di redazione
Lo scorso 2 ottobre celebrata la “Festa dei Nonni – Per non dimenticare chi dimentica!”
Dopo una breve pausa estiva, sono ripresi gli appuntamenti del Cafè Alzheimer, giovedì, 8 ottobre 2015 presso il “Caffè con Te” in via G. Di Vittorio alle ore 16.00.
Questi incontri oggi sono diffusi in Europa, Stati Uniti, Canada, Australia. Nel nostro Paese ne sono stati aperti ormai più di 100 in base alla mappatura di FederAlzheimer, organizzazione nazionale di volontariato dedicata alla malattia, ma il loro numero continua ad aumentare.
“L’Alzheimer Cafè” è un vero e proprio locale pubblico, un luogo dove le persone con demenza, le loro famiglie e le figure professionali si incontrano, di solito, una volta al mese – spiegano gli operatori del Centro Diurno Alzheimer. L’incontro si svolge in una data e ad un’ora stabilite, e si basa su un formato standard. Non c’è bisogno di prenotare, si può andare e venire come meglio si crede, cibo e bevande sono a disposizione, è possibile ascoltare musica, leggere brani parlare delle proprie esperienza e difficoltà, e trovare un orecchio che ascolta.
L’Associazione Familiari Alzheimer Ragusa – AFAR, condivide questi appuntamenti svolgendo un ruolo peculiare.
Nel quadro delle attività del Centro Diurno Alzheimer, grande successo ha riscontrato la “Festa dei Nonni –
Per non dimenticare chi dimentica!”, una celebrazione sentita e toccante che ha avuto luogo, presso il centro, lo scorso 2 ottobre, con la partecipazione di operatori e volontari dell’Avo, a ridosso della Giornata Internazionale degli Anziani.
Don Giorgio Occhipinti, cappellano dell’ospedale “Civile”, durante la sua omelia ha fatto riferimento alla solidarietà verso i sofferenti e gli anziani ospiti del Centro, utilizzando una frase di una bellissima preghiera di Don Tonino Bello: “Ho letto da qualche parte che gli uomini sono angeli con un’ala soltanto: possono volare solo rimanendo abbracciati”. Il Signore ci ha dato il compito di abbracciare il fratello, e aiutarlo a volare attraverso la solidarietà – «E’ importante distinguere il dolore – che può essere uno stato momentaneo della nostra vita – dalla sofferenza – che invece può essere uno stato permanente della nostra vita. Allora qual è il nostro ruolo umanitario nei confronti di chi soffre? Bisogna offrire l’ala della nostra disponibilità!»
Padre Giorgio ha ringraziato gli anziani del Centro e tutti i nonni per il loro riferimento umano e morale e per tanti valori che ci hanno trasmesso e che continuano a trasmetterci nella loro sofferenza!
Una preghiera che ci hanno insegnato da piccoli è proprio quella dell’Angelo Custode che gli ospiti del Centro hanno ricordato e recitato tutti insieme.
Dopo l’omelia è seguita la preghiera di benedizione degli anziani ed il Cappellano ha recitato per tutti una bellissima preghiera:
“Il Cantico dell’anziano”.
Benedetti quelli che mi guardano con simpatia
Benedetti quelli che comprendono il mio camminare stanco
Benedetti quelli che parlano a voce alta per minimizzare la mia sordità
Benedetti quelli che stringono con calore le mie mani tremanti
Benedetti quelli che si interessano della mia lontana giovinezza
Benedetti quelli che non si stancano di ascoltare i miei discorsi già tante volte ripetuti
Benedetti quelli che comprendono il mio bisogno di affetto
Benedetti quelli che mi regalano frammenti del loro tempo
Benedetti quelli che si ricordano della mia solitudine
Benedetti quelli che mi sono vicini nella sofferenza
Benedetti quelli che rallegrano gli ultimi giorni della mia vita
Benedetti quelli che mi saranno vicini nel momento del passaggio
Quando entrerò nella vita senza fine mi ricorderò di loro presso il Signore Gesù.
Dopo la Santa Messa c’è stato un momento di fraternità e di festa; infatti gli ospiti del Centro avevano preparato un dolce tipico del mese di ottobre: la marmellata e una torta di cotogne.
Padre Giorgio ha ringraziato gli operatori del Centro per il servizio svolto con competenza e amore.
