Se si pensa a quello che succede a Palermo, alla Regione, con gli apprezzamenti da caserma, come lui stesso li ha definiti, dell’assessore Pistorio nei confronti del Presidente Crocetta, da noi si vive in paradiso.
Nessun apprezzamento personale, solo scontri fra pentastellati e opposizioni, scambi di attacchi che vanno dall’incapacità e dall’inadeguatezza al demerito di appartenere alla politica del passato.
Basti pensare ch,e nella seduta di consiglio comunale di mercoledì 7 giugno, non si sono nemmeno sfiorati argomenti che potevano costituire materiale rilevante per arringhe politiche da lasciare ai posteri.
Solo le solite schermaglie verbali di inizio seduta, nello spazio dedicato alle comunicazioni, queste ultime diventate, fra l’altro, replica di comunicati stampa e di post sui social, quindi nemmeno una novità.
Per il resto un’aula consiliare che sembra una stazione trafficata, con andirvieni dei pochi consiglieri partecipanti, alla perenne conta del numero legale per la strategia preordinata delle opposizioni che nasce dalla ormai assodata mancanza di una maggioranza che non può assicurare il normale svolgimento delle sedute.
Ieri c’erano motivi per parlare dell’ennesimo intoppo che ha bloccato l’iter della Ragusa Catania, ci sono componenti politiche che si scagliano abitudinariamente contro parlamentari locali, ieri nemmeno un cenno su quella che si avvia a diventare solo un progetto incompiuto.
Da più parti, nonostante le passate assicurazioni che tutto è a posto, si paventa il rischio che della Ragusa Catania se ne potrà riparlare fra 5 o dieci anni.
Chi è più addentro alla materia, come avevamo anticipato, precisa che l’ultimo intoppo sarà facilmente superato, grazie anche al positivo intervento che potrà produrre la locale Soprintendenza, i problemi ci saranno, forse già ci sono, per la compatibilità con i piani paesaggistici di altri territori che provocheranno inevitabili blocchi dell’iter della Ragusa Catania.
Ma si avrà l’accortezza, secondo i bene informati, che la questione sarà fatta esplodere dopo le prossime consultazioni elettorali.
Tutto questo era spiegato, nei particolari, in corridoio, ma in aula nessuno ne ha parlato, come se la Ragusa Catania non interessasse il capoluogo e il suo territorio.
Come pure viene solo sfiorato, per motivi tecnici, il lavoro della commissione di indagine sui fondi residui scomparsi della Legge su Ibla, della quale non si conoscono ancora gli esiti, dopo che sono scaduti anche i tre mesi di proroga.
La seduta, prevedeva, al secondo punto all’OdG, appunto una seconda proroga, questa volta tecnica perché non ci sarebbero i verbali pronti per potere definire, appunto, l’esito dei lavori, i lavori della commissione; come trapelato, sarebbero conclusi, non ci dovrebbero essere altre riunioni se non l’ultima di chiusura, ma nessuno ha avuto l’interesse di avere chiarimenti in merito, perché tutti si sono trastullati nel giochetto delle parti fra maggioranza pentastellata inesistente e opposizioni.
Al primo punto all’Ordine del Giorno c’era l’approvazione di alcuni debiti fuori bilancio, le opposizioni chiedevano il prelievo del secondo punto, riguardante la richiesta di proroga della commissione.
Il capogruppo del Movimento 5 Stelle si opponeva, stigmatizzando la strategia delle opposizioni che, esitata la richiesta di proroga, avrebbero fatto mancare il numero legale, annunciando di abbandonare l’aula e anticipando l’assenza dei pentastellati anche per la seduta, in terzo appello, di oggi, giovedì 8 giugno.
Un caos preordinato, che nasce sicuramente dalla svanita maggioranza del Movimento 5 Stelle, ormai nell’impossibilità di adempiere autonomamente ai lavori consiliari, ma fomentato da opposizioni che pensano di rendere un servizio alla città con queste tattiche inutili e che hanno stancato la gente.
Sarebbe più dignitoso, e le opposizioni ne avrebbero anche i numeri per bocciare gli atti dell’amministrazione, esitare normalmente i lavori d’aula che, del resto, sono decisi in conferenza dei capigruppo.
In pratica, ormai, il consiglio comunale non è convocato per questo, ma si riduce, essenzialmente a tribuna per consiglieri in cerca di visibilità e a dispenser di gettoni presenza e giustificazioni per l’esonero lavorativo, si chiaro, del tutto legittimi.
Come ogni stagione teatrale che si rispetti ci sono anche gli spettacoli di contorno, organizzati da elementi delle minoranze per ulteriori strategie di opposizione.
In programma due sedute di commissione, i cui ordini del giorno rivelano, come spesso accade, convocazioni in equilibrio sul filo del regolamento dei lavori d’aula e delle commissioni.
Nel pomeriggio di oggi, giovedì 8 giugno, il Presidente della seconda commissione, Assetto del Territorio, Massimo Agosta, con buona dose di elasticità, ha convocato l’organo per trattare di ‘Barriere architettoniche sul territorio comunale’.
Commissione che si riunisce, come specificato nella lettera di convocazione, su istanza del consigliere D’Asta che, però, a norma di regolamento, non appartiene a gruppo consiliare che rappresenti un terzo dei consiglieri, per cui l’istanza non sarebbe valida.
C’è curiosità su quelli che saranno i contenuti della seduta e sulle posizioni che assumeranno i componenti della commissione, i dirigenti, l’assessore, i tecnici degli uffici preposti e i rappresentanti delle associazioni H che sono stati invitati.
Curiosità perché la città si è sempre distinta per il totale disinteresse verso le problematiche dei disabili e, in particolare, per l’irrisolto problema dell’eliminazione delle barriere architettoniche,
Vedremo cosa ne esce oggi pomeriggio, sperando che la seduta non si risolva in una delle tante passerelle, in questo caso preelettorale.
Nel pomeriggio di domani, venerdì 9 giugno, convocata la V Commissione, Cultura e attività sociali, per trattare due punti all’OdG: Situazione attuale di crisi e progetto di rilancio del servizio asili-nido, Rischio chiusura, per gravi difficoltà economiche del servizio sociale gestito dall’Associazione “Onlus Arthai”.
Senza voler entrare nel merito dell’attinenza dei temi all’OdG al regolamento dei lavori di Commissione, ineccepibile l’interesse per la situazione di criticità che coinvolge la benefica ed encomiabile attività dell’associazione “Onlus Arthai”, per la quale è d’obbligo ogni tipo di intervento possibile a tutela della stessa da parte dell’amministrazione, indipendentemente dall’esito dei lavori della commissione.
Speciose ci appaiono, invece, le motivazioni che potrebbero stare a sostegno di una supposta situazione di crisi degli asili nido, già oggetto di accesi contrasti per la cessazione dell’esternalizzazione della gestione per due asili comunali e per la decisione dell’amministrazione di utilizzare personale comunale prima impegnato nelle attività integrative.
L’assessore Leggio, competente al ramo, nel corso di un suo intervento, nella seduta del consiglio comunale di ieri, ha ribadito che, per il prossimo anno, i sei asili nido comunali saranno regolarmente in funzione.
Si attende, allora, con curiosità, di capire quali possano essere gli elementi nuovi sulla questione, in grado di giustificare l’inserimento all’OdG dei lavori di una commissione.
Sarebbe disdicevole che si tentasse di fare opposizione con i soldi dei contribuenti, convocando commissioni inutili, buone solo per proclami e ulteriori attacchi all’amministrazione.
