Una semplicissima seduta, in terzo appello, dopo che, per ben due volte era mancato il numero legale, con i consiglieri che sostengono l’amministrazione, e gli stessi assessori, che nemmeno si sono presentati al secondo appello, si è trasformata in uno spettacolo vergognoso per la città.
Dopo che in primo appello erano state approvati dei debiti fuori bilancio, si doveva approvare il nuovo regolamento della Polizia Locale, con alcuni adeguamenti normativi e alcune innovazioni per i servizi.
Non solo un atto dovuto, l’ultimo regolamento risaliva al 1996, ma alcuni adempimenti a favore del Corpo di Polizia Locale per il quale, vista l’efficienza e la tradizione, tutto quello che si fa è sempre troppo poco.
La seduta risentiva, come era prevedibile, dell’azione delle opposizioni che, compatte, il giorno prima, avevano fatto mancare il numero legale, abbandonando l’aula.
Un gesto politico che, condivisibile o meno, non aveva e non avrebbe potuto avere conseguenze perché, come è avvenuto, non era in discussione l’approvazione dell’atto da parte della compagine a sostegno dell’amministrazione.
La seduta è stata caratterizzata da un intervento, del tutto poco opportuno, della consigliera Criscione che ha voluto sottolineare il comportamento delle opposizioni, del giorno prima, che avevano fatto mancare il numero legale.
A conferma del nervosismo che pervade la compagine a sostegno del sindaco Cassì e della sua amministrazione, la consigliera ha debordato non poco da quello che poteva essere un intervento anche legittimo.
In effetti, c’è agitazione nelle file della squadra del sindaco perché gli stravolgimenti politici che seguono al passaggio del sindaco in Forza Italia rendono incerto il futuro di tanti che avrebbero voluto proseguire la carriera politica, possibilmente con avanzamenti di grado.
Si prevede, alle prossime elezioni, l’affermazione della coalizione di centro destra o, peggio, di quella di centro sinistra. In entrambi i casi, tempi difficili per i paladini del civismo che, se anche decidessero di passare nelle file di Forza Italia, sarebbero destinati a diventare ‘numeri’ senza certezze sul futuro politico.
Si sono arenati i sogni di possibili ingressi in giunta, c’è nervosismo anche perché il programma elettorale e i fantasmagorici progetti del sindaco stentano a concretizzarsi e il popolo rumoreggia, rendendo difficoltosa la difesa del sindaco e dell’amministrazione da parte dei fedelissimi.
Ma, più in generale, molti avvertono che il vento può cambiare, non ci sono certezze per il “dopo di noi”.
La consigliera Criscione non ha avuto solo una reazione spropositata sul gesto politico delle opposizioni, sulla cui valenza, sui cui obiettivi e sui cui significati si potrebbe discutere ad libitum, senza arrivare a delle valutazioni certe, aggiungendo valutazioni personali sul fatto che, acquisito il gettone di presenza, i consiglieri avrebbero voluto una seconda convocazione per raddoppiare lo stesso, e mettendo in risalto che i consiglieri hanno abbandonato l’aula ma si sono soffermati nell’area dedicata al pubblico, senza abbandonare il palazzo, indugiando a ridacchiare per la situazione che avevano provocato.
Ma non è bastato questo alla consigliera Criscione, ha voluto affermare che la neoconsigliera Flaccavento sarebbe stata trascinata a partecipare all’operazione, approfittando della sua scarsa esperienza d’aula.
Ma non solo: di fatto, ha inoltrato un attacco inconcepibile, inusitato, sgradevole, irrispettoso, assai poco delicato, ancorché ascrivile al suo stile di cui fa sfoggio usualmente, all’indirizzo della signora Flaccavento, sottolineando che mai il suo predecessore, Iurato, si sarebbe comportato alla stessa maniera.
Da Signora, la replica della consigliera Flaccavento che, in merito alle sue scelte e alla sua posizione, può accettare di essere inesperiente, ma non certo una banderuola che si fa trascinare; per stigmatizzare quello ricevuto ha affermato che non ci sarà mai, da parte sua, un attacco alla persona, nessuno si può permettere di imputare a stupidità o ingenuità i comportamenti, atteggiamento che si potrebbe ascrivere anche a interessi privati o malvagità.
Ha aggiunto: “non appartiene al mio stile attaccare le persone, se si presentassero altre occasioni simili, valuterò di volta in volta, vorrei solo invitare al rispetto come io mi atterrò, come peraltro ho giurato, al rispetto del ruolo e dell’incarico ricevuto”
Una replica di tutt’altro stile dell’attacco ricevuto, che richiederebbe una ferma presa di posizione di Ragusa Prossima.
Quanto agli occhi puntati sulla consigliera Fiaccamento e alle sue posizioni in aula è solo il sintomo del nervosismo latente di cui parlavamo, la permanenza che ha consentito il numero legale, il voto positivo in occasione delle ultime variazioni di bilancio, avevano illuso i cassiniani di poter dormire sonni tranquilli con la stampella n.13 a disposizione; l’uscita dall’aula, con le opposizioni, ha sconvolto le menti, fra l’altro, particolare confermato, qualcuno ha notato la prima posizione nello scranno che occupava, Iurato, in altra seduta la Flaccavento si è seduta fra i consiglieri Firrincieli e Buscemi, ieri, qualcuno, è rimasto sconvolto nel vedere la consigliera accanto alla vicepresidente Caruso.
Comprensibile, ancorché non giustificabile, la reazione.
La seduta si è comunque trasformata, a tratti in una mattinata da cortile napoletano con il consigliere Calabrese che non ha risparmiato forti considerazioni alla Criscione, così intervenendo: “Non volevo intervenire, ma il livello basso che ha raggiunto la consigliera Criscione mi impone di farlo, a volte mi meraviglio e mi chiedo come – rivolgendosi alla collega – può scendere a questi livelli, come può tacciare le opposizioni di venire in aula per il gettone di presenza, addirittura di operare per moltiplicarlo?
Non si vergona a dire queste cose? Lei deve imparare cosa è la politica, nonostante è stata fra liste civiche, centro sinistra e centro destra, lei non ha capito nulla, zero, ha ragione il consigliere Mauro, lei è zero, oggi ci poteva essere una seduta tranquilla, lei deve prendere atto che non avete più la maggioranza, avete perso cinque consiglieri, se ne faccia una ragione.” E ancora:
Non potete pretendere che le opposizioni abbiano la vostra stessa linea, rassegnatevi al necessario dialogo preventivo, al confronto, alla mediazione, perché noi portiamo avanti la linea politica che ci fatto arrivare in Consiglio. La invito a fare interventi intelligenti che, purtroppo, lei non riesce a fare, lei non è in grado di intervenire come i suoi colleghi – citando Antoci e Schininà.
Lei attacca la consigliera Flaccavento e lo stesso fatto che lo nega denota che non sa, evidentemente, nemmeno quello che dice.
Calabrese ha chiuso il suo intervento invitando il Presidente del Consiglio a riprendere la consigliera Criscione che non può tirare in ballo, irrispettosamente, il gettone di presenza che inseguirebbero le opposizioni, quando si trova a sostenere una giunta dove ci sono assessori che per oltre 5.000 euro al mese, riscaldano solo la sedia. Concludendo: “E’ solo una vergogna”.
Simili baraonde, a Palazzo dell’Aquila, si sono viste raramente, benissimo a fatto il consigliere Calabrese, forte della sua autorevolezza e della sua esperienza a mettere a posto la collega, senza peli sulla lingua, per un intervento inconcepibile, peraltro in una seduta d’aula che pagano i cittadini per vedere discutere fatti personali che nulla hanno a che fare con i lavori d’aula.
E male fa il sindaco a tollerare simili atteggiamenti che, certo, non portano lustro alla sua figura, di sindaco e personale, non è da lui avere simili soggetti al seguito.
Per quanto riguarda le parole di Calabrese, ci permettiamo dissentire dalle sue continue offerte/richieste di dialogo, di confronto, di mediazione, si capisce che questa gente è alla fine di un ciclo ma così non ce li togliamo di mezzo.
Basta con il bene comune, con il bene della città, occorre portarli in situazioni difficili ancorchè non determinanti per le dimissioni, ma con le strategie morbide dell’opposizione costruttiva la gente non si renderà conto di come stanno, effettivamente le cose, penserà che in fondo è una amministrazione che riesce a portare la nave in porto.
Invece gli elettori si devono rendere conto di come la nave, dopo tante promesse, può affondare, di come non sia una imbarcazione sicura per la città.
