, una problematica non da poco, per la quale dovrebbero arrivare risposte dell’amministrazione.
