Un innocuo aperitivo fra i capigruppo di PD e 5 Stelle del Consiglio Comunale di Ragusa ha provocato considerazioni di vario genere sulle possibilità di concretizzare, anche a Ragusa, l’alleanza giallorossa che è già realtà a Roma e si vuole replicare a livello regionale, dove, da tempo, sono avviati contatti strettissimi fra il segretario regionale del PD Barbagallo e il sottosegretario Cancelleri che, fino a quando non si capirà chi comanda all’interno del Movimento, resta il leader di riferimento dei 5 Stelle.
Se non fosse per la presenza accertata del segretario cittadino del PD, Calabrese, si poteva pensare ad un aperitivo veramente occasionale.
La presenza contemporanea del fedelissimo dell’on.le Dipasquale e del segretario cittadino confermano le buone intenzioni di costruire qualcosa che, di fatto, esiste in sostanza dopo qualche azione congiunta portata avanti in città.
Del resto, una possibile alleanza appare scontata, soprattutto se è già concretizzata a livello nazionale e regionale, naturale che quel che resta del Movimento 5 Stelle, con le ferite non rimarginate del 2018, pensi di appoggiarsi al PD, come alleato a sinistra e come unico partito che si possa definire tale in uno scenario fatto di sigle senza leader e, soprattutto, senza voti certi o, quantomeno, prevedibili.
Il PD, anche secondo i sondaggi, resta l’unico partito solido, in testa nei vari sondaggi, seguito da Fratelli d’Italia, a livello nazionale, tutti gli altri arrancano, fondamentalmente in leggera discesa, intenti a mettere insieme sigle e partitini con percentuali da prefisso telefonico, per sopravvivere.
Questa storia dei contatti e delle possibili candidature va avanti da settimane ma si deve stare attenti se si parla per mesi, si cerca di costruire una alleanza e si comincia a parlare di programmi, se poi, alla fine, le decisioni importanti vengono prese altrove, a Ragusa come a Palermo o a Roma, in camere ristrettissime.
Se per il PD la cosa preoccupa poco, per la presenza di un autorevole leader, deputato regionale, sotto le cui maglie deve passare ogni tipo di decisione e di scelta, non si comprende a nome di chi parla il capogruppo 5 Stelle.
Spesso si ha la sensazione che equilibri e tatticismi non siano subordinati agli interessi della città.
Non è desueto pensare a queste cose, non si comprende chi sta con Grillo e Di Maio e chi sta con Conte, ma cosa ancora più grave è non capire se Cancelleri sta con Di Maio o con Conte.
A cascata non si comprende a quale leader di riferimento fa capo la deputata regionale del Movimento 5 Stelle di Ragusa, non si comprende per quale corrente interna parteggino la deputata e il senatore dei collegi iblei, per quello che valgono come impegno politico per il territorio
Che valore può avere, almeno per l’opinione pubblica, una trattativa da parte di chi, domani, potrà essere emarginato dalle scelte anche locali?
Forse lo sanno nel PD, ma i ragusani se lo chiedono legittimamente, anche perché, in più di una occasione hanno elargito voti a profusione al Movimento 5 Stelle, con ritorni inesistenti a livello comunale, regionale e nazionale.
Situazioni analoghe docunt: a Palermo, la capogruppo pentastellata in consiglio comunale ha passato in rassegna l’evoluzione della linea politica del Movimento 5 Stelle, una barca che, a suo parere, ha perso un po’ la rotta.
Ha detto, Viviana Lo Monaco, la capogruppo, che “un Movimento politico sano dovrebbe avere la capacità, strutturandosi nel tempo, di individuare luoghi di ascolto in cui poi fare sintesi, trovando i giusti punti di caduta.”
Era una 5 Stelle che aveva avuto fiducia in Conte e nel nuovo corso annunciato, “consapevole della necessità di trovare sponde tra vari partiti per poter realmente e concretamente realizzare i nostri progetti, ma senza mai perdere la nostra identità, riconoscendo il ruolo di un leader desideroso di attirare e mettere a sistema le energie migliori”.
Oggi, molti si rendono conto di non trovare riscontro alle speranze: “in tanti non hanno creduto di dover lottare per quella identità, forse una lotta da idealisti, ma che ci rendeva saldamente ancorati a principi etici e alla vita reale.” dice la capogruppo palermitana.
Lo scoramento deriva dall’aver appreso dai giornali di una trattativa (data quasi per conclusa), a Palermo, sul nome di un candidato sindaco della “coalizione” progressista che include il M5S.
Conclude la Lo Monaco: “Ebbene, nulla di nuovo all’orizzonte se parlassimo dei partiti noti, quelli che abbiamo per anni criticato, ma noi eravamo qualcosa di diverso e questa ferita con il nostro elettorato e con chi si è accostato al M5S con cuore puro, senza la ricerca di protagonismi, o di contropartite, sarà difficile da ricucire”.
Ma i venti di guerra all’interno del Movimento 5 Stelle si muovono anche a Roma: nello stesso giorno, infatti, hanno abbandonato la pattuglia parlamentare pentastellata la deputata Alessandra Ermellino e la senatrice Alessandra Riccardi.
La Ermellino così ha spiegato le ragioni del suo addio: «Non vado via dal M5S ma dalle persone che si sono impossessate di un progetto tradendo le speranze di 11 milioni di cittadini.
Viviamo tuttora in un sistema politico marcio che necessita di grande coraggio e capacità per essere risanato; tuttavia, ho la netta sensazione che il M5S non abbia la forza o la volontà di perseguire realmente questo cambiamento.»
Per restare a Ragusa, viene da chiedersi, vista l’attività quasi inesistete di alcuni, se tutti e cinque i consiglieri del Movimento 5 Stelle aderiscono ancora convintamente al Movimento, ci si chiede a quale corrente appartengano, quale peso di leadership possano avere la Campo, Piccitto, Tringali, una eventuale candidatura di Tringali è in appoggio a quella della Campo o andrà a finire come nel 2017 quando la deputata regionale in carica fu fatta fuori?
Non si dormono sonni migliori a destra e nel centro destra, sui giornali nazionali si parla di un possibile riavvicinamento fra Salvini e Conte ( https://www.iltempo.it/politica/2022/03/06/news/m5s-strategia-giuseppe-conte-osservato-da-matteo-salvini-legge-elettorale-per-liberarsi-del-pd-storace-30719372/ ), si parla di un asse consolidato fra Forza Italia, Lega e UDC, notizie che, per Ragusa lasciano non poche perplessità, quali sarebbero i voti di Forza Italia, della Lega, dell’UDC, tre partiti esistenti solo sulla carata, senza sedi, senza attività, senza responsabili se non nominati dall’alto, partiti che vengono fuori solo quando c’è odore di elezioni e mettono avanti sempre le stesse persone, gli stessi nomi.
Si parla tanto di politica ma sembra che si lavori per favorire che vuole disconoscere la politica e i partiti.
