di Cesare Pluchino
Le enormi criticità all’interno del gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle amplificate da una comunicazione senza controllo, utilizzata solo per fini strumentali
Che la comunicazione e la trasparenza costituiscano tematiche assai difficili da gestire per i 5 Stelle, non è una novità. La considerazione si può applicare a livello nazionale, ma anche a livello locale dove le criticità emergono più facilmente in quelle realtà dove, come accade a Ragusa, non si riesce a controllare la truppa dei consiglieri che non hanno e non vogliono avere controllori e non rispettano nessuna gerarchia.
La crisi che attanaglia il gruppo consiliare del Movimento al Comune di Ragusa, la perdita della maggioranza in aula, le fratture interne e i contrasti fra consiglieri, le difficoltà nei rapporti con l’amministrazione sono i segnali evidenti della inesperienza politica e della incapacità, di molti degli eletti, a gestire la cosa pubblica, che non è solo amministrare ma anche occuparsi di politica nelle sue varie sfaccettature che, in un regime democratico vuol dire condivisione, concertazione, trasparenza, fluidità di rapporti e, ove inevitabile, anche compromesso.
Nulla di tutto questo nel bagaglio personale di molti degli eletti a 5 stelle che sembrano non avvertire la scarsa considerazione nei loro confronti, da parte degli amministratori, dei loro stessi elettori e di buona parte dell’opinione pubblica.
Per nulla condizionati dagli inconsistenti risultati elettorali che relegavano la lista del Movimento 5 Stelle nelle retrovie dei consensi politici, gli eletti, arrivati in Consiglio grazie alle scellerate scelte degli avversari politici, aggrappati al plebiscitario consenso attorno al sindaco eletto, Federico Piccitto, pensavano di poter dominare il Consiglio Comunale, influenzare le scelte dell’amministrazione e condizionare le politiche del primo cittadino e del movimento locale.
Le poche teste pensanti del gruppo consiliare non riescono a tenere a bada una truppa di incapaci che, nonostante agiscano su uno scenario fatto di fratture interne al Movimento, dissidenti, meetup ufficiali e non, maggioranza in aula svanita, si muovono e parlano e scrivono come se ancora fossero in grado di controllare la situazione che, invece, è sfuggita loro di mano.
Avevamo riferito, con toni morbidi, di quanto accaduto in sesta commissione, dove sono esplose le conflittualità interne del gruppo consiliare.
Una seduta di commissione dominata dalle provocazioni, legittime ma strumentali, di opposizioni che stigmatizzavano l’inesistente attività della commissione a far data dalla nomina del nuovo presidente Porsenna, datata settembre 2015. Nessuna convocazione, ma nessun argomento o materia da trattare, considerato che non esistono agli atti richieste, secondo regolamento, nemmeno delle stesse opposizioni.
Solo una richiesta formale, ma fuori dal regolamento, del consigliere Dipasquale, appartenente al Movimento 5 Stelle come il Presidente Porsenna, alla quale quest’ultimo non ha voluto dare seguito.
Questo l’elemento scatenante della guerra scoppiata insala commissione, della quale abbiamo ampiamente riferito e della quale esiste la registrazione audio video ufficiale del Comune.
Una seduta di commissione evitabilissima, senza risultati, per trattare una materia, quella delle modifiche al piano dei mercati rionali e al regolamento dei dehors, che potevano essere oggetto di una semplice interrogazione che, forse, avrebbe obbligato l’amministrazione, assente alla Commissione, a risposte circostanziate.
Troppe le provocazioni, ma sempre legittime e nel pieno rispetto istituzionale, delle opposizioni nei confronti del Presidente Porsenna, considerato il responsabile unico dell’inattività della commissione, senza la contestuale specifica delle cose che si sarebbero dovute esaminare o trattare.
Atteggiamento del Presidente Porsenna non sempre perfettamente adeguato al ruolo di Presidente, che ha raccolto le provocazioni invece di ignorarle e ha debordato dai suoi obblighi istituzionali, arrivando a criticare il ritardo di qualche consigliere e, addirittura, additando la consigliera Castro di parlare troppo a differenza di quando era in maggioranza, alleata dei cinque stelle, mentre permetteva al capogruppo Brugaletta di entrare nel merito del suo scontro personale con Dipasquale che lo aveva duramente attaccato, motivo scatenante del legittimo abbandono dei lavori da parte di consiglieri delle opposizioni, resisi conto che la situazione era sfuggita di mano e la Commissione era senza controllo.
Questi i fatti verificabili nella registrazione, un’offesa alla verità e al resoconto puntuale di quanti hanno assistito alla seduta, il comunicato stampa del Presidente Maurizio Porsenna, apoteosi della mistificazione, che costituisce sacrilegio nell’uso della comunicazione che dovrebbe essere ispirata a principi di verità e trasparenza assoluta
Porsenna parla di spettacolo indegno offerto dalle opposizioni e dal compagno di Movimento, Dipasquale: se opinabili possono essere le sue valutazioni, per quanto rispettabilissime, non si può per nulla accettare che venga rivolta agli operatori del settore la rassicurazione che “l’iter per la riforma del regolamento dei dehors procede senza intoppi, che gli uffici competenti stanno lavorando con solerzia per modernizzare e snellire l’intero sistema dei dehors”.
Il Presidente della Commissione valuta distorti e fallaci i messaggi che sarebbero stati lanciati da opposizioni che non hanno come priorità il bene della città, bensì il fine di architettare ed alimentare malumori, dissapori e critiche speciose, in un quadro di biechi giochi politici.
Porsenna dimentica che durante i lavori della seduta è stata una funzionaria degli uffici competenti, alla presenza di due colleghi e del Dirigente Distefano, a specificare e chiarire che per il regolamento dei dehors, contrariamente a quanto affermato in Commissione, a suo tempo, dall’ex assessore Martorana, nulla è stato oggetto di progetti di modifica, nulla è attualmente all’attenzione degli uffici per i quali risultavano delle novità le presunte variazioni al regolamento che sarebbero in corso di definizione.
Particolari che avevano precisato nel resoconto della seduta e per i quali abbiamo ricercato adeguata conferma che ci permette di poter affermare che quanto dichiarato nel comunicato dal consigliere Porsenna non corrisponde al vero.
Nessun impegno, quindi, dello stesso di fronte alla cittadinanza, nessuna priorità dell’amministrazione, se non iniziative personali come quella del Presidente della Commissione che vuole incontrare l’associazione di categoria per un confronto sulle problematiche e sulle soluzioni migliori, al solo fine di licenziare, quando sarà istruito l’iter uno strumento finalmente in grado di rispondere alle necessità ed ai bisogni dei commercianti.
Da evidenziare che il regolamento dei dehors nulla ha in comune con quello del piano per i mercati rionali, che forse, come rilevato da autorevoli personaggi, il Porsenna considera come unica pratica.
Un evidente ma maldestro tentativo di allontanare i riflettori dal pietoso svolgimento dei lavori della Commissione, che non può inficiare, per nessun motivo il lavoro di quanti hanno seguito puntualmente la seduta e ne hanno riferito secondo criteri di assoluta veridicità.
Un tentativo ancora più inopportuno per la legittima e conseguente replica del consigliere Dipasquale, della quale ci occupiamo in altra parte del giornale, che, non solo, conforta l’attendibilità del nostro resoconto, ma contribuisce a ravvivare i toni dei contrasti interni ai cinque stelle, tutti fattori dei quali Porsenna avrebbe dovuto tenere conto prima di avventurarsi nel sentiero, evidentemente per lui impervio, della corretta comunicazione.
{gallery}sesta commissione{/gallery}
